Anna Finocchiaro

“Il Pd deve tornare a essere, senza prepotenza ma con responsabilita’, l’asse di riferimento all’ interno del panorama politico di un mondo ampio, culturalmente progressista e sinceramente riformista”. Lo scrive il ministro per i Rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro intervenendo su “La Repubblica”. “A me pare che non ci sia discorso sulla legge elettorale che possa andare scisso da una precisa, e studiata, strategia politica sul quadro delle alleanze con cui ci si presenta al voto e con cui si intenda, in caso di vittoria, governare. E’ questo un vuoto clamoroso della nostra riflessione politica – aggiunge – non sviluppare oggi una strategia per il dopo rischia di indebolire fortemente la stessa proposta del Pd, la sua identita’ di centrosinistra, la sua affidabilita’ di rappresentanza di un’area di pensiero e consenso politico articolato su un sistema di valori contrapposto a quello di centrodestra”. “Quanto ad un’eventuale grande coalizione Pd-FI, appare rassicurante sotto il profilo della stabilita’ e dell’efficacia politica del governare”. Infine, “credo sia giusto e opportuno – conclude – utilizzare al meglio il tempo che ci separa dall’appuntamento con il voto, portando a compimento una serie di riforme gia’ avviate che,se approvate, darebbero maggiore forza e credibilita’ al nostro Paese e all’impronta riformista del Partito democratico. Penso a provvedimenti gia’ in dirittura d’arrivo come il processo penale, la concorrenza, il delitto di tortura, ma anche al nuovo codice antimafia, lo ius soli, il biotestamento”.

“Abbiamo la necessita’ di ricostruire una forma politica collettiva plurale e aperta. In un paese cosi’ fragile in cui ancora sono cosi’ forti le disparita’ noi abbiamo il compito di essere quella forza che tiene insieme il Paese. Un partito della responsabilita’ nazionale che risulti riferimento di tanti che non si sentono rappresentati. Avere un partito che sia forza responsabile vuoi anche dire, oggi, sostenere il governo con convinzione”. “Un governo che sta facendo, in una situazione difficile, in un quadro politico segnato dalla sconfitta del 4 dicembre al referendum, cose importanti. Su tanti fronti: dalla giustizia all’immigrazione, dai diritti alla sicurezza. Noi dobbiamo dare stabilita’ e rassicurare il paese. Abbiamo fatto cose importanti e tanto possiamo fare. Giusto rivendicare il ruolo e l’autonomia del Pd. Ma quello che non e’ possibile e’ che su questo crinale si consumi una dialettica polemica tra Pd e governo. Questo e’ il nostro governo cosi’ come era il nostro governo quello guidato da Matteo Renzi. Non possiamo essere noi il principale elemento di incertezza del governo che deve arrivare alla fine della legislatura non per vivacchiare ma per completare il percorso di riforme che proprio Renzi ha avviato. Non credo guadagneremo piu’ consensi a mettere in discussione l’operato del governo ma, piuttosto, a cercare di spiegare al Paese quello che stiamo facendo. Al Pd viene chiesto di essere una forza solida, non una forza incendiaria. Il nostro consenso elettorale sara’ maggiore se questo governo avra’ fatto cose positive per il Paese. Segare il ramo sul quale tutti noi siamo seduti sarebbe irresponsabile”.