Bilancio

Falso in atto pubblico. Sarebbe questa l’ipotesi di reato per la sindaca di Torino, Chiara Appendino, sindaco del Movimento 5 Stelle, e per l’assessore al Bilancio, Sergio Rolando, che avrebbero ricevuto oggi un avviso di garanzia nell’ambito dell’inchiesta su Ream Westinghouse.
L’indagine riguarderebbe le scelte che hanno portato a non iscrivere a bilancio la restituzione dei 5 milioni di euro di caparra dovute alla Ream per l’annullamento del progetto sull’area ex Westinghouse.

Non solo misure per l’occupazione, con la decontribuzione sul lavoro dei giovani: nella prossima legge di Bilancio ci saranno anche fondi per il contrasto alla povertà. La conferma arriva dal premier, Paolo Gentiloni: “Cercheremo anche nelle prossime misure di bilancio di fare dei passi ulteriori a sostegno della povertà”, ha spiegato a margine della visita alla Cittadella della Carità ‘Santa Giacinta’ della Caritas diocesana di Roma. E ha aggiunto: “Penso che al di là di quello che può fare il governo, il messaggio che tutti dobbiamo dare è che senza impegno volontariato cattolico e laico, e anche delle imprese non c’è misura pubblica che da sola possa risolvere le questioni”.Gli ultimi dati Istat sul Pil fanno ben sperare il capo di governo, secondo cui “anche oggi ci sono buoni segnali dal punto di vista economico” e “mi auguro che questo ci consenta di proseguire sulla strada di reperire maggiori risorse”. La lotta alla povertà è uno dei temi di interesse dell’Esecutivo. Lo scorso 29 agosto il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al Reddito di inclusione: dal 1 gennaio 2018 chi ne ha diritto riceverà un beneficio economico erogato su dodici mensilità, con un importo che andrà da circa 190 euro mensili per una persona sola, fino a quasi 490 euro per un nucleo con 5 o più componenti, per un periodo continuativo non superiore a 18 mesi e sarà necessario che trascorrano almeno 6 mesi dall’ultima erogazione prima di poterlo richiedere nuovamente. Al centro della prossima legge di Bilancio, l’ultima della legislatura, ci saranno crescita e lavoro giovanile. Ed è su questo punto che è in atto uno scontro all’interno del Pd. L’esecutivo lavora su una decontribuzione del 50% per i primi due o tre anni per tutti i giovani assunti a tempo indeterminato e quindi una riduzione permanente dell’aliquota contributiva di quattro punti percentuali, dal 33% al 29%, due a favore del lavoratore e due a favore delle imprese. Contemporaneamente si pensa a garantire un assegno pensionistico minimo di 650-680 euro per aiutare i giovani, interamente nel sistema contributivo, che abbiano avuto carriere discontinue. Ma c’è una parte dei Dem che preme per un intervento sulle pensioni – bacino elettorale importante – bloccando l’automatismo dell’innalzamento dell’età del ritiro dal lavoro. Intervento che non convince il governo e su cui ha già chiuso le porte il presidente Inps Tito Boeri che lo ha definito “pericoloso”. “Su giovani, donne e sud bisogna ancora intervenire anche con incentivi, io dico già dalla prossima legge di bilancio”, ha confermato ieri il segretario del Pd Matteo Renzi.

Sulle partecipate della Regione Siciliana “occorre uno strumento di controllo in posizione di terzieta’”. Lo scrive il Pg d’Appello della Corte dei conti per la Sicilia, Pino Zingale, nella relazione requisitoria sul giudizio di parificazione del Bilancio della Regione Siciliana, sottolineando anche “l’urgenza della sua attivazione” anche “tenuto conto di taluni episodi”. Tra questi il magistrato cita “quello che ha riguardato Sicilia E-Servizi s.p.a. (ora Sicilia Digitale s.p.a.)” il cui amministratore unico e’ l’ex Pm Antonino Ingroia. “La Ragioneria, a seguito di talune presunte irregolarita’ gestionali – ha ricostruito il Pg – aveva disposto un’ispezione che non ha avuto esito, poiche’ l’amministratore unico ha vietato agli uffici della societa’ di consentire l’accesso ai funzionari regionali, circostanza che e’ stata comunicata al Presidente della Regione il quale – ha sottolineato Zingale – non ha assunto alcuna consequenziale iniziativa”.

