Antonio Decaro

L’associazione nazionale dei Comuni interviene sull’abusivismo edilizio dopo il caso Licata con la sfiducia al sindaco Angelo Cambiano, in primo piano nel contrasto alle costruzioni fuori norma. “La posizione dell’Anci e’ quella del rispetto delle regole – dice Antonio Decaro, a ‘6 su Radio1’ – Se c’e’ un immobile abusivo, a seguito di una sentenza, l’immobile va abbattuto altrimenti rischiamo di demolire il senso di legalita’ all’interno delle nostre comunita’”. Per Decaro: “Una cosa e’ costruire una veranda abusiva su un balcone non visibile all’interno di un cortile, altra cosa e’ costruire una casa in zone di pregio che e’ quello che poi e’ capitato nel nostro paese perche’ la maggior parte degli immobili abusivi sono costruiti in zone di pregio vicino al mare e nascono come seconde case al mare”. Aggiunge il vertice dell’Anci: “Permettere la costruzione di immobili abusivi per esigenze abitative e’ eccessivo, soprattutto per un paese che fa del paesaggio la maggiore attrattiva. Se il sindaco di Licata e’ stato sfiduciato perche’ i consiglieri comunali non volevano l’abbattimento degli immobili, deciso da una sentenza del giudice, credo sia una ferita grave per il nostro paese”.

Il presidente dell’Associazione dei Comuni e sindaco di Bari, Antonio Decaro, a margine di “Anci ascolta”, in corso a Firenze, e’ intervenuto sul tema immigrazione: “I decreti Minniti possono rappresentare un modo nuovo per affrontare l’emergenza migranti, secondo una gestione non piu’ emergenziale ma strutturale”. “Nell’ultimo anno – ha ricordato a proposito Decaro – abbiamo registrato circa 181 mila presenze di prima accoglienza su cui i sindaci hanno messo la faccia”. Ma il flusso, secondo il presidente Anci “va gestito tramite il sistema dello Sprar e distribuito su tutto il territorio nazionale, con un numero di migranti controllato che e’ di circa tre per ogni mille abitanti. Questo per evitare concentrazioni di arrivi come a Cona, dove la prefettura ha inviato mille migranti in una comunita’ di tremila residenti. La concentrazione e’ un problema per i migranti e per i residenti e puo’ sfociare in episodi di intolleranza oltre a gravare sulla qualita’ dei servizi per chi ospita e per chi e’ ospitato”. Secondo il sindaco di Bari quindi “le prefetture non possono gestire questo fenomeno perche’ non hanno il rapporto quotidiano con la comunita’ che ha un sindaco: i cittadini e’ al sindaco che ricorrono per lamentare questo tipo di problemi”. “Per questo – ha concluso Decaro – e’ giusto che siano i sindaci a gestire il fenomeno, su base volontaria e con la clausola di salvaguardia prevista dall’accordo Anci-Viminale, clausola che ha permesso al sindaco di Vitulano di respingere altri migranti inviati dalla prefettura, proprio in virtu’ dell’adesione allo Sprar e quindi del limite di migranti stabilito”.

“Molto in questi settant’anni trascorsi dall’introduzione del suffragio universale, e’ stato fatto in tema di parita’. Ma molto c’e’ ancora da fare per rimuovere gli stereotipi di genere. I Comuni possono contribuire intitolando alle donne scuole, piazze, giardini, strade. Non si tratta di un’operazione di immagine: i toponimi contribuiscono a veicolare la storia e a formare la cultura dei cittadini. Alla fine a creare modelli”. Il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, risponde cosi’ alla sollecitazione della presidente della Camera Laura Boldrini a promuovere il riequilibrio di genere nella toponomastica dei Comuni. “L’associazione- scrive Decaro a Boldrini- ha invitato i Comuni associati ad adottare uno specifico ordine del giorno appositamente predisposto e finalizzato a una politica di genere nella toponomastica, attraverso l’attribuzione dei nomi di donne protagoniste dell’attivita’ politica, culturale, sociale ed economica del territorio alle vie, piazze, giardini, scuole e biblioteche”. L’ordine del giorno predisposto e inviato agli amministratori locali italiani perche’ l’adottino, riepiloga brevemente la battaglia delle donne per il diritto di voto, il contributo delle prime elette, fin dalle 21 che sedevano nell’assemblea Costituente, preceduto dal ruolo nella Resistenza e seguito dall’esperienza di cittadinanza attiva nella Repubblica. Quindi impegna il Consiglio comunale a “promuovere iniziative, confronti e approfondimenti circa il significato della piena partecipazione di uomini e donne allo sviluppo della comunita’ e del Paese a 70 anni dal primo voto libero, democratico, a suffragio universale”. Infine sollecita la giunta “ad adottare una politica di genere nella toponomastica attraverso l’attribuzione dei nomi delle 21 donne dell’assemblea costituente nonche’ di donne protagoniste” nei diversi campi. Se contano i nomi delle strade, conta anche la declinazione al femminile dei nomi: sindaca, ministra entrati nel linguaggio comune non sono ancora adottati nel linguaggio amministrativo. Decaro annuncia a Boldrini di aver preso contatti con il presidente dell’Accademia della Crusca per “approfondire congiuntamente il tema della differenza di genere e linguaggio amministrativo”. L’Anci per il 7 marzo (sala polifunzionale della presidenza del Consiglio dei ministri) ha organizzato la seconda edizione degli Stati generali delle amministratrici: un appuntamento per presentare le piu’ innovative e fruttuose esperienze in atto nei Comuni per promuovere processi di cambiamento dal basso. “Un modo concreto – conclude Decaro – per dare valore a quel lavoro delle donne in ambito amministrativo che molto ha contribuito a innovare le politiche pubbliche e migliorare la qualita’ della vita delle comunita’ locali”.

La sfida è quella di dimostrare a tutti che l’Anci non è un club del Pd e che nelle trattative col Governo non ci saranno arretramenti o sconti politici. Allo stesso tempo, potrà però contare su una “corsia preferenziale” nel dialogo con palazzo Chigi per fronteggiare la densissima agenda di problemi che i Comuni hanno sul tavolo. Antonio Decaro è il nuovo “sindaco dei sindaci”. Il primo cittadino di Bari è stato incoronato a larghissima maggioranza dagli oltre 7mila primi cittadini che si sono dati appuntamento proprio nel capoluogo pugliese per l’assemblea congressuale dell’associazione. Dopo Stefano Bonaccini che è il presidente della Conferenza delle Regioni, un altro renziano sale così al timone dell’altra importante associazione di rappresentanza degli enti locali. La carriera politica di Decaro, 46 anni, ingegnere civile specializzato nei trasporti, è cominciata al fianco di Michele Emiliano, il governatore della Puglia considerato oggi uno degli amministratori più critici nei confronti del presidente del Consiglio. Fu proprio Emiliano, nel 2004, a nominarlo assessore alla mobilità e al traffico del Comune di Bari nella sua prima Giunta, in qualità di tecnico esperto esterno. Nel 2008, grazie ai numerosi interventi realizzati, ha ricevuto il premio “Amico della bicicletta” da parte della Fiab (Federazione Italiana Amici della Bicicletta). Nello stesso anno Legambiente lo ha premiato “Ambientalista dell’anno 2008”.