Casaleggio

“Trovo molto interessante l’articolo di Davide Casaleggio sul Corriere. Il leader dei M5S è Casaleggio e forse è meglio che sia così, possiamo discuterci”. Lo ha detto ieri a Zapping su Rai Radio1 Matteo Renzi. “Io sono affezionato ai partiti non dinastici – ha aggiunto l’ex premier – ma riconosco in Casaleggio alcuni argomenti di interesse come Netflix, l’innovazione tecnologica”. E ha continuato: “Io penso che il M5s debba scegliere i candidati non come ha fatto a Genova, è inutile fare grandi discorsi sul futuro del mondo se non spieghi come difendi i valori democratici”.

“Da alcuni mesi, stiamo discutendo e votando in Rete il programma di governo. Abbiamo concluso le votazioni sul programma Energia e ora stiamo terminando la discussione sul programma Esteri. Il MoVimento 5 Stelle e’ attualmente l’unica forza politica italiana che si preoccupa di programmare l’attivita’ di governo che proporra’ agli elettori alle prossime politiche ed e’ l’unica forza politica al mondo a farlo in modo partecipato in Rete, consentendo a ogni singolo iscritto di contare e dire la sua”. Cosi’ Davide Casaleggio, in una lettera al Corriere della Sera, sottolineando come “molti commentatori si sorprendono del fatto che ormai, nei sondaggi, il MoVimento 5 Stelle goda della fiducia di un terzo degli elettori, in particolare dei giovani dove arriva circa al 50% e se anche i sedicenni avessero diritto di voto, come penso sarebbe giusto, la percentuale sarebbe ancora piu’ alta. Forse dovrebbero soffermarsi a capire come funziona il nostro sistema e come funziona quello dei partiti, che ormai non sta piu’ in piedi neppure economicamente. Garantiamo un servizio migliore e siamo piu’ efficienti nel portare le istanze dei cittadini dentro le istituzioni, sia dove siamo opposizione, ma soprattutto dove governiamo. Per rimanere in tema digitale: la vecchia partitocrazia e’ come Blockbuster, noi siamo come Netflix. Il futuro e’ nella Rete, nella partecipazione. E siamo coscienti degli oneri che derivano dall’avere questa prospettiva. Il MoVimento 5 Stelle, come gia’ detto da vari portavoce, presentera’ la sua squadra di governo prima del voto, che ci auguriamo sia fissato il prima possibile. Su Rousseau i nostri iscritti voteranno i candidati al Parlamento che finiranno nelle liste e anche il candidato premier, che contiamo di poter presentare ufficialmente, assieme al programma completo, alla prossima edizione di Italia 5 Stelle che si terra’ questo autunno”, conclude.

“Nel primo pomeriggio io e Davide Casaleggio abbiamo avuto una Skype call con Nigel Farage, ex leader della delegazione inglese Ukip e presidente del gruppo Efdd. Abbiamo rinnovato l’accordo, rinunciando alla carica della co-presidenza che fino ad oggi e’ stata occupata da David Borrelli”. Lo ha annunciato ieri Beppe Grillo, con un post sul blog. “Fallito l’accordo con il gruppo ALDE – continua Grillo – abbiamo rispettato la volonta’ espressa dalla rete applicando la seconda scelta piu’ votata dai certificati: rimanere nel gruppo Efdd. Smentiamo le false informazioni che circolano da ieri: le carte fatte circolare non ci appartengono, non abbiamo firmato nessun contratto, si tratta di un elenco di punti comuni e di contrasto. Dopo i risultati della votazione e’ scoppiato il caso mediatico. Un intero sistema ha tremato”. E continua: “Verhostadt, che oggi si propone come negoziatore per la Brexit dovrebbe solo vergognarsi, perché da meschino si è piegato alle pressioni dell’establishment. “In Europa per l’Italia” era il nostro slogan per le elezioni del 2014, il nostro programma non cambia di una virgola e non sarebbe cambiato con l’ingresso in un altro gruppo. Dispiace per quei pochi portavoce, che probabilmente non sanno come funziona il Parlamento Europeo, che hanno parlato di “cercare di entrare nell’establishment”. David Borrelli, che ringrazio, ha portato avanti una trattativa per cercare di rendere più efficace la realizzazione del nostro programma, che continueremo a portare avanti in EFDD”.

I candidati grillini sono soltanto figurine, utili a catturare il consenso o a sfruttare sul territorio la rabbia e la furia iconoclasta degli elettori, incazzati neri contro la politica tradizionale. La struttura di vertice muove i fili. La vicenda del sindaco di Roma, Virginia Raggi, ne e’ l’ennesima dimostrazione. Chi si oppone a questo schema viene sconfessato ed espulso perche’ il movimento-setta non puo’ accettare il dissenso e la liberta’ di pensiero del singolo. L’unica legge e’ l’ortodossia del pensiero unico. Cio’ che e’ piu’ intollerabile del M5S – fra le tante cose – e’ il suo doppiopesismo: giustizialismo nei confronti degli avversari politici, garantismo nei confronti dei propri adepti.

I vertici del Movimento 5 Stelle sono a Roma per una due giorni concentrata sulla costruzione di un programma su  temi specifici da condividere in rete per permettere un’interazione tra attivisti e parlamentari. Al centro di tutto c’è la formazione per il confronto online. Beppe Grillo, Davide Casaleggio, deputati e senatori pentastellati discutono su argomenti come Referendum, energia, reddito di cittadinananza e la piattaforma Rosseau, snodo centrale della comunicazione tra i vertici e la base. Oggi Grillo e Casaleggio incontrano i deputati 5 Stelle e non si esclude un colloquio con il sindaco di Roma Virginia Raggi.

Si rincorrono le voci di u suo impegno politico, considerato il successo del M5S alle amministrative ma Davide Casaleggio, figlio di Roberto, al Corriere della Sera risponde e smentisce ‘Non intendo candidarmi, né fare politica in prima persona. Intendo occuparmi dello sviluppo delle applicazioni di democrazia diretta del Movimento 5 Stelle in rete affinché tutti i cittadini possano fare politica. Peccato non ci sia mio padre — avrebbe confidato la sera delle elezioni — proprio per un soffio». E’ noto l’impegno della Casaleggio associati non solo nella gestione della piattaforma informatica che assiste il M5S nelle sue attività ma anche la ricerca verso forme consolidate ed efficaci che possano garantire l’espressione diretta della volonta’ popolare nelle decisioni politiche. Una nuova frontiera? Chissà. Di certo bisogna ammettere che il M5S ha portato alla ribalta un nuovo modo di fare politica e di comunicarla, sviluppando il web in modo piu’ o meno lineare e trasparente.