Arabia Saudita

Il dipartimento di Stato Usa ha approvato la possibile vendita del sistema di difesa anti-missile Thaad all’Arabia Saudita ad un costo di circa 15 miliardi di dollari. Lo ha reso noto l’Agenzia del Pentagono per la sicurezza e la cooperazione (Dsca), precisando che l’Arabia Saudita intende acquistare 44 lanciatori Terminal High Altitude Area Defense (Difesa d’area terminale ad alta quota), 360 missili Thaad, oltre a radar e unita’ di controllo. “Questa possibile vendita – si legge in una nota della Dsca – rientra nel sostegno agli obiettivi di politica estera e sicurezza nazionale degli Stati Uniti, migliorando la sicurezza di un paese amico. Inoltre favorisce gli interessi di politica estera e sicurezza nazionale degli Usa e sostiene la sicurezza a lungo termine dell’Arabia Saudita e della regione del Golfo di fronte alle minacce regionali e dell’Iran”. La nota arriva dopo che Riad ha siglato un memorandum d’intesa con la Russia per l’acquisto del sistema anti-missili S-400 di ultima generazione. Oltre all’acquisto dei sistemi missilistici russi e’ prevista anche la formazione del personale saudita per il suo utilizzo.

L’Arabia Saudita sta pianificando una nuova campagna di pubbliche relazioni, attraverso una rete di uffici in Europa e Asia, per contrastare l’immagine negativa del Paese. L’iniziativa, riferisce il Financial Times, si e’ resa necessaria dopo che l’aggressiva politica estera messa in campo dal principe ereditario, Mohammed bin Salman, ha portato la monarchia sunnita all’attenzione internazionale. In particolare, hanno suscitato critiche e preoccupazioni sia l’intervento armato in Yemen contro i ribelli sciiti houthi che l’offensiva diplomatica e l’embargo decretato contro il vicino Qatar. La guerra civile in Yemen, che va avanti ormai da tre anni, ha provocato una devastante crisi umanitaria. Dal marzo 2015, Riad, alla testa di una coalizione di paesi arabi sunniti, compie bombardamenti che fanno vittime anche tra i civili e il Paese e’ in una situazione critica, aggravata da un diffusa epidemia di colera. Inoltre, a giugno, l’Arabia Saudita, insieme agli Emirati arabi uniti, Bahrein, Kuwait ed Egitto, ha chiuso confini e rapporti diplomatici con Doha, accusata di sostenere il terrorismo. Da qui la necessita’ di rilanciare l’immagine di Riad con un piano di comunicazione e pubbliche relazioni. Il programma, di cui l’Ft ha preso visione, prevede l’apertura gia’ da questo mese di uffici a Londra, Berlino, Parigi e Mosca, con l’obiettivo di “promuovere un cambiamento dell’immagine dell’Arabia Saudita rispetto al resto del mondo e migliorare la percezione internazionale del Regno”.

Il divieto di tablet e laptop in cabina per i voli diretti negli Stati Uniti e provenienti da dieci aeroporti di otto paesi a maggioranza musulmana sarebbe stato deciso perché Al Qaida avrebbe perfezionato tecniche per nascondere esplosivo nelle batterie dei dispositivi elettronici. Lo riporta la Cnn citando alcune fonti, secondo le quali le informazioni di intelligence ottenute ”indicano che i gruppi terroristici continuano ad avere nel mirino l’aviazione commerciale” e che il bando non e’ una ”mossa politica”. Dopo gli Stati Uniti anche la Gran Bretagna introduce il divieto di portare in cabina laptop. Il bando, secondo i media, riguarda i voli diretti verso il Regno Unito in arrivo da sei Paesi: Turchia, Libano, Giordania, Egitto, Tunisia e Arabia Saudita. Anche il Canada starebbe valutando la possibilità di introdurre restrizioni simili. “Stiamo valutando le informazioni che ci sono state fornite”, ha detto a riguardo il ministro canadese dei Trasporti Marc Garneau, pur specificando che al momento “non ci sono ancora tempi precisi. Ma stiamo lavorando speditamente”. La decisione di vietare pc e iPad in cabina sui voli per gli Usa provenienti da una decina di paesi dell’Africa settentrionale e del Medio Oriente e’ “necessaria e proporzionata alle minacce” date le informazioni di intelligence a disposizione. Lo ha sottolineato il portavoce della Casa Bianca Sean Spicer rispondendo a domande dei giornalisti, senza tuttavia entrare in dettagli. “Un passo appropriato date le informazioni di intelligence”, ha detto Sipcer. Riguardano 14 compagnie aeree le restrizioni introdotte dagli Stati Uniti prima e poi anche da Londra che vietano pc e iPad in cabina sui voli provenienti da alcuni paesi dell’Africa settentrionale e del Medio Oriente, di queste sei di base sia negli Usa sia nel Regno Unito, stando a quanto riferisce la Cnn. Si tratta quindi di British Airways, EasyJet, Jet2.com, Monarch, Thomas Cook, Thomson, Turkish Airlines, Pegasus Airways, Atlas-Global Airlines, Middle East Airlines, Egyptair, Royal Jordanian, Tunis Air e Saudia. Ci sono inoltre alcune differenze sull’applicazione del divieto da parte delle autorita’ di Washington e Londra, per esempio riguardano diversi ‘punti di partenza’: per i voli diretti con destinazione Regno Unito il provvedimento interessa quelli provenienti da Turchia, Libano, Giordania, Egitto, Tunisia e Arabia Saudita. Saudi Arabia. Ma alcuni aeroporti interessati dal divieto americano – Abu Dhabi e Dubai, Doha, Kuwait City e Casablanca – non sono interessati dalle restrizioni previste dalle autorità britanniche. Abc, minaccia Isis dietro bando a pc e tablet – Ci sarebbe la minaccia dell’Isis dietro la decisione americana di vietare pc e tablet sui voli diretti negli Stati Uniti e provenienti da dieci aeroporti di otto Paesi a maggioranza musulmana. Lo riferisce la Abc che cita fonti del governo americano secondo le quali le informazioni raccolte quest’anno dagli 007 sulla possibile presenza di esplosivi all’interno dei device sono ritenute “credibili” da Washington. Lo stesso allarme è stato riferito dalla Cnn, che ha però puntato il dito contro al Qaida.