Ars

Compie 60 anni anni il Sindacato stampa parlamentare siciliana. L’anniversario sarà celebrato con un evento in programma lunedì 17 aprile, a partire dalle 15, nella Sala Mattarella di Palazzo dei Normanni di Palermo, concessa dalla presidenza dell’Assemblea regionale siciliana e dalla Segreteria generale dell’Ars. ‘L’informazione politica e i rapporti col Parlamento più antico d’Europa – Storie e racconti tra passato, presente e futuro’, è il tema dell’evento al quale parteciperanno autorità istituzionali e politiche. In apertura i saluti del presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno, del segretario Generale Fabrizio Scimè e del presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia Roberto Gueli. Seguirà la consegna di targhe celebrative. I lavori proseguiranno con due panel: il giornalista parlamentare dell’Ansa Francesco Bongarrà dialogherà con l’ex segretario generale dell’Ars Gianliborio Mazzola e con i decani Giovanni Ciancimino e Piero Fagone; poi toccherà al giornalista dell’Agi Giuseppe Marinaro interloquire con l’ex presidente dell’Ars Nicola Cristaldi e con l’ex parlamentare e assessore al Bilancio Franco Piro. Nel corso dei due panel sarà data parola ai giornalisti presenti che vorranno intervenire. L’Ordine dei giornalisti di Sicilia ha riconosciuto l’iniziativa come evento formativo.

“La politica ha il dovere di stringersi attorno al Comune di Partinico per far comprendere agli autori di questo vile gesto che ci troveranno uniti contro di loro. La disgregazione della politica sarebbe un errore gravissimo”. Lo ha detto il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, che nel pomeriggio si è recato al Comune di Partinico – che ha subito l’incendio di due bus per il trasporto degli alunni disabili – dopo avere consultato i due vicepresidenti del Parlamento siciliano, Roberto Di Mauro e Giancarlo Cancelleri, che hanno condiviso la sua proposta di contribuire economicamente alle spese necessarie per far tornare a scuola, già dal 7 gennaio, gli studenti disabili e ripristinare il servizio.  Ha sottolineato il vertice dell’Assemblea regionale siciliana:“Quello dell’Ars non è solo un gesto di generosità ma un segnale politico che vede unito tutto il Consiglio di Presidenza a cominciare dai miei vice, Di Mauro e Cancelleri. Ho chiesto a tutte le forze politiche di blindarsi attorno all’Istituzione del Comune per far capire a questi delinquenti che lo Stato è schierato in maniera compatta contro di loro. Non ci batterete. Siamo uniti contro di voi”, ha concluso il presidente.

Gianfranco Miccichè (Forza Italia) è stato eletto presidente dell’Assemblea regionale siciliana.

Risultato raggiunto alla terza votazione, con 39 preferenze. Miccichè torna in questa XVII legislatura dopo 11 anni nello scranno più alto di Sala d’Ercole. Diciassettesimo presidente dell’Ars, ha guidato la XIV legislatura dal 2006 al 2008, eletto al Parlamento regionale sempre nelle liste di Forza Italia. Il neo presidente è nato a Palermo il primo aprile 1954.
Già dirigente di Publitalia ’80 ed ex leader di Grande Sud, è stato deputato nazionale, più volte ministro e sottosegretario di Stato. Oggi all’Ars hanno votato tutti i 69 deputati presenti in aula. Assente il deputato autonomista Giuseppe Gennuso, colpito da un grave lutto.

I voti all’Ars

All’Ars, dopo Miccichè, Margherita La Rocca Ruvolo, Udc, ha ottenuto 20 preferenze, Nello Di Pasquale 7 (Pd), Sergio Tancredi (M5s) 1 e Claudio Fava 1 (I Cento Passi).
“Confido moltissimo nel suo governo”, ha detto il primo inquilino dell’Ars, rivolgendosi al presidente della Regione sicilana, Nello Musumeci, “un governo di giovani e di esperti”. E ha continuato: “Questa Assemblea le darà tutto l’aiuto possibile. Dobiamo tirare la Sicilia fuori dalla palude”. E con l’emozione in volto, ha aggiunto: “Lo dobbiamo a noi, ai nosti figli e alle future generazioni che non devono sperare di andare viva e di vivere altrove”. Miccichè ha fissato, tra i suoi obiettivi, la “riduzione dei costi del Parlamento”, chiarendo : “Certamente dovremo continuare a eliminare gli sprechi e risparmiare il  più possibile – ha spiegato – ma non a danno del funzionamento dell’Assemblea regionale siciliana”.  La prossima seduta del’Ars si terrà lunedì 18 dicembre alle 16.