“La ripresa c’è ma resta fragile e atipica. La prova è che l’inflazione resta bassa, malgrado la politica monetaria molto accomodante della Bce. E’ la prova che nella zona euro abbiamo un problema di domanda, bisogna dirlo. Chiedere un aggiustamento di bilancio troppo importante in queste circostanze rischierebbe di essere controproducente e di ostacolare la crescita”. Lo sottolinea il commissario europeo agli Affari economici e finanziari Pierre Moscovici, in conferenza stampa a Bruxelles.

“Elencherò le misure che devono essere portate avanti dall’Italia e dall’Europa. Una politica di bilancio unificata, il contributo allo slancio fiscale deve provenire da tutti i Paesi. Un meccanismo di contro la disoccupazione. Meccanismi di innovazione. Ci vuole poi una gestione europea della immigrazione che non si può limitare a salvare le vite umane “. Così il ministro Pier Carlo Padoan a Lingotto per la campagna congressuale di Matteo Renzi, candidato segretario del Pd. “Su questo si deve costruire un nuovo programma europeo che includa anche eventualmente nuove istituzioni. Ma per far questo serve la fiducia. La fiducia è il bene che più scarseggia tra i Paesi vicini. L’alternativa è la frammentazione”.

“Raccomanderei che le politiche di bilancio venissero condotte per facilitare la ripresa ma al tempo stesso garantendo la sostenibilità. I Paesi che non hanno margini di bilancio non cerchino di usarli – ha avvertito il presidente della Bce Mario Draghi – lavorino piuttosto su una composizione del bilancio” che sia più favorevole alla crescita. Composizione del bilancio che deve andare “mano nella mano con le riforme strutturali”, ha aggiunto durante una audizione al Parlamento europeo. Draghi ha ricordato che sulla politica monetaria espansiva della Bce sono state formulate accuse secondo cui avrebbe “ucciso la disciplina di mercato, stiamo vedendo che non accade”, ha detto in riferimento all’aumento degli spread, i differenziali di rendimento tra titoli di Stato.

La previsione di entrata nel bilancio è mantenuta costante per il triennio 2017-2018-2019. In sostanza, in due anni il contributo è stato diminuito di 2 milioni e mezzo di euro. Questo dato è stato sottolineato dal vice presidente Cecchetti che ha evidenziato come l’assemblea regionale lombarda a fronte delle “manovre finanziarie varate dal governo centrale negli ultimi anni che prevedono tagli pesanti alle Regioni, e in particolare alla Lombardia più delle altre, sia comunque riuscito a fare ulteriori risparmi di spesa e a garantire un corretto funzionamento”. Cecchetti tra le voci più del bilancio più significative ha ricordato i 507 mila euro stanziati per le borse di studio con i risparmi della politica e tutte le iniziative per i concorsi nelle scuole e gli impegni per la promozione del ruolo istituzionale del Consiglio e per il sostegno agli organi di garanzia. Sul provvedimento il Movimento 5 Stelle si è astenuto. Nel suo intervento il consigliere segretario Eugenio Casalino ha parlato di bilancio che “dal punto di vista tecnico-contabile è ineccepibile ma che contiene spese che comunque potrebbero essere ulteriormente ridotte come quelle sui patrocini onerosi e di alcuni eventi”. Per il consigliere segretario Daniela Maroni (Lista Maroni) il provvedimento consente “di indirizzare la governance del nostro ente programmando e destinando risorse nel pieno rispetto degli equilibri finanziari”. Aspetti ripresi anche dalla vice presidente Sara Valmaggi del Pd che ha sottolineato come il bilancio del parlamento regionale abbia subito in questi ultimi anni una diminuzione progressiva, passando dai 71 milioni del 2011 ai 60,5 di quest’anno. “Risparmiare è giusto ma spendere bene è più giusto ancora – ha detto – le scelte che abbiamo fatto sono state giuste, e questo lo si vede dai conti. Credo che alcune iniziative vadano valorizzate di più come le ricerche e le missioni valutative, che aiutano a lavorare con maggiore qualità, e la promozione di alcuni eventi che riguardano la valorizzazione di Palazzo Pirelli come Palazzo aperto ai cittadini”.

L’Alleanza Liberalpopolare-Autonomie, che da oggi assume il nome Ala-Scelta civica, votera’ la fiducia al governo sulla legge di Bilancio. Lo ha riferito il senatore Lucio Barani, spiegando che il gruppo dara’ il voto favorevole “nella speranza che sia di aiuto” al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per applicare “quello che la Costituzione gli assegna”. Barani ha peraltro criticato la manovra e la decisione di non consentire l’esame al Senato: “Rifiutiamo logica ‘prendere o lasciare’, la legge di Bilancio non ci piace, ci sono questioni lasciate in sospeso ma non per questo faremo mancare il nostro voto”.