Carlo Calenda

I tre trattati siglati oggi a Roma al Digital Day sull’automotive, sull’Industria 4.0 e sul supercalcolo “riuniscono tutto quello che chiediamo da anni”. E’ il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda a sottolinearlo, commentando i tre accordi che escono oggi dalla giornata sul digitale organizzata a Roma dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea per i 60 anni dei Trattati di Roma. “E’ giunto il tempo che in Europa ritorni la politica industriale e oggi – ha evidenziato Calenda – sta accadendo”.

Alla Camera dei deputati Question time sul contrasto alla contraffazione. “La lotta alla contraffazione e’ un tema prioritario” ha detto il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, e lo è per “un paese manifatturiero come l’Italia”. “Sono gia’ numerose le iniziative messe in atto – ha aggiunto durante il Question time – e diversi obiettivi sono stati raggiunti”. Calenda ha sottolineato che “forte e’ anche l’attivita’ di contrasto alla contraffazione online”.

“Chi viene qui ad investire per me e’ italiano, e se mi chiede di avere un supporto per esportare cio’ che fa in Italia io lo faccio come se fosse una impresa italiana”. Cosi il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, intervenendo al XV Forum Annuale del Comitato Leonardo. “Affronto un dibattito surreale da anni dove, a giorni alterni, ci sono critiche o perche’ l’Italia non attrae abbastanza o perche’ il mercato in Italia e’ comprato da stranieri – aggiunge – credo che su questo dobbiamo fare pace col cervello. Siete per noi investitori italiani nel momento in cui venite in Italia e siamo felici di accogliervi. Il nazionalismo economico porta a numerosi effetti negativi e non solo economici ma anche culturali. L’Italia e’ andata verso una dimensione di distruzione di valore di proporzioni gigantesche dal punto di vista imprenditoriale. La politica, negli anni precedenti, di tutto si e’ occupata tranne che dell’economia. Ora serve ricostruire il paese su una crescita vera e radicata e’ un lavoro duro”.

Sono parole dure quelle del ministro Calenda, che porteranno ad uno scontro con il management della Rai. “Immagino che la Rai stia facendo il piano”, ma “io non l’ho visto” e “da quando sono arrivato io sono passati sei mesi, che comunque sono troppi”. Così il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda, parlando a Radio24. In merito alle cifre circolate sul recupero del canone, grazie all’inserimento in bolletta, pari a 300-400 milioni, Calenda ha detto che forse sara’ “qualcosa di piu'”, ma ha ricordato che “la gente vuole pagare per il contenuto e non per il contenitore”. Non si conoscono infatti le somme relative al pagamento del canone dopo l’inserimento del medesimo nella bolletta.

Il governo si appresta a “rafforzare il fondo di garanzia per le imprese”. A ribadire la linea di pronto intervento industriale il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, nel corso della trasmissione di Maria Latella “l’Intervista” su Skytg24. Un fondo rinnovato, spiega, che “garantirà l’80% dei finanziamenti a quelle imprese che investono, soprattutto Pmi e quelle in fase di strat up”. Per le imprese invece che intenderanno finanziare solo “il circolante, cioè senza investire, la percentuale sarà inferiore”, prosegue ribadendo come l’intervento sia stato pensato perchè “molto spesso è difficile trovare i soldi. Le banche italiane hanno criteri stringenti che non consentono alla liquidità di scaricarsi a terra, di arrivare alle aziende”. Calenda poi difende la politica dell’offerta varata dal governo e che trova in industria 4.0 l’ultimo intervento in ordine di tempo. “Io non conosco altro modo di fare crescita in modo che sia sano e in cui i lavoratori guadagnino di più. L’impresa investe e i lavoratori sono più remunerati, questo è il paradigma”, spiega ribadendo come: “il governo non finanzia gli imprenditori ma le imprese che investono. E’ un concetto diverso”.

Prende il via oggi il Forum Ambrosetti a Villa D’Este a Cernobbio. Alla prima giornata del workshop quest’anno sono presenti il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che l’anno scorso chiuse la tre giorni di lavori, e il presidente del consiglio Matteo Renzi. Duecento i partecipanti alla 42esima edizione del Forum, 60 i relatori e 20 i Paesi rappresentati. Per l’Europa partecipano i vicepresidenti della Commissione europea, il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem e rappresentanti della Bce. Nella tre giorni lombarda, a porte chiuse, dibattiti sugli scenari politici ed economici internazionali. Le conclusioni saranno affidate al ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda e al presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia.

“Cosa sia strategico, in termini settoriali, non deve deciderlo il governo”, perche’ quello che va bene per un territorio non va bene per un altro. Cosi’ il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, durante il suo intervento al convegno milanese della Cisl a Palazzo delle Stelline. “Gli investimenti devono essere al centro: la giusta scelta di politica economica e’ fondamentale per tenere incollate le nostre imprese, per far sentire una prospettiva, che oggi si sente perduta”, continua il ministro. “Non c’e’ un luminoso futuro tecnologico, bisogna aprire un ragionamento su due dimensioni: esterna e interna”, aggiunge. Per quanto riguarda quella esterna “l’Europa ha i dazi piu’ bassi al mondo: entra chiunque, mentre noi entriamo difficilmente in Paesi che tendono a specializzarsi nelle nostre produzioni. Per questo dobbiamo attuare delle strategie di attacco, come creare degli standard occidentali che diventino globali”, sostiene Calenda. “Nella dimensione esterna le politiche convergono e su queste si puo’ fare molta Europa, ma gli investimenti sono difficilmente standardizzabili, perche’ riguardano i singoli Stati”.

Matteo Renzi annuncia un decreto da 9 miliardi sulle energie rinnovabili che coprirà i prossimi 20 anni e ha l’obiettivo di proiettare l’Italia al primo posto nel mondo in questo settore. Il provvedimento è stato firmato oggi dai ministri dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, e dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, con gli amministratori delegati di Eni, Enel e Terna. “C’è una strategia verde”, ha detto il premier che, su richiesta dei giornalisti in tema di privatizzazioni, ha affermato: “Non scenderemo ulteriormente nelle quote delle nostre aziende.

“Si va dritti”. Cosi’ Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo Economico, risponde a una domanda di Giovanni Minoli a Mix24 su Radio 24 interrogato sul mancato sostegno di De Magistris alla cabina di regia su Bagnoli e sottolinea: “Si va dritti, perche’ quello che e’ impossibile accettare piu’ in Italia e’ la deresponsabilizzazione. Cioe’ quelli che sono nella posizione di dirti: cosi’ non mi va bene, pero’ non ti dico come mi andrebbe bene”. E quindi, quindi lei tira dritto anche senza il sindaco? chiede Minoli a Calenda che risponde: “Io penso che bisogna tirare dritti, quella e’ una scommessa che, in senso diverso, una scommessa simile all’Ilva, della stessa importanza. Perche’ chi e’ stato in quella baia, io ci sono stato, sa che e’ uno dei posti piu’ belli del mondo e va recuperato”. E a Minoli che incalza sottolineando che il sindaco fino ad ora ha bloccato Calenda su Radio 24 risponde: “Eh, il sindaco ha bloccato e non e’ questo l’unico caso, ce ne sono tanti in giro per l’Italia e nello stesso modo bisogna vincere questa battaglia, proprio per dimostrare che la costruttivita’, cioe’ avere un piano e non solo un veto e’ una cosa che alla fine premia. Io sono molto convinto di questo, gli italiani lo vogliono, penso che e’ una cosa che sentono come una cosa importante”.