 

Ammonta a circa 100 milioni di euro il valore delle aziende, dei conti e degli immobili sequestrati perche’ considerati profitto o strumento di reato al parlamentare messinese Francantonio Genovese, alla moglie Chiara Schiro’, al figlio Luigi neo eletto deputato all’Ars, alla figlia Rosalia e al nipote Marco Lampuri. Si tratta del sequestro preventivo piu’ grosso mai effettuato dalla Procura di Messina, ora guidata da Maurizio De Lucia. Il decreto e’ stato notificato a Genovese e ai suoi familiari e accompagnato da un’informazione di garanzia per i reati di riciclaggio e sottrazione indebita. Oltre ai soldi presenti sul conto di una societa’ panamense, aperto in una banca di Montecarlo, e i conti correnti di Unicredit e di una banca messinese, sono stati sequestrati una villa, appartamenti a Roma e Taormina e quote di due societa’, la L&A e la Gepa, trasferite da Francantonio Genovese al figlio.

“La Sinistra torna alla Regione dopo undici anni di esilio. Ci torna in nome di un progetto che da qui vuol rimettere fondamenta, guardare al Paese, dimostrare che in politica la coerenza e’ una risorsa, non una zavorra. Torniamo per fare opposizione al governo del centrodestra e sappiamo, e promettiamo, che sara’ un’opposizione rigorosa, di merito, di proposta, di vigilanza”. Lo scrive in un post su Facebook, candidato alla presidenza della Regione di Si, Mdp, Prc e Verdi, neo deputato regionale Claudio Fava eletto con la lista Cento Passi all’Ars, nel quale annuncia che lascera’ il seggio a Montecitorio per fare opposizione a Sala D’Ercole. “Resto qui, in Sicilia, all’Ars, ad animare il progetto dei Cento passi – aggiunge Fava – che non era solo il titolo di un film e che non e’ stata solo una campagna elettorale ma e’ un’idea, un cammino, qualcosa di cui prendersi cura tutti insieme”. “Torniamo per affrancare le nostre battaglie politiche – prosegue – dalle paludi dell’Ars per riproporle con forza anche fuori dai palazzi, ad una discussione quanto piu’ possibile larga e condivisa. Torniamo alla Regione soprattutto per fare: perche’ anche dai banchi dell’opposizione si fa, molto, e ci si prende cura dei diritti di tutti”. Nel post si legge poi che “domenica 26 novembre si terra’ a Palermo l’assemblea regionale dei Cento passi”.

