Quindici anni dall’attacco alle Torri gemelle che sconvolse il mondo. Sei volte si farà silenzio, per ricordare i momenti dell’attacco dell’11 settembre 2001 che causarono la morte di circa 3mila persone: lo schianto dei due aerei sulle Torri, il crollo dei due grattacieli, gli impatti del Pentagono e in Pennsylvania. Nel primo momento di silenzio, alle 8.46 locali (le 14.46 in Italia), suoneranno le campane dei luoghi di culto di New York, ora in cui il primo aereo si schiantò sulla torre. Il presidente Barack Obama osserverà un momento di silenzio alla Casa Bianca a porte chiuse. Poi sarà al Pentagono per una cerimonia di commemorazione con il segretario alla Difesa Ashton Carter. Sabato, nel suo consueto intervento alla radio, il presidente Obama ha ricordato agli americani che il mondo intero guarda a come gli Stati uniti rispondono al terrorismo. Il presidente ha promesso che gli Usa “continueranno a combattere senza sosta le organizzazioni terroristiche come Al Qaeda e e lo Stato Islamico”. Quindici anni dopo l’11 settembre, si vive tra le tensioni in Medioriente, il terrorismo islamico, e la propaganda online, gli attacchi in Europa e negli stessi Stati Uniti. Gli Usa sono ancora impegnati militarmente, in modo limitato o in appoggio logistico per contrastare insurrezioni islamiste in vari scenari: Siria e in Iraq, Afghanistan, Yemen, Libia, Somalia e Nigeria. “Obama è convinto che sia necessario evitare le grandi guerre che aggravano le tensioni”, ha spiegato Hussein Ibish, ricercatore all’Istituto degli Stati del Golfo arabo a Washington, come riporta l’agenzia La Presse. Tuttavia, l’esercito è “in una nuova era”: droni, forze speciali, addestramento militare locale.





