Cecile Kyenge

Se CasaPound mi invitasse? Farei un po’ fatica a discutere con CasaPound… Questi movimenti sono andati oltre la provocazione. Quando uno fa politica, deve avere rispetto per l’altro. Le diversità esistono e vanno rispettate, ma quando mi trovo di fronte ad una forza politica che ha come obiettivo quello di fomentare la violenza verbale e che porta avanti un’ideologia che non rispetta la nostra Costituzione, faccio veramente fatica. Hanno rispolverato manifesti fascisti contro gli immigrati. Questo va oltre la provocazione. Per confrontarmi con qualcuno che non la pensa come me ci deve essere rispetto, se fosse un confronto civile direi di sì, ma nel caso di alcuni movimenti ci penso due volte… Io non ho intenzione di farmi imporre un modo di confrontarsi da qualcuno che ha solo interesse a fare del male con la violenza verbale. Io rifiuto chiunque venga da me con l’intenzione di poter utilizzare la violenza verbale e non un confronto civile. Io ho il diritto di rifiutare questo confronto, perché pretendo che la mia non violenza venga rispettata”. Così Cecile Kyenge, europarlamentare del PD, intervenuta ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano – Dentro la notizia”, condotta da Gianluca Fabi e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

L’europarlamentare della Lega Nord, Mario Borghezio, dovrà risarcire l’ex ministro dell’Integrazione, Cecile Kyenge, con una somma di 50mila euro, oltre al pagamento di una sanzione pecuniaria da mille euro, per aver pronunciato frasi razziste nei confronti dell’ex ministro. Borghezio “ha attaccato e denigrato” l’ex ministro con parole che non rientrano nella critica “di natura politica” ma soltanto a causa “della sua origine africana”, si legge nelle motivazioni della sentenza del Tribunale di Milano. L’europarlamentare della Lega è finito sotto processo per le parole pronunciate durante un’intervista rilasciata nel 2013 alla trasmissione radiofonica “La Zanzara”, a pochi giorni dalla nomina di Kyenge a ministro dell’Integrazione dell’esecutivo guidato da Enrico Letta. Insulti come “gli africani sono africani e appartengono a un’etnia molto diversa dalla nostra”, oppure “non siamo congolesi, abbiamo un diritto ultramillenario”. E ancora “Kyenge fa il medico, le abbiamo dato un posto in una Asl che è stato tolto a qualche medico italiano”.