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Il M5S ribadisce che la separazione tra la Rai e la politica, o meglio, la partitocrazia, è uno degli obiettivi di governo. “Bruno Vespa? Il suo futuro in Rai non lo decideremo noi al governo, c’è il Cda Rai per decidere. Noi taglieremo cordone ombelicale tra politica, governo e Rai”. Lo ha detto il presidente della Vigilanza Rai Roberto Fico del M5s a Non Stop News su Rtl.

Il Cda Rai ha bocciato il piano dell’informazione presentato dal direttore generale Antonio Campo Dall’Orto. Progetto voluto dal dg per rilanciare in primo luogo il digitale. Cinque i voti contrari, tra cui quello, della presidente della Rai Monica Maggioni e dei consiglieri Franco Siddi, Rita Borioni, Giancarlo Mazzuca e Arturo Diaconale che hanno detto di aver “votato nel merito”. Guelfo Guelfi, consigliere vicino all’ex premier Matteo Renzi, ha votato a favore del piano, mentre Carlo Freccero e Marco Fortis si sono astenuti. Prima del voto aveva lasciato la riunione del Cda il consigliere Paolo Messa. perche’ erano “venute meno le condizioni per il rapporto di fiducia con il direttore generale”. Ora sara’ il dg dovrà decidere se e come andare avanti. I consiglieri d’amministrazione della Rai al termine della riunione hanno convocato una conferenza stampa. “Nessuno è contro il digital ma deve essere dentro un disegno coerente con l’informazione complessiva della Rai. Non si può prima pensare a dei nomi e poi al progetto”. Così il consigliere dl cda Rai Franco Siddi ha spiegato, il suo “no” in conferenza stampa. “Il piano da lui proposto e’ stato respinto – ha osservato Arturo Diaconale – non si puo’ non tenerne conto. Certo, se si dicesse disponibile a cambiarlo e ci chiedesse di proseguire la collaborazione nessuno lo ostacolerebbe”. Ha dichiarato Carlo Freccero: “Il direttore generale secondo me deve continuare. Quello dell’informazione e’ un terreno estremamente delicato, forse quello che e’ mancato e’ stato qualche momento di astuzia. Il cda andava coinvolto di piu'”.

“Insieme con il senatore Federico Fornaro, quando eravamo ancora nel Pd, votammo per Ferruccio De Bortoli come candidato nel nuovo Consiglio di amministrazione della Rai. Rispetto ai nomi circolanti per quell’incarico, in cui il Pd a trazione renziana realizzò una scandalosa lottizzazione inter-correntizia tra “renziani” di diverso rito, “Giovani turchi”‘ e “Franceschiniani” quello di De Bortoli ci sembrò un nome di indiscutibile qualità professionale che, inoltre, rispondeva, all’esigenza primaria di sottrarre la Rai dagli appetiti dei partiti e delle singole correnti”. Così il senatore Mdp Miguel Gotor. “Un obiettivo politico, culturale e civile – dice – che Bersani aveva promesso nel corso della campagna elettorale del 2013 e, per parte sua, già realizzato l’anno prima quando aveva proposto che i nomi dei precedenti consiglieri della Rai fossero proposti dalle principali associazioni civiche e professionali del settore, come di fatto avvenne. Nella circostanza, come dovrebbe essere normale, neppure consultammo De Bortoli. Vedo che oggi Renzi ha l’ardire di sostenere che le dichiarazioni di De Bortoli nei riguardi suoi e della Boschi sull’imbarazzante vicenda della Banca Etruria possano essere dipese dalla sua mancata nomina nel Cda della Rai. Anche al senso del ridicolo dovrebbe esserci un limite: un simile argomento, infatti, non è soltanto manifestamente grottesco ma rivela anche tutta la mediocrità politica dell’ex presidente del Consiglio insieme con la sua concezione e pratica del potere”.