“Vogliamo occupare un pezzo di welfare attivo del Paese e grazie allo sport coltivare tanti sogni e tante speranze. Il nostro piu’ grande risultato sara’ quando saremo consapevoli di aver regalato un sogno, una speranza in piu’ a tanti ragazzi”. Lo ha detto il presidente del Cip, Luca Pancalli, rivolgendosi al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, oggi allo Stadio dei Marmi a Roma per incontrare il mondo dello sport riunito al Coni. “La sua presenza qui e’ per me un onore e ha un significato ancora piu’ importante – le parole di Pancalli – Testimonia l’attenzione, l’impegno e la vicinanza a tutta la famiglia dello sport italiano, ai suoi valori, alla funzione sociale e anche politica dello sport”. “Oggi, troppo spesso, nell’immaginario collettivo e’ ascritto a pura dimensione agonistica dove conta solo il risultato, la prestazione individuale. Ma vogliamo riappropriarci delle ragioni per cui lo sport e’ strumento di identita’ nazionale, di formazione, che partecipa all’educazione, per cui e’ strumento di integrazione e inclusione”. Pancalli riassume il concetto di sport “in due parole, cultura e diritto. Lo sport e’ un diritto e come tale bisogna creare le condizioni perche’ possa essere esercitato da tutti, qualunque sia la condizione fisica”. Ma “la missione del mondo paralimpico e’ aiutare a creare una cultura, mostrando un’immagine diversa della disabilita’ con i nostri campioni paralimpici sono espressione di un percorso virtuoso”. “Tanta strada e’ stata percorsa dalle Olimpiadi del 1960, si e’ parlato di paralitici, handicappati, invalidi, ma noi siamo orgogliosi di aver parlato di loro come atleti. Bisogna abbandondare qualsiasi aggettivazione per far assurgere al centro della nostra azione l’atleta”, ha detto ancora il numero uno del Cip.







