Antonio Patuelli

Il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, vede “i germogli di ripresa” dell’economia italiana ma allo stesso tempo avverte la politica: “Serve un Paese stabile”. In un’intervista a Qn, Patuelli sottolinea come “i prestiti alle famiglie e alle imprese delle banche sono aumentati in un anno dell’1,2%. Il tasso medio di interesse ad aprile e’ al minimo storico: 2,82%. Le sofferenze nette sono attorno agli 80 miliardi, in forte diminuzione rispetto agli 86,8 miliardi dello scorso dicembre. Il totale dei depositi ad aprile e’ aumentato di 50 miliardi, il 3,7% in piu’ rispetto all’anno prima. Non sono cifre di poco conto”. Di fronte a questo quadro positivo le elezioni anticipate potrebbero diffondere nuova incertezza. “Confido moltissimo – evidenzia Patuelli – nella saggezza e nella autorevolezza del presidente della Repubblica. In ogni caso la legislatura sta vivendo i propri ultimi mesi. Mi auguro che il calendario di impegni costituzionali e istituzionali che sara’ messo a punto innanzitutto dal presidente Mattarella eviti in ogni modo l’esercizio provvisorio”. Tornando alle banche, secondo il presidente dell’Abi “il Qe (quantitative easing) non finira’ a fine anno, andra’ calando a gradini. Prevedo un atterraggio morbido” mentre sull’eventualita’ di un ruolo politico del presidente della Bce Mario Draghi in Italia sottolinea: “Fino alla fine del suo mandato come presidente della Bce, nel 2019, e’ da escludere”. 

“La credibilità delle banche italiane è rafforzata, ma occorre che le istituzioni europee ed italiane lavorino ancora per realizzare più regole comuni per la corretta concorrenza per il mercato bancario”. Lo afferma in una nota il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, dopo gli esiti degli stress test di ieri. In particolare, è necessario “continuare nelle riforme”, come giustizia civile e uniformità fiscale in Europa: “Anche così si prepareranno ancor migliori risultati italiani per i prossimi esami che per le banche non finiscono mai”.Gli stress test, sottolinea Patuelli, “sono stati un esercizio severo con assai improbabili scenari avversi e una impostazione sfavorevole in partenza verso le banche impegnate principalmente nei prestiti alla clientela (come le italiane) per le quali, per esempio, non sono stati conteggiati gli interessi relativi ai crediti deteriorati di ciascuna banca, nonostante le concrete probabilità di almeno parziali incassi di detti interessi. Ciò nonostante, il risultato complessivo per le banche europee è sostanzialmente soddisfacente, e pure per le banche italiane che escono dagli stress test per quattro meglio delle attese dei mercati e per una con l’approvazione da parte della Bce di un importante piano di complessivo rafforzamento patrimoniale”. Quindi, conclude, “per l’Italia occorre continuare nelle riforme, cogliere i frutti di quelle già effettuate e realizzare innanzitutto altre misure per rendere ancora più efficiente la giustizia civile e più uniforme il fisco in Europa, per rendere più competitive tutte le attività imprenditoriali italiane nel contesto europeo”.