Bindi

E’ radicata ovunque, anche in settori nevralgici del Paese. La ‘ndrangheta e’ “presente in tutti i settori nevralgici della politica, dell’amministrazione pubblica e dell’economia, creando le condizioni per un arricchimento, non piu’ solo attraverso le tradizionali attivita’ illecite del traffico internazionale di stupefacenti e delle estorsioni, ma anche intercettando, attraverso prestanome o imprenditori di riferimento, importanti flussi economici pubblici ad ogni livello, comunale, regionale, statale ed europeo”. Questo e’ uno dei pasi piu’ importanti del rapporto della Direzione nazionale antimafia presentata dal procuratore nazionale Franco Roberti e dal presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi. Il Veneto, il Friuli Venezia Giulia e la Toscana “sono territori in cui l’organizzazione criminale reinveste i cospicui proventi della propria variegata attivita’ criminosa, nel settore immobiliare o attraverso operatori economici, talvolta veri e propri prestanome di esponenti apicali delle diverse famiglie calabresi, talaltra in stretti rapporti con esse, al punto da mettere la propria impresa al servizio delle stesse”, si legge nella relazione. Mentre Piemonte e Valle d’Aosta, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna e Umbria, “sono regioni in cui, invece, vari sodalizi di ndrangheta hanno ormai realizzato una presenza stabile e preponderante, talvolta soppiantando altre organizzazioni criminali – cosi’ come avvenuto, per esempio, in Piemonte con le famiglie catanesi di Cosa Nostra – ma spesso in sinergia o, comunque, con accordi di non belligeranza, con le stesse, fenomeno riscontrato in Lombardia ed Emilia Romagna, ove sono attivi anche gruppi riconducibili alla Camorra o a Cosa Nostra”.

“Va sviluppato un impegno corale” nella lotta alla criminalita’, “l’impegno di Pio La Torre ci spinge a far diventare l’antimafia una vera religione civile che contribuisce a rendere migliore e piu’ coesa la nostra societa’, tutti dobbiamo sentire la sifida di arginare e contrastare la criminalita’ e soprattutto la politica deve dimostrare di essere in ascolto del paese, non dimenticare che la questione del Mezzogiorno attraversa tutta la storia del paese e non puo’ non essere risolta. La lotta alla mafia non e’ un capitolo separato dal nostro impegno politico”. Lo ha detto Rosy Bindi, presidente della commissione Antimafia, intervenendo all’iniziativa “90° dalla nascita di Pio La Torre: il suo impegno per la liberta’, il progresso e la pace”, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Dopo aver ricordato il lavoro di Pio La Torre, Bindi aggiunge: “non basta dire che aveva ragione, abbiamo sconfitto l’ala stragista della mafia e neutralizzato i vertici, ma le mafie sono ancora con noi, il 416 bis resta presidio essenziale, ma oggi i mafiosi hanno mutato pelle: sparano meno e fanno affari nel perimetro delle attivita’ legali sfruttando le lacune della legislazione. Le mafie sono una malattia sistemica e metastatica che richiede una cura sistemica”.