“Sapevo già che mi avrebbero arrestato…Perché già certi ambienti mi avevano avvertito! Ed oggi più di ieri vi dico che anche questo procedimento finirà come gli altri quattordici: archiviati o con sentenza di assoluzione”. Così a caldo Cateno De Luca, neo eletto in Sicilia nell’Udc, nonostante sia ai domiciliari, commenta il suo arresto per evasione fiscale. “Mi dispiace per questo ulteriore clamore – dice in un video – Io sono sereno perché già venerdì sera sono stato avvicinato a piazza Cairoli da un noto personaggio della politica siciliana e della massoneria e parente molto stretto di magistrati che mi ha fatto i complimenti per la campagna elettorale e mi ha detto: ‘Lo sai che è tutto inutile quello che hai fatto?’. Questa persona lunedì ha chiamato un suo amico nonché suo collaboratore e gli ha detto che il mio operato era inutile perché sarei stato arrestato e sarebbe subentrato il primo dei non eletti, Danilo Lo Giudice. Per questo ho insistito molto affinché venisse eletto Lo Giudice perché sapevo di scontrarmi definitivamente con i poteri forti di Messina, massoneria e vari ambienti che non vogliono che io faccia il sindaco di Messina”. E ancora: “La vicenda che riguarda questo arresto fa ridere perché vengo accusato di stato essere il regista di un’evasione fiscale di un ente collettivo, il Caf Fenapi, cioè un ente che non è mio”. “Il primo che mi ha convocato nel suo salotto a Messina – continua De Luca – è sempre questo personaggio. Io ho avuto più richieste di aderire alla massoneria e ho sempre detto no, ma non perché non la condivida ma perché sono un uomo libero. Il marcio c’è in politica, c’è nella massoneria, c’è nella magistratura, c’è nella chiesa. Non bisogna generalizzare”.”Questa battaglia – sottolinea il neodeputato siciliano – io la porto avanti fino in fondo, ho fatto due denunce contro una parte della magistratura e gli organi inquirenti. E io lo dico chiaramente: mi possono solo ammazzare, ma continuerò a testa alta a difendere la mia dignità e soprattutto tutti coloro che non hanno la forza e i mezzi per potersi difendere e che si sono ammazzati per la malagiustizia, rimasti in carcere per anni. Non è pensabile che in uno Stato libero, quando tu dici ai magistrati che sbagliano ti sei sostanzialmente scritto la sentenza di morte. Non mi sta bene. Continuerò fino in fondo a difendere i miei diritti contro tutte le forme di mafia”. “Diffondetelo questo video, in modo tale che anche i cosiddetti giustizialisti improvvisati ne prendano atto: Cateno De Luca non si farà macinare dal fango, fino a quando avrà l’ultimo respiro si difenderà in tutti i luoghi”, conclude De Luca.”Preservate il nostro meritatissimo ed onestissimo successo elettorale dagli attacchi dei medesimi ambienti che già sapevano del mio arresto. Tale richiesta risale al 10 gennaio 2017 ed il Gip per motivi a noi non troppo ignoti ha firmato l’ordinanza di arresto il 3 novembre 2017″. Lo scrive su facebook il neodeputato dell’Ars Cateno De Luca, agli arresti domiciliari, rivolgendosi ai suoi elettori.”Io avevo annunciato la mia candidatura a sindaco di Messina nel comizio del 1 gennaio 2017 in piazza municipio a santa Teresa di Riva – racconta -. A dicembre 2016 avevamo depositato l’ennesima denunzia nei confronti di una parte della magistratura di Messina ed alcuni organi inquirenti che avevano commesso troppi ‘errori’ nei procedimenti penali aperti a carico di cateno De Luca: ben 15 procedimenti penali di cui già chiusi 14 con sentenze di assoluzione perché il fatto non sussiste e varie archiviazioni per l’inconsistenza delle accuse”.

“Hanno votato me, non mio padre. La campagna elettorale l’ho fatta io. Naturalmente il supporto di mio padre non e’ mancato”. Cosi’, il neo deputato regionale Luigi Genovese, figlio di Francantonio Genovese, ai microfoni de I Funamboli su Radio 24, commenta il record di preferenze ottenute alle elezioni per le regionali in Sicilia. “I 5 Stelle dicono che mio padre e’ impresentabile? Intanto io non sono impresentabile – dice Genovese – visto che non ho nessuna procedura penale in corso. Inoltre, non e’ impresentabile mio padre che e’ stato condannato in primo grado. I 5 stelle hanno parlato in campagna elettorale piu’ degli impresentabili che di contenuti. Grillo mi ha attaccato personalmente quando ho parlato dei fondi europei. Ma se io non potessi parlare dei fondi europei, il figlio di Grillo non dovrebbe poter parlare di sicurezza stradale, visto i fatti che hanno coinvolto Grillo che ha una condanna in terzo grado di giudizio”. “Renzi dice di essere fiero e orgoglioso che i voti di Genovese non sono piu’ nel Pd? Sono contento per lui – commenta -. Penso che Renzi debba concentrasi di piu’ al congresso del Pd, visto le difficolta’ che ha nel suo partito. Rispetto al consenso del Parlamento all’arresto di mio padre, che Renzi ha tanto sponsorizzato, io penso che fosse una mossa finalizzata a fare il pieno di voti in vista delle elezioni europee che si tennero tre giorni dopo l’arresto. Elezioni in cui il Pd prese il 40%”.

“Sono molto dispiaciuto che il Presidente Ardizzone si sia sentito solo e abbia sofferto per causa mia, ma giuro che non era nelle mie intenzioni procurargli tale sofferenza e nulla ho fatto per procurargliela. È lui che ha deciso di vietare il mio ingresso alla Sala Gialla per partecipare ad un convegno sulle carceri. Mi impegno per quanto è nelle mie possibilità per essere vicino a chi soffre perché avendo molto sofferto so cos’è la sofferenza.
Devo dire però che nonostante abbia vissuto cinque difficili anni in una angusta cella e abbia tanto sofferto non mi sono mai sentito solo grazie all’amore della mia famiglia, delle tante persone che hanno continuato a volermi bene e non mi hanno mai lasciato solo accompagnandomi nella mia detenzione con le loro lettere e le loro preghiere e alla grande umanità che mi hanno donato i detenuti. Mi dispiace tantissimo che il Presidente del Parlamento Regionale si sia sentito solo e abbia sofferto’. Toto’ Cuffaro

