Angelo Bagnasco

“Quella sul reddito e’ stata una tematica nuova, almeno per come suona, nel magistero di Papa Francesco. Un reddito di sopravvivenza non sarebbe conforme alla dignita’ della persona, che non puo’ vivere da assistito”. Lo ha detto alla trasmissione “Stanze Vaticane” di Tgcom24, il Card. Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova e Presidente dei vescovi Europei all’indomani della visita di Papa Francesco nel capoluogo ligure. “Al di la’ delle varie forme di reddito proposte”, ha detto porporato, “il richiamo fondamentale che il Papa ha fatto in modo chiaro, distinto e reale e’ che anche un Paese, una societa’, dove per ipotesi tutti avessero assicurato un reddito di sopravvivenza, ma anche di un certo tenore di vita, non sarebbe conforme alla dignita’ della persona, che non puo’ vivere da assistita, deve vivere con il proprio lavoro per avere la dignita’ di guadagnarsi il pane per se’ e per la propria famiglia, e per poter realizzare se stesso”. “Questo e’ un principio molto importante che deve illuminare seriamente la politica presente e futura” ha concluso Bagnasco.

“Da sempre noi vescovi abbiamo parlato di voi e per voi, poiche’ siete il fondamento dell’edificio, la cellula viva dell’organismo sociale, l’icona del mistero della Chiesa sposa di Cristo: voi siete la Chiesa nella casa, la Chiesa domestica che ogni giorno celebra la liturgia della vita e dell’amore”. Sono le parole di ammirazione e di affetto dedicate alla famiglia, nella prolusione del cardinale Angelo Bagnasco all’Assemblea della Cei. “Dio continua in voi il miracolo della vita, vi chiama ad una missione straordinaria: generare non solo dei corpi, ma delle persone, ecco l’educazione”, ha proseguito: “Quante volte abbiamo detto che la cultura oggi disprezza la famiglia e la politica la maltratta! Come se questo nucleo, questo microcosmo, fosse vecchio e superato, e si dovesse viaggiare trionfalmente verso nuove forme, piu’ aggiornate – si dice – piu’ efficaci e libere. Come se le relazioni fossero una opzione, e non la via per essere veramente persone; come se i legami mortificassero la liberta’, e non invece la condizione per essere veramente liberi; come se le scelte definitive fossero contrarie allo slancio vitale dell’individuo, anche nella sfera degli affetti piu’ intimi. Ma questa smania che rincorre ogni alito di vento, che e’ insofferente del quotidiano e del normale, non e’ forse segno del vuoto interiore, del male di vivere?”. “Siate voi, famiglie, a proclamare – nella diuturna riconquista del vostro amore e del vostro sacramento – la bellezza del matrimonio e della famiglia come il vero fondamento del vivere sociale; siate voi a testimoniare la bellezza della paziente dedizione ai figli; la possibilita’ di vivere insieme tutta la vita”, ha detto il cardinale. “Siate la risposta concreta e alternativa all’individualismo radicale che respiriamo, e che spinge a vivere isolati gli uni dagli altri in nome di una autonomia che ci distrugge”, la consegna. “Quante volte abbiamo messo in guardia dalle derive antropologiche”, ha sottolineato Bagnasco a proposito del suo decennio di presidenza: “Esse, in nome dell’uomo, lo negano con costumi e leggi che sembrano rispettare la liberta’, ma in fondo sono convenienti all’economia”. “Le famiglie – sul piano sociale – si sentono sostanzialmente abbandonate”, il grido d’allarme: “sono urgenti politiche familiari consistenti nelle risorse e semplici nelle condizioni e nelle regole. Non sostenere la famiglia e’ suicida”. Altro appello, quello per il sostegno “alla scuola paritaria, puntualmente messo in discussione da un pregiudizio ideologico: eppure, nella laica Europa questi muri sono caduti, per cui si riconosce il valore culturale della scuola paritaria nell’assicurare la memoria dei nostri Paesi, come pure la stessa ricchezza che ne deriva per la liberta’ educativa e il pluralismo. In Italia, invece, sembra non valere nemmeno il criterio dell’investimento, che consente allo Stato di risparmiare ogni anno – al netto del contributo – ben 6 miliardi di euro”.

“Una cattiva politica genera mostri”. Lo ha detto il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, nel discorso pronunciato ieri sera in occasione del Te Deum di ringraziamento per l’anno appena trascorso. “Serpeggia una certa sfiducia nella politica, e cio’ non e’ bene ne’ giusto – ha aggiunto Bagnasco – perche’ non si deve dare un giudizio generalizzato se alcuni sbagliano anche gravemente” e “non si puo’ demolire un impianto politico se si scoprono limiti e vizi”. Il porporato ha infine ricordato che “la rappresentanza democratica ha scritte in se stessa delle dinamiche proprie che la rendono possibile: gli uomini scrivono le regole per esprimere al meglio tale diritto, affinche’ la democrazia sia reale”.

