animali

Sabato 4 novembre ritorna sulle Reti MediasetDalla parte degli animali“, la trasmissione ideata e condotta da Michela Vittoria Brambilla per trovare casa a cani, gatti e altri animali abbandonati o in difficoltà. La trasmissione andrà in onda su Rete 4 il sabato alle 10,50, su La 5 la domenica alle 16,30 e lunedì alle 15,30 ancora su Rete 4.
Nel programma ci saranno anche le tre rubriche che sono piaciute ai telespettatori: “L’amico famoso”, dedicato agli animali dei “vip” dello spettacolo e della politica; “A scuola di eroi”, che racconterà gli animali al servizio dell’uomo e le loro attività in caso di catastrofi o di indagini; le “Storie a lieto fine”, dove emergeranno casi di animali salvato da pericoli. Continua anche la partnership con R 101 con collegamenti che riguarderanno lo delle adozioni della settimana.

“Non accettiamo gay e animali”. E’ questo il messaggio che due ragazzi di Napoli si sono visti recapitare dal titolare di una casa vacanze della frazione Santa Maria, a Ricadi, nel vibonese, non appena si è reso conto che i suoi ospiti erano due uomini. A denunciare l’episodio è stato l’Arcigay di Napoli al quale i due giovani si sono rivolti per raccontare la loro storia. “Quando ho letto questo messaggio mi è cascato un silos di acqua gelata addosso – ha detto Gennaro, uno dei due giovani, all’Arcigay – Nella mia mente si è materializzata l’immagine drammaticamente famosa dei cartelli nazisti esposti fuori ai negozi, con i quali si proibiva l’ingresso ai cani e agli ebrei. Ma da allora sono passati settanta anni e questa storia non può essere ignorata”.

Gli agricoltori e gli allevatori delle aree terremotate di Marche, Abruzzo, Umbria e Lazio martedì 7 marzo saranno con i propri animali a Roma martedi’ 7 marzo davanti a Piazza Montecitorio. La manifestazione che vuole portare l’attenzione verso una situazione “insostenibile” è organizzata dalla Coldiretti. “Rischia – si legge in una nota – di saltare anche l’ultimo presidio del territorio ferito dal terremoto caratterizzato da una prevalente economia agricola con una significativa presenza di coltivazioni di pregio e allevamenti che è possibile salvare solo se la ricostruzione andrà di pari passo con la ripresa del lavoro, che in queste zone significa soprattutto cibo e turismo”. Insieme agli animali sopravvissuti dalle stalle crollate ci saranno i prodotti locali salvati dalle macerie “che rischiano pero’ ora di sparire per le difficolta’ del mercato locale provocate dalla crisi del turismo e dallo spopolamento dovuto all’esodo forzato ma anche ai ritardi nella costruzione degli alloggi temporanei”. La Coldiretti presenterà un dossier sul ‘Terremoto nelle campagne’. All’iniziativa parteciperanno il presidente nazionale della Coldiretti Roberto Moncalvo, i rappresentanti delle organizzazioni di diverse realta’ locali e i sindaci dei comuni colpiti dal sisma.

 

“Dev’essere severamente punito, deve andare effettivamente in carcere e restarci quanto basta”, chi infligge sofferenza e morte agli animali, “questi nostri fratelli più piccoli e senza voce”. É quanto ha detto oggi Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, intervenendo in diretta alla manifestazione organizzata da Stefano Fuccelli, presidente del Partito animalista europeo, e da tutti i manifestanti che oggi, davanti a Montecitorio, hanno chiesto l’inasprimento delle pene per i reati a danno degli animali. In memoria di Angelo, il cane impiccato, seviziato e ucciso nel giugno scorso da quattro ragazzi di Sangineto (Cosenza): un delitto orribile che ormai rappresenta tutti gli altri orribili delitti perpetrati contro gli animali.”L’uccisione di Angelo – spiega Brambilla – è diventata il simbolo dell’inadeguatezza del sistema. Inadeguatezza, innanzitutto, di una giustizia lenta a muoversi quando si tratta di punire l’uccisione di un animale compiuta con crudeltà. Inadeguatezza, inoltre, di una politica che non capisce, o fa finta di non capire, che gli animali vanno tutelati come esseri senzienti. Chi uccide un animale – ricorda – rischia al massimo due anni di reclusione, quindi lo sappiamo: i responsabili della barbarie non andranno in carcere. E allora? La soluzione del problema – dice la lettera a ai manifestanti – sta nel palazzo davanti ai vostri occhi. Per mandare in galera chi ha torturato e ucciso Angelo a Sangineto, Pilù a Pescia, Moro a Breno, basterebbe discutere ed approvare le modifiche al codice penale che ho proposto nel progetto di legge AC 3005, datato 1 aprile 2015”.