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Avviso di chiusura delle indagini preliminari per il sindaco di Cerda (Palermo), Salvatore Geraci, deputato regionale eletto con Sud chiama Nord e transitato nella Lega, componente della Commissione regionale antimafia. E’ lui stesso a comunicarlo: “Risulto essere indagato per abuso d’ufficio e minaccia aggravata”. Secondo l’accusa avrebbe cercato di far passare la processione davanti alla casa del boss Vincenzo Civiletto, e sarebbe arrivato a minacciare il comandante dei vigili urbani che lo ha impedito. Risponde il primo cittadino: “C’é stato un tentativo di ‘mascariamento’ da parte di chi mi ha denunciato, ma non vi sono capi d’accusa relativi a un qualche coinvolgimento con la mafia, voto di scambio e mazzette. Sono sereno, fiducioso perché ho sempre agito nel bene. Credo nella giustizia e nel lavoro della magistratura”.

Il gup del Tribunale di Napoli Mariella Montefusco ha emesso 13 condanne, tra cui quella a carico del boss del clan dei Casalesi Michele Zagaria, e tre assoluzioni, al termine del processo con rito abbreviato relativo agli intrecci tra politica, camorra e imprenditoria nella realizzazione e nella gestione del centro commerciale Jambo di Trentola Ducenta (Caserta), ritenuto dalla Dda di Napoli “creatura” di Zagaria che ne sarebbe stato il proprietario occulto. I reati contestati a vario titolo sono l’associazione mafiosa e altri delitti con l’aggravante mafiosa come l’intestazione fittizia di beni, il riciclaggio, l’estorsione, la falsita’ materiale e la turbativa d’asta. Il magistrato, accogliendo le richieste dei pm antimafia Catello Maresca e Maurizio Giordano, ha inflitto in particolare 26 anni all’ex capoclan Zagaria, 20 anni al boss di Trentola Raffaele Cantone detto “malapelle”, ma ha assolto Giuseppe Tessitore (difeso da Mario Griffo), rimasto un anno in carcere e considerato il referente dei due boss nel comune casertano; assoluzione anche per il fratello di Zagaria, Carmine, per il quale qualche giorno fa il Tribunale del Riesame di Napoli aveva annullato l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip un anno fa e per Michele Inquieto, fratello di Vincenzo, proprietario del covo dove Zagaria fu stanato dopo 16 anni di latitanza. Pene pesanti sono state invece comminate per i piu’ stretti fiancheggiatori di Zagaria, i fratelli Giovanni e Giuseppe Garofalo (rispettivamente 13 anni e 4 mesi e 10 anni e 8 mesi), per Oreste Basco e Pasquale Pagano (16 anni per entrambi), per Carlo Bianco (10 anni e otto mesi); 10 anni e otto mesi sono stati inflitti all’ex funzionaria comunale Vincenzo Picone, mentre l’ex assessore comunale Luigi Cassandra, che di recente ha iniziato a rendere dichiarazioni ai magistrati ma non e’ ancora collaboratore di giustizia, ha preso 10 anni otto mesi a fronte della richiesta di 7 anni formalizzata dall’accusa; 14 anni all’imprenditore Gaetano Balivo.

E’ morto a 83 anni Bernardo Provenzano. E’ stato uno dei boss mafiosi piu’ pericolosi e sanguinari di Cosa Nostra. Autore di decine di omicidi, latitante per 43 anni, figlioccio di Luciano Liggio e compare di Toto’ Riina. Catturato nel 2006 in un casolare, ha trascorso gli ultimi dieci anni della sua vita in carcere, alle prese con una malattia che gli ha tolto la capacità di ragionare e la lucidità. Chissa’ se i giovani e ambiziosi mafiosi che desiderano emularne le gesta riusciranno a guardare alla sua vita e a trarne delle conclusioni. Che vita ha fatto Provenzano? Carcere, sangue versato, una vita in fuga, sempre a guardarsi le spalle, con l’incubo di essere arrestato o ucciso. Una vita nell’anonimato, lontano dai propri figli, tra disagi e guerre di mafia. Luciano De Crescenzo, attore, e regista filosofo, nello straordinario monologo del film ‘Cosi parlò Bellavista’ dinnanzi a un camorrista, cosi recita e le sue parole potrebbero essere destinate a Bernardo Provenzano ‘…Perché penso io: Gesù sì, fate pure i miliardi, guadagnate, però vi ammazzate tra di voi, poi anche quando non vi ammazzate tra di voi, ci sono le vendette trasversali, vi ammazzano le mamme, le sorelle, i figli… Ma vi siete fatti bene i conti? Vi conviene? E poi, tutto sommato, non è che fate una vita di merda?”