banche italiane

“Il risparmio è sicuro, ma le banche ora devono ridurre i costi”. Così Ignazio Visco, governatore di Bankitalia in una intervista al Corriere della Sera. “Non è come il 2011 – spiega – oggi bisogna risolvere i problemi di alcune banche e garantire che il risparmio degli italiani stia al sicuro e lo faremo”. Per Visco: “Le banche sono imprese e devono pensare ad un nuovo modello di business. Con le nuove tecnologie c’è meno bisogno di personale: dovranno tagliare i costi e nel breve periodo questa sarà la cosa più difficile”. Entro settembre gli istituti dovranno presentare informazioni più dettagliate sulle sofferenze.

L’auspicio è di vedere la Gran Bretagna “come un partner stretto dell’Ue”. E’ quanto emerge dal G20 finanziario di Chendgu che ha visto riuniti i ministri delle Finanze e i governatori dei paesi dalle economie più sviluppate ed emergenti. Dall’incontro la promessa di utilizzare tutti “gli strumenti” possibili per rilanciare la crescita sotto pressione con la Brexit che ha aggiunto altre incertezze in un’economia globale alle prese con terrorismo e altre sfide”. La crescita c’è, dicono al G20 ma “resta più debole di quanto desiderabile”. Al termine dell’incontro il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha detto: “Non c’è alcun rischio, il sistema delle banche italiane è solido. Ad ogni modo ci sono pochi casi critici che sono stati circoscritti e risolti con un processo di mercato”.

“Il governo Renzi e il governatore di Bankitalia Visco provano a non parlare del sistema bancario italiano, e quando trattano l’argomento lo fanno in modo opaco e fumoso. La realta’ e’ che la crisi delle nostre banche e’, anche secondo molti osservatori terzi, ben piu’ grave di quanto non vogliano farci credere”. Così su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. “Il Fondo Atlante, messo in piedi in fretta e furia per evitare il peggio, ha messo solo alcune raffazzonate toppe comprando un po’ di tempo, ma il problema e’ stato solo rimandato e per alcuni istituti di credito potrebbe ripresentarsi prima di quanto pensiamo. Il governo, invece di rinviare il rinviabile, dovrebbe intervenire con decisione e determinazione, evitando palliativi che lasciano il tempo che trovano. Serve uno scossone al Paese, una presa d’atto e di responsabilita’ da parte di Renzi e da parte di Padoan. Dicano agli italiani il reale stato dell’arte. Scappare non serve a nessuno, tantomeno a loro”.