Cara

La cosca Arena di Isola Capo Rizzuto (Crotone) è stata smantellata in una maxi-operazione in Calabria con il fermo di 68 persone disposto dalla Dda di Catanzaro. L’operazione è avvenuta nel corso della notte ed ha impegnato oltre 500 tra agenti della Polizia di Stato appartenenti alle Squadre Mobile delle Questure di Catanzaro e Crotone, Carabinieri del Ros e del Reparto Operativo – Nucleo Investigativo di Catanzaro e Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria e della Compagnia di Crotone. La cosca Arena controllava a fini di lucro la gestione del centro di accoglienza per migranti di Isola. Secondo le indagini, oltre alle dinamiche criminali legate alle estorsioni la cosca controllava anche il centro di accoglienza per migranti di Isola.  Il capo della Misericordia di Isola Capo Rizzuto, Leonardo Sacco, ed il parroco dello stesso paese, don Edoardo Scordio, sono tra i fermati dell’operazione denominata ”Jonny”. La Misericordia gestisce il Centro di accoglienza richiedenti asilo (Cara) di Isola, uno dei più grandi d’Europa. “L’imponente operazione contro il clan Arena, coordinata dalla Dda di Catanzaro, e’ un importante risultato nella lotta contro la ‘ndrangheta e le infiltrazioni mafiose nella gestione dei migranti”. Cosi’ Rosy Bindi, presidente della commissione Antimafia, in una nota. “Sull’opacita’ della gestione del Cara in provincia di Crotone, aveva aperto un’inchiesta anche la nostra Commissione”, dice Bindi.

“Il ritratto di Castiglione che esce dai verbali di Odevaine sul mondo che ruota intorno al Cara di Mineo e’ a dir poco inquietante e sicuramente incompatibile con un personaggio di primo piano delle istituzioni: non sarebbe inopportuno un passo indietro dell’esponente Ncd, che, a nostro avviso, diventerebbe irrinunciabile nel caso di un suo eventuale rinvio a giudizio”. Ad affermarlo e’ il deputato all’Ars del M5S Giancarlo Cancelleri, commentando le dichiarazioni rilasciate agli inquirenti dall’uomo coinvolto nell’inchiesta Mafia capitale, pubblicate dal quotidiano “La Sicilia”. “Ovviamente – dice Cancelleri – e’ tutto da confermare in sede giudiziaria. Resta il fatto, pero’, che anche in questa fase, viste le pesantissime ipotesi di reato che lo riguardano e l’ inquietante sottobosco di interessi in cui, secondo Odevaine, si sarebbe mosso Castiglione, la poltrona di sottosegretario all’Agricoltura ci sembra quantomeno incautamente affidata e da liberare al piu’ presto”.