CasaPound Italia

Una fiaccolata con appuntamento alle 18 di venerdì 29 settembre presso la sede centrale di Casapound in via Napoleone III, “per chiedere la chiusura immediata e definitiva della moschea abusiva di via San Vito”. “Domenica sera l’ennesimo atto di intolleranza con un giovane malese senza fissa dimora che ha aggredito una coppia che si baciava nella via che ospita il centro islamico, prima di aggredire anche la pattuglia intervenuta sul luogo – spiega Cpi – La moschea, oltre a non essere autorizzata e oltre ad ospitare nelle sue cantine un asilo nido abusivo, è stata più volte segnalata per i numerosi episodi di degrado, essendo diventata col tempo un ritrovo davanti al quale gli immigrati bivaccano per strada nonché un punto di spaccio”. “Via di San Vito è uno dei luoghi più degradati dell’Esquilino – spiega Davide Di Stefano, responsabile romano di Cpi – l’episodio dell’aggressione alla coppia di fronte alla moschea abusiva non è certo una sorpresa. Tra comitive di spacciatori, sbandati e immigrati clandestini, lo spazio antistante la moschea è diventato un luogo sottratto alla sovranità dei cittadini romani. Una situazione che CasaPound, ambasciata d’Italia nel rione multietnico della capitale, non è più disposta a tollerare”. La struttura, spiega ancora Di Stefano, ”già a febbraio scorso era stata chiusa, ma evidentemente non è bastato per mettere fine ai raduni clandestini. Durante l’intervento per la chiusura, tra l’altro, era stato trovato anche trovato un cartello con sopra scritta una frase del Corano solitamente usata dai gruppi jihadisti. Non è possibile che assecondare la folle ideologia della sostituzione del popolo italiano e per salvaguardare i guadagni di chi lucra sulla politica di accoglienza, venga continuamente messa a rischio la sicurezza della cittadinanza. Serve una svolta politica e culturale radicale che ponga fine a queste scelte criminali”.

“Apprendiamo dalla stampa che Chiara Appendino risulterebbe tra gli indagati per i fatti di Piazza San Carlo. Era evidente a tutti, sin dal primo momento, che il sindaco avesse delle responsabilita’ per quanto accaduto”. Cosi’, in una nota, Marco Racca, coordinatore regionale di CasaPound Italia, e Matteo Rossino, responsabile provinciale del movimento. “Siamo garantisti per natura – aggiungono in una nota – pertanto non ci esprimiamo sull’inchiesta della procura. Tuttavia il sindaco, che di fatto si e’ gia’ assunta la responsabilita’ di quanto accaduto chiedendo scusa, per ragioni di natura politica, deve dimettersi immediatamente. Torino e’ allo sbando. Roghi tossici, clandestini, centri sociali lasciati liberi di diffondere criminalita’ e violenza, Ex-Moi ancora occupato, il verde pubblico abbandonato e potremmo continuare ancora a lungo elencando i disastri di un anno di CinqueStelle”. “Purtroppo – proseguono – avevamo previsto tutto gia’ un anno fa. La Appendino e i CinqueStelle sono solo un grande bluff. Hanno promesso cambiamento, ma hanno portato al governo della citta’ degli incompetenti, che mantengono la maggioranza in Consiglio comunale solo grazie ai centri sociali. L’unica vera proposta politica che puo’ farsi carico di un cambiamento radicale nella guida di Torino e’ e rimane la nostra. Ci auguriamo che la Appendino, preso atto della propria incompetenza, decida responsabilmente di fare un passo indietro prima di provocare altri disastri. E’ necessario andare al voto subito dopo l’estate prima che sia troppo tardi”