“Archiviate le elezioni amministrative, la campagna elettorale non si ferma perché le elezioni regionali fissate per novembre non consentono soste. La presenza del partito socialista avrà un senso e una credibilità alle prossime consultazioni elettorali in Sicilia solo se verrà celebrato immediatamente il congresso regionale. Scorciatoie non ce ne sono”. Lo afferma il vice presidente vicario dell’Ars Antonio Venturino che rilancia con toni forti l’esigenza di fare chiarezza nella variegata compagine socialista regionale che “necessita di una migliore organizzazione”. “Come si è visto nelle elezioni di Trapani – prosegue Venturino – l’alleanza dei socialisti con Forza Italia e Noi con Salvini a sostegno di D’Alì è stata bocciata dagli elettori, nonostante qualche mese fa al congresso di Roma, avessi già duramente contestato questo accordo. Anche a Palermo, dove avevamo lanciato la volata alla ricandidatura di Orlando, le scelte hanno prodotto risultati sconfortanti”.
“Non si capisce cosa sia più grave – aggiunge Venturino – se l’assoluta mancanza di visione e percezione della realtà da parte di due massimi dirigenti del PSI nazionale – Vizzini è presidente del partito e Oddo, responsabile delle politiche per il Sud della segreteria – che non hanno consentito nessun ragionamento sulle alleanze e sulle candidature, oppure la totale assenza di mediazione e raccordo politico da parte di un segretario delegittimato, anzi fantasma sarebbe meglio dire, come Giovanni Palillo”. Certo è che in un colpo solo sono riusciti a cancellare tutto il faticoso lavoro che in tre anni ha riportato la presenza del gruppo socialista all’Ars, attivo in parlamento e nelle commissioni e al ritrovato rispetto da parte delle altre compagini politiche, che in numerose circostanze hanno manifestato da un lato l’apprezzamento, dall’altro il rammarico per un processo compiuto a metà e che ha impedito ai socialisti di tornare centrali in una scena politica regionale in cui il centrosinistra appare desertificato per assenza di idee e di scelte serie e coraggiose.
Il congresso ora è vitale – prosegue il vice presidente vicario dell’Ars – per chiarire definitivamente gli indirizzi e le linee politiche del Psi/Pse siciliano, fuori da ogni ambiguità che impedisca di portare avanti iniziative come quella trapanese che, invece, se gestite con lungimiranza politica e non per tornaconto elettorale personale, avrebbero trasformato in un successo quella che è diventata un’occasione mancata e una macchia sulla nostra credibilità politica”. “Non ci possiamo più prendere in giro – conclude il deputato socialista – il rinnovamento dei vertici non è rinviabile. Eleggere un nuovo segretario, che si faccia garante della linea politica ed elemento di mediazione nella difficilissima fase che precederà le elezioni di novembre, è un passaggio obbligato e va fatto entro giugno. Attendo, dunque, che il segretario regionale Giovanni Palillo convochi in tempi brevi il congresso regionale”, conclude Venturino.

È morto a Palermo all’età di 84 anni l’antropologo ed ex parlamentare del Psi Nino Buttitta. Studioso delle tradizioni popolari siciliane, era nato a Bagheria ed era figlio del poeta dialettale Ignazio Buttitta. “Con Nino Buttitta scompare una delle figure più rappresentative della cultura siciliana – ha detto il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Giovanni Ardizzone -. Fine antropologo di fama internazionale e maestro per diverse generazioni di allievi, è stato un grande e appassionato studioso delle tradizioni popolari siciliane. Proprio di recente aveva curato, per conto della Fondazione Federico II, i testi e il coordinamento scientifico della guida turistica ‘Il cammino della passione’, dedicata a 4 itinerari religiosi che si svolgono in Sicilia durante la settimana santa. E proprio nell’occasione della presentazione del volume mi aveva colpito il giovanile ed emozionante entusiasmo con il quale raccontava la pluralità dei simboli e dei riti che caratterizzano le cerimonie della Pasqua nell’Isola. Per la Sicilia è una grande perdita. Alla sua famiglia vanno le condoglianze mie personali e dell’intera Assemblea regionale siciliana”.