arresto

La vicenda che ruota attorno alla casa di Montecarlo “e’ solo un capitolo delle colpe di Gianfranco Fini: le piu’ gravi sono pero’ quelle politiche”. Lo ha detto il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri (Fi) e storico esponente della destra, a margine dell’evento Gustatus, a Orbetello. Ha osservato Gasparri: “Il danno politico maggiore di Fini e’ quello causato prima alla destra, poi al centrodestra, quindi a se’ stesso. Al di la’ delle conseguenze penali che potranno esserci, non e’ piu’ nelle condizioni di svolgere alcuna attivita’ politica”. L’ex presidente della Camera, come riporta il quotidiano il Giornale, non ha voluto commentare l’arresto a Dubai per riciclaggio di Giancarlo Tulliani, fratello della compagna di Fini, col quale l’ex leader di An sarebbe coinvolto, secondo l’accusa, nella vicenda della casa di Montecarlo.

Ancora arresti in Turchia. L’ultimo a finire in manette è stato il regista Ali Avci, produttore di un film sull’infanzia del presidente Recep Tayyip Erdogan e sul suo esordio in politica come sindaco di Istanbul e regista di una pellicola che trae spunto dal fallito golpe dello scorso anno. L’agenzia di stampa Dogan riferisce che Avci è accusato di legami con l’imam Fetuallah Gulen, ritenuto dalle autorità di Ankara l’ispiratore del fallito golpe del 15 luglio 2016. Il film biografico su Erdogan, “Reis”, è uscito a marzo. L’altra pellicola, “Uyanis” (letteralmente, ‘il risveglio’), uscirà a breve ma il trailer è già disponibile. “Uyanis” è la storia di un golpe riuscito e il film si conclude con una pistola puntata alla tempia di Erdogan che piange per l’uccisione dei suoi familiari e del suo più stretto consigliere.

Un richiedente asilo iracheno di 29 anni è stato arrestato dalla Polizia per terrorismo. Secondo le indagini, l’uomo avrebbe fatto propaganda per l’Isis istigando alcuni inquilini del centro Sprar di Crotone a entrare a far parte del sedicente Stato islamico e a compiere atti violenti. Le indagini, coordinate dalla Dda di Catanzaro diretta da Nicola Gratteri, sono state condotte dai poliziotti della Digos di Crotone. L’Iracheno è accusato di associazione con finalità di terrorismo internazionale e istigazione a delinquere. In una telefonata alla sorella, intercettata dalla Digos, l’uomo dice che non c’è bisogno di andare in Iraq o in Siria per fare il jihad: si può anche rimanere in Italia, “per redimere gli infedeli”, ai quali va “tagliata la gola”.

Misure di sicurezza rafforzate alla Casa Bianca dopo l’arresto di un uomo che ieri, alla guida di un’autovettura, ha raggiunto un posto di controllo della residenza presidenziale sostenendo di avere una bomba. L’uomo è stato arrestato e la macchina sequestrata. Qualche ora prima un’altra persona era stata arrestata nel tentativo di raggiungere la recinzione esterna della Casa Bianca. L’uomo non era armato. La scorsa settimana un uomo è riuscito a introdursi nella Casa Bianca e a passeggiare nei giardini della residenza presidenziale per oltre 16 minuti prima di essere arrestato.

Il procuratore speciale sudcoreano ha chiesto l’arresto per Lee Jae-Yong, erede del gruppo gigante dell’elettronica Samsung, nell’ambito di un’inchiesta per una vicenda di corruzione che ha coinvolto anche la presidente Park Geun-hye. Figlio del presidente del gruppo Samsung Lee Kun-Hee e nipote del fondatore, Lee Jae-Yong, 48 anni, è stato interrogato la settimana scorsa. E’ sospettato di aver approvato dei versamenti a Choi Soon-Si, vicino alla presidente, per ottenere dei favori da parte del governo.