Berlusconi Milan

E’ solo un segnale la cessione del Milan ai cinesi da parte del Cavaliere? E’ il momento della ritirata strategica, di una exit strategy? Puo’ darsi. Di sicuro c’e’ che Silvio Berlusconi non si sente piu’ le forze per seguire i suoi interessi e i suoi affari. L’uomo e’ di quelli che non delegano volentieri. Vendere il Milan – che tanti successi gli ha regalato e che e’ servito, fra le altre cose, a spianargli la via della politica – non e’ stata una cosa sentimentalmente facile. E l’offerta con gli occhi a mandorla non era cosa da poter rifiutare. La politica, oggi, rimane per Berlusconi un asset in perdita: Forza Italia e’ un partito senza identita’ e strategia. E’ una forza politica rimasta fuori dai giochi di potere e dal consenso degli italiani. La carta ‘Stefano Parisi’ sembra solo un escamotage, un tentativo disperato di rialzarsi in piedi. In questo caso e’ stata la politica a lasciare Berlusconi, artefice di scelte ingenue e disastrose. Discorso diverso per le televisioni che mantengono un ruolo centrale e che sono la chiave di tutto. Berlusconi ‘nasce’ con i palazzi e soprattutto con le tv. Il calcio e la politica sono state due ‘conseguenze’, due affari per consolidare l’impero. Cosa rimane? Di Berlusconi sentiremo ancora parlare: piaccia o meno. E’ l’uomo che ha ‘occupato’ la vita di tre generazioni di italiani, che lo hanno amato e odiato, e che ora potrebbero manifestargli disinteresse e indifferenza. La vita continua.

“Ho tantissima voglia, tantissima determinazione, come ho detto altre volte per me e’ un sogno e allo stesso tempo voglio veramente dare dimostrazione di poter fare qualcosa di buono”. Cristian Brocchi non si arrende e ai microfoni di Sky Sport conferma di sperare ancora nella panchina del Milan nella prossima stagione. Molto dipenderà dal futuro societario: Silvio Berlusconi sta trattando la cessione del Milan con i cinesi ma ha già fatto sapere che, qualora dovesse saltare tutto, i rossoneri ripartiranno da Brocchi allenatore. “Io tifo perché Berlusconi non venda – continua – non solo perché sono parte in causa ma anche perché ha fatto la storia di questo club e perché il Milan e’ sempre stato una famiglia. Non riesco a immaginare il Milan in mano diverse con gente che non conosce la storia e i valori di questa società e il perché è riuscita, in questi trent’anni, a conseguire così tanti successi”.