centristi

“L’alleanza con il Pd non e’ proponibile per un partito come il nostro”. Lo ha detto il senatore di Alternativa popolare, Roberto Formigoni, commentando a Bari, con i giornalisti, la riunione della direzione di Ap che va verso un’alleanza con i centristi. “Cerchiamo quindi di fermare questa direzione che troviamo disastrosa per il Paese e per noi”, ha aggiunto. Per Formigoni la collaborazione al governo in questi anni “e’ stata una situazione eccezionale frutto di un’alleanza istituzionale e non politica”. Ha osservato il senatore: “Abbiamo collaborato con un governo che ha fatto anche cose buone, ma a questo punto dobbiamo essere alternativi al Partito socialista europeo ed al Partito democratico”.

“Non è ancora chiaro quale sarà la decisione di Alfano in Sicilia, ma è chiaro un dato. Anni fa, per l’ennesima volta, era partita una sfida centrista basata sull’esaurirsi della spinta e della presenza stessa di Berlusconi sulla scena politica, e sulla conseguente dissoluzione del centrodestra. Questo schema centrista, logoro e irreale, è stato proposto molte volte sin dagli anni ’90. In realtà anche questa volta il centro non torna e si dissolve. L’epilogo più naturale è quindi che ognuno vada là dove lo porta il cuore, con il centrodestra o con il centrosinistra. Ipotesi neo centriste non esistevano, non esistono e non esisteranno”. Lo afferma Maurizio Gasparri senatore di Forza Italia.

Confermerà l’alleanza di governo con il Pd o ritornerà nell’orbita di Forza Italia? I parlamentari di Ap si chiedono cosa farà Angelino Alfano in vista delle elezioni in Sicilia, vera cartina di tornasole per le prossime politiche. Stretto tra due fuochi, il ministro degli Esteri, ancora non ha sciolto la riserva e continua a giocarsi la sua partita su due tavoli, sia con il centrodestra che con il centrosinistra. Intanto, l’ex delfino di Silvio Berlusconi ha depositato qualche giorno fa, (il primo agosto) un nuovo simbolo, ‘Italia al Centro’, come risulta dal registro dell’Ufficio brevetti e marchi del ministero dello Sviluppo economico, consultato dall’Adnkronos. Per ora c’è solo la denominazione, senza una veste grafica. Una mossa che consente agli alfaniani di tenersi le mani libere, senza escludere una corsa solitaria alle politiche, magari con un soggetto politico diverso da Alternativa Popolare. Accusato di seguire la ‘politica due forni’ per garantirsi la sopravvivenza politica e parlamentare, sua e del suo partito, Alfano, dunque, sembra che voglia tenersi una ‘terza via’ di uscita, che gli permetta, come vorrebbero alcuni suoi parlamentari, di non sottostare ai paletti imposti da Matteo Renzi e dal Cav. Il nuovo logo è intestato direttamente al leader di Ap.

“Per una questione di serietà e di coerenza” Forza Italia non riaprirà le porte agli alfaniani. Lo ribadisce, confermando le parole dette ieri in prima persona da Silvio Berlusconi, anche Mara Carfagna in un’intervista al “Messaggero”, commentando le manovre di riavvicinamento che si stanno sviluppando in vista delle regionali in Sicilia del prossimo autunno. “Fi – puntualizza – non è un taxi, ma il cuore del centrodestra e ha funzionato benissimo come si è visto alle ultime Amministrative anche senza coloro che se n’ erano andati. Se chi se n’ è andato ha finalmente compreso che col Pd e coi suoi alleati è impossibile governare, vuole tornare per dare una mano, è giusto che trovi le porte del centrodestra aperte. Ma non sarebbe serio soprattutto nei confronti di chi è rimasto nel partito, resistendo spesso a pressioni importanti, fare finta di niente. Tornino pure col centrodestra, nei modi e nei tempi che riterranno più opportuni: saremo alleati e daremo al Paese un governo liberale e forte, capace di gestire le emergenze e risalire la china”. Considerando “possibile” l’intesa per un centro destra unito in Sicilia, Carfagna dice tuttavia che “la scelta politica di Alfano ci ha deluso e indebolito, ma se ritiene di poter contribuire alle elezioni siciliane per una vittoria del centrodestra, è giusto che possa farlo, come del resto ha già fatto in Lombardia o in Liguria. Se, invece, vuole proseguire il suo rapporto politico col Pd, si ritenga liberissimo: si ricordi, però, che finora non ha portato bene al suo partito né al Paese”.

“La necessità di una coalizione popolare” è il tema dell’iniziativa politica che Ciriaco De Mita ha deciso di assumere come occasione di riflessione sull’attuale contesto nazionale, ma anche come appuntamento di ricognizione per un’area politica che ha evidentemente bisogno di ritrovare riferimenti e luoghi di incontro. L’appuntamento si tiene da questa mattina a Napoli, presso Palazzo Caracciolo. All’incontro sono stati invitati direttamente dall’ex leader Dc i riferimenti nazionali delle forze politiche e dei movimenti che condividono una radice politica e culturale che è quella del popolarismo come cifra comune che può essere punto di contatto tra realtà oggi disorientate e frammentate. “L’iniziativa di Napoli – spiegano gli organizzatori – non è legata alla contingenza elettorale, ma nasce con l’obiettivo di recuperare un pensiero politico. Ha come motivazione, perciò, la necessità di porre a tutti i cattolici popolari, indipendentemente dall’attuale collocazione, una domanda in merito all’esigenza di recuperare la comune radice politica e culturale in una fase politica in cui è del tutto evidente che le principali forze politiche di sistema sono in una crisi irreversibile: il Pd, che non avendo l’argine di un pensiero comune, cede agli umori personali di chi lo guida, e Forza Italia, priva oggi di un vero radicamento e che sopravvive a causa delle condizione di debolezza del sistema. Quella di domani è, perciò, un’iniziativa aperta, assunta personalmente da Ciriaco De Mita. Solo domani si potrà verificare quanti si sono sentiti chiamati a rispondere a questa necessità che è innanzitutto di recupero di un pensiero politico”.

“Il Pd ha legittimato Renzi con le primarie, anche noi abbiamo bisogno di un confronto popolare con la nostra gente, superiamo il nostro complesso di inferiorita’ di centristi”. L’ ex ministro Gianpiero D’Alia, leader dei Centristi per l’Europa, intervistato dal Messaggero, lancia le primarie centriste: “Il tema non sono i nomi ma il metodo, Parisi fa il suo percorso, da De Mita non ho ricevuto alcun invito. Poi dico: il centro costruito attraverso piu’ sigle o accordi di palazzo non funziona”. “Con la discussione in corso della legge elettorale bisogna essere semplicemente consapevoli che si sta aprendo una fase nuova, noi guardiamo al futuro e vogliamo aprire un processo democratico con la nostra gente”, afferma, “noi ci presenteremo con quello che abbiamo fatto”. Quanto ad Angelino Alfano, D’Alia ritiene che “e’ stato un ottimo ministro e le critiche nei suoi confronti mi sembrano ingenerose. Bisogna, pero’, prendere atto della situazione e andare avanti”. Potremo vedervi a fianco del Pd? “Stiamo costruendo un’offerta politica ora, vogliamo ancorarci a un consenso popolare per poi presentarci in modo chiaro e univoco. Tutto il resto fa parte delle varie ed eventuali che non sono all’ordine del giorno oggi”, risponde.