collegi

“In un sistema di almeno quattro, e magari più, grandi partiti sono quasi sempre necessari accordi di coalizione per formare le maggioranze di governo. Attraverso patti di programma, come fanno i tedeschi. Questa logica di coalizione, insita nel proporzionale, rispecchia la realtà politica italiana di oggi, corrisponde agli orientamenti dell’elettorato. Un partito non può pretendere di governare da solo se non ha la maggioranza dei voti in un sistema così diviso”. Così l’ex presidente della Consulta, Valerio Onida, intervistato da Repubblica. Secondo il professore bene fanno i partiti a eliminare la possibilità che restino esclusi dal Parlamento i vincitori in qualche collegio uninominale “perché sarebbe incostituzionale, e comunque costituirebbe un inganno per gli elettori”. Però sarebbe bene prevedere il voto disgiunto. E i collegi andrebbero ridisegnati tenendo conto dei dati aggiornati. Parola di Valerio Onida, ex presidente della Consulta e uno dei più autorevoli avversari della riforma bocciata dal referendum. Ma non di questa legge elettorale che anzi, a suo avviso, “consente di rispecchiare la realtà politica italiana di oggi”.

“Un misto di collegi e proporzionale è meglio dell’Italicum. Lo pensavo prima e lo penso adesso. Su quell’impianto ora bisogna lavorare ascoltando le ragioni degli altri perché la strada giusta è allargare il consenso, non mercanteggiare il voto di qualche senatore”. Così in una intervista a Repubblica Gianni Cuperlo (Pd).