“Un’Italia piu’ consapevole. Con una maggiore consapevolezza che ci si salva tutti insieme”. Questo il Paese che il presidente della Cei, Angelo Bagnasco, ha visto emergere nelle settimane seguite al referendum. Rivolgendo gli auguri di buon Natale agli italiani, dagli schermi di Rai Uno, il porporato ha sottolineato la funzione della Chiesa di “essere coscienza critica” e rispondendo a una domanda della conduttrice di A Sua Immagine, Lorena Bianchetti, ha assicurato che “la Chiesa crede nell’Europa unita”. “Se l’Europa esiste – ha ricordato il neo presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee – lo dobbiamo al Vangelo che ne e’ la radice piu’ profonda”. E dunque “l’Europa non deve avere paura di Cristo che rivela il vero volto di Dio”. In questo contesto, Bagnasco ha osservato che “l’egoismo fondamentale e’ l’avere paura degli altri e delle loro situazioni” mentre “non bisogna avere paura di stringere relazioni e rapporti con i nuovi arrivati nella nostra terra. Dobbiamo essere capaci di integrare, di diventare un popolo sempre piu’ grande, senza paura”. “Non debbono sentire l’Europa come pesante ma come madre e casa comune”. E per i cristiani portare la loro testimonianza non e’ arroganza o imposizione, ma offrire il meglio che ognuno di noi ha nel cuore”.

Musulmani e cattolici oggi sono stati a messa insieme nelle chiese italiane rispondendo all’iniziativa promossa dal Centro per il culto musulmano francese dopo l’uccisione il 26 luglio di padre Jacques Hamel nella chiesa di Rouen: “I musulmani vadano a messa domenica mattina per dare ai cattolici un segno di solidarietà”, questo il segno che ha voluto dare la comunità islamica francese. Da Milano a Palermo, da Genova a Bari Imam e credenti musulmani con i cattolici: più di 15mila secondo il presidente delle Comunità del Mondo Arabo in Italia, Foad Aodi. In Italia i delegati della Coreis, la Comunità Religiosa Islamica Italiana, hanno portato i saluti in molte chiese. Su Avvenire ha commentato il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei: “Siamo molto grati per questa risposta pronta, tempestiva e chiara. Se continuano su questa strada si potrà creare un vero isolamento attorno a questi fanatici omicidi”. Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha ringraziato “tutti quegli italiani di religione islamica che indicano alle loro comunità la via del coraggio contro il fondamentalismo”.

“Serve un continente piu’ umanistico. Il mondo musulmano condanni senza alcuna ambiguita’ il terrorismo’. Cosi il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana su Corriere della Sera. ‘Il terrorismo vuol far credere che si tratti di una guerra di religioni. Questo conflitto tra le fedi non c’e’, non esiste. Il mondo musulmano moderato faccia sentire la sua voce. Il nostro continente dovrebbe riappropriarsi della propria cultura che ha, nelle radici, una visione antropologica e ideale cristiana. Una visione che ponga la persona al centro, non nel segno dell’individualismo ma della solidarieta”.

 

L’astensionismo è preoccupante. Questo il pensiero del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, espresso ai giornalisti a margine del 20esimo anniversario del Banco Alimentare della Liguria. Ha detto Bagnasco: “Avere un senso crescente di disaffezione, di sfiducia verso la politica non e’ bello ed e’ un grande disvalore, un grande impoverimento per la societa’ perche’ la politica in senso alto e’ un grande servizio”. Ha continuato il presidente della Cei: “E’ un gravissimo segnale perche’ indica una disgregazione di tipo sociale ma indica anche una disaffezione alla politica che invece, nella dottrina sociale della Chiesa e nella cultura cristiana, in modo particolare ma non solo, e’ sempre stato un valore alto”. E ancora: “il popolo dovrebbe poter guardare con fiducia e quindi con partecipazione, con desiderio di partecipare, di fare le proprie scelte”.

Dura l’analisi di Mons Bagnasco sulla situazione sociale ed economica del Paese.  Per trovare un lavoro, secondo il capo dei vescovi, ‘occorre un miracolo’.  Negli ultimi mesi il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, non ha fatto mancare i suoi appelli per sensibilizzare la politica e la classe dirigente ai suoi doveri e alle sue responsabilità. Oggi, durante la messa per il lavoro al santuario di Nostra Signora della Guardia. Bagnasco ha sottolineato come ‘la disoccupazione cresca: i dati dicono che il 40% delle persone comprese nell’età dai 15 ai 24 anni è in cerca di lavoro, mentre la media europea è del 22%. Per il presidente della Cei “è forte la preoccupazione anche per gli adulti che una volta perso il lavoro hanno difficoltà a ritrovarlo, con gravi danni per la loro dignità e le loro famiglie. Diventa un peso insostenibile anche la ricerca di beni come la casa. Mentre la platea dei poveri si allarga inglobando il ceto medio, la ricchezza cresce e si concentra sempre più in mano a pochi. Auspico che la concentrazione di risorse incrementi copiosamente gli investimenti in attività produttive a vantaggio dei lavoratori. “La povertà interessa 4 milioni di persone, quasi il 7% degli italiani’