“Qualche giorno fa l’eurobarometro, per la prima volta, dal 2008, ci ha detto che mezzo miliardo di persone che vivono nei nostri confini, hanno riacquistato fiducia nelle istituzioni europee, e ci chiedono di affrontare e risolvere i problemi legati al terrorismo, all’immigrazione illegale e alla disoccupazione. La gente chiede un’Europa piu’ forte, ma questi problemi noi non possiamo risolverli che insieme ad altri”. Lo ha detto il presidente del parlamento europeo, Antonio Tajani, intervenendo al IV vertice dei presidenti dell’assemblea parlamentare dell’Unione per il Mediterraneo. “Problemi che riguardano anche tutti gli altri paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Dobbiamo lavorare insieme, la diplomazia parlamentare puo’ fare molto”, ha aggiunto.Dobbiamo puntare sulla formazione professionale e sugli scambi universitari per creare posti di lavoro e promuovere una classe dirigente capace – ha sottolineato Tajani -. I programmi Erasmus + e Erasmus per giovani imprenditori vanno utilizzati in questo senso. Abbiamo bisogno di creare crescita sostenibile e occupazione, tema del vertice di oggi. E PMI e imprenditori sono al centro di questa ambizione. La politica industriale europea puo’ quindi giocare un ruolo determinante per promuovere lo sviluppo economico nell’intera area, creando e promuovendo partenariati e scambi commerciali. Gia’ adesso alcuni programmi Ue per promuovere crescita e innovazione sono aperti agli altri Paesi del Mediterraneo. Con il prossimo bilancio Ue dobbiamo essere ancora piu’ ambiziosi e aprire alla partecipazione ai fondi strutturali a quei Paesi che hanno la volonta’ di approfondire il loro rapporto con l’Ue”. “Il Parlamento sta per approvare un nuovo Fondo per lo sviluppo sostenibile in Africa in grado di mobilizzare decine di miliardi. Nel prossimo bilancio Ue dovremmo incrementare queste risorse. Gia’ oggi Ue e Stati membri spendono oltre 20 miliardi di euro l’anno in Africa. Ma vi e’ un problema di qualita’ e impatto di questa spesa – ha aggiunto -. Dobbiamo concentrarci su azioni che portino a un vero sviluppo della base industriale, che creino opportunita’ per i giovani, facilitino lo sviluppo di una nuova imprenditoria africana, di posti di lavoro. Servono trasferimenti di tecnologie, specie nell’uso efficiente e sostenibile delle risorse. Lavorare su formazione e mobilita’ legale, con quote per studenti, ricercatori e lavoratori mediterranei. Infrastrutture di qualita’. Una robusta diplomazia economica”.