campagna elettorale

La norma sull’obbligatorieta’ dei vaccini “e’ buona e di responsabilita’. Ma andiamo incontro a 50 giorni di campagna elettorale, sentiremo tante palle, comprese quelle sui vaccini”. Lo ha detto Vincenzo De Luca, governatore dem della Campania, parlando con i giornalisti a margine dell’incontro “Vaccini e Nuovi farmaci”, in corso al Policlinico di Napoli. Il presidente della Regione fa riferimento alle polemiche sorte all’interno della coalizione di centrodestra, con il leader del Carroccio, Matteo Salvini, contrario all’obbligo vaccinale. “Questo e’ un Paese di sgangherati da 2mila anni – commenta De Luca -. Io sono sconcertato perche’ ci dovrebbero essere alcuni argomenti sottratti al dibattito politico, tra cui questo. E qui politica non c’entra, c’entrano le autorita’ sanitarie”.

“Il mio partito si chiama Palermo, non voglio perdere tempo con altri argomenti. Chi vuole aggregarsi è il benvenuto, ma se qualcuno pensa che è un altro partito, non si avvicini”. Lo ha detto il sindaco uscente di Palermo Leoluca Orlando aprendo, con un bagno di folla, la campagna elettorale. Non cita mai il Pd, con il quale c’è una trattativa in corso per l’eventuale appoggio al primo cittadino. Ma ribadisce più volte che il suo partito “è Palermo”. Non cita mai neppure i sui avversari, da Fabrizio Ferrandelli a Ugo Forello del M5S. “Ci aspettano cinque anni di esami, perché gli esami non finiscono mai, per mettere in sicurezza valorie visioni”, dice Orlando. Il sindaco ha aperto la campagna elettorale con lo slogan ‘Facciamo Squadra’.

Negli “ultimi tredici giorni di campagna elettorale sul referendum” l’agenda di Matteo Renzi questa settimana prevede “molto centronord” dopo che la scorsa settimana ha toccato “molto mezzogiorno”. Lo annuncia il presidente del Consiglio nella sua Enews. “Toccherò tra gli altri Piombino, Livorno, Pisa, Reggio Emilia, Modena, Torino, Savona, Genova, Verona, Vicenza, Venezia, Roma, nello splendido scenario della Nuvola di Fuksas, sabato 26 pomeriggio, alle 17.30, Monza e Bologna”, scrive il premier. “Finalmente – osserva Renzi – stiamo entrando nel merito della riforma e dei cambiamenti che l’Italia potrà avere in caso di vittoria del sì. Certo, c’è sempre chi prova a cambiare argomento, a parlare di altro, dal Governo alla legge elettorale, ma sento da molti di voi che finalmente il clima è cambiato e adesso si inizia a discutere di riforme e non più di tutto il resto”. Sul confronto con i sostenitori del No al referendum costituzionale del 4 dicembre il premier conferma: “Sarebbe per me un piacere accettare il dibattito con Silvio Berlusconi da un lato, nella sua veste di capo del centrodestra e con Beppe Grillo, nella sua veste di capo del Movimento Cinque Stelle. O in alternativa con Davide Casaleggio, nella sua veste di proprietario del Movimento Cinque Stelle”. Intanto Renzi, in una intervista al Quotidiano Nazionale, replica al Financial Times, che ieri ha ipotizzato l’uscita dall’Italia dall’euro in caso di vittoria del No. “Non è in discussione l’euro”, ha detto, ma “i tanti euro che si prendono i politici a cominciare dai fondi del Senato che servono ai Cinque Stelle per pagare affitti e bollette”. Il premier ha sottolineato che “il referendum si giocherà sul filo dei voti” e che Toscana e Emilia “saranno decisive”.