Cesare Nosiglia

L’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, approfitta del tradizionale incontro di Natale con i giornalisti per tornare a spezzare una lancia in favore dell’accoglienza. Trasformare in clandestini i migranti finora accolti e accompagnati da chi si occupa di accoglienza, avverte, può essere pericoloso. “Con il Natale – afferma l’arcivescovo – Dio non ci ha dato dei regali o dei beni, ma un bambino, una persona da riconoscere e accogliere: il Natale deve essere quindi la festa dell’accoglienza, un valore che deve guidare le nostre azioni non solo in questo periodo ma sempre”. “Gli immigrati che noi abbiamo accolto, 300 a Torino e altrettanti fuori città – spiega – avevano tutti il permesso di soggiorno umanitario. Se non l’avranno più sara’ un grande problema, diventeranno clandestini, e questo e’ pericoloso”. “La difficoltà vera – aggiunge – non e’ tanto l’accoglienza, che in qualche modo si fa, ma il necessario percorso di accompagnamento verso l’indipendenza degli immigrati. Servono permessi di soggiorno adeguati e possibilità di lavorare. Non e’ una questione di carità ma di giustizia, e operare per un mondo piu’ giusto dovrebbe essere lo scopo della politica”.

“Un conto sono i servizi essenziali, altro tema e’ chiedersi se e’ proprio necessario fare la spesa la domenica o in alcuni giorni di festa importanti per la famiglia e la societa’, come la Pasqua ed il Natale”. L’arcivescovo di Torino monsignor Cesare Nosiglia, a margine di una conferenza stampa sul lavoro con il presidente del Piemonte Sergio Chiamparino, ribadisce la propria posizione sul tema del lavoro festivo e domenicale, dopo la mobilitazione dei sindacati all’outlet di Serravalle Scrivia. “Qui la questione e’ il primato dei soldi, del profitto rispetto ai valori. Valori che non sono economici e, quindi, dai piu’ considerati optional”. Oltre a questo per il vescovo di Torino, che si dichiara “solidale con i sindacati”, la questione riguarda “i ricatti a cui spesso sono sottoposti i lavoratori a cui si dice che se non si accettano certe condizioni ci sono altri disposti ad accettarle. Su questo e’ importante la presenza dei sindacati e anche della politica. Il rischio altrimenti è di costruire sempre piu’ una societa’ che mette al centro il profitto e non il bene comune, una societa’ che non regge”.