Arturo Diaconale

Il caso ‘Report’ sarà tra gli argomenti del prossimo Cda della Rai, fissato per giovedì e impegnato probabilmente sulla questione dei tetti ai compensi degli artisti. Ad annunciarlo all’AdnKronos è il consigliere d’amministrazione Arturo Diaconale, commentando le polemiche sulla puntata di ieri del programma di Rai3, rispetto alla quale si sono registrate minacce di azioni legali sia da parte di Eni che di Pessina Costruzioni: “La libertà dei giornalisti deve essere sacrosanta e quindi va garantita e va difesa – premette Diaconale, che è lui stesso giornalista – nello stesso tempo – aggiunge – mi auguro che questa libertà non abbia portato a degli errori di diffamazione rispetto ai quali ognuno si dovrà assumere le proprie responsabilità”. “Io comunque – annuncia Diaconale – chiederò giovedì in Cda di chiarire la posizione dell’azienda rispetto a ‘Report’ e cioè fino a che punto c’è la manleva dell’azienda rispetto al lavoro di ‘Report'”.

“Stando alle informazioni ufficiose che ho ci sarà una circolare del ministero che avalla il parere dell’Avvocatura dello Stato sui tetti ai compensi artistici. La mia posizione è chiara: o c’è una assunzione di responsabilità chiara e netta, così chiara da non prestarsi a nessun tipo di equivoco oppure io voto contro e quindi voto per l’applicazione del tetto anche ai compensi degli artisti”. Parola di Arturo Diaconale. Il consigliere Rai è convinto infatti che non si possa “correre il rischio che ci siano delle rivalse sul consiglio di amministrazione della Rai che su questa faccenda sta semplicemente applicando la legge voluta da governo e parlamento. La strada più corretta – spiega all’Adnkronos Diaconale – sarebbe un decreto legge che modifichi la legge. Un tema posto dalla politica – scandisce – deve essere risolto dalla politica”. “Un fatto è certo – dice Diaconale – il giorno in cui il Cda dovesse liberare il Dg Rai dal vincolo del tetto ai compensi artistici, saremmo bombardati da esposti che scaricherebbero su di noi il danno erariale. Intanto – conclude il consigliere – chi vuole seguire la linea Fazio, si faccia la propria casa di produzione e stia sul mercato”.