commissione banche

La commissione d’inchiesta parlamentare sulle banche continua i lavori e domani si occuperà di Mps. “E’ ovvio che fare luce comporta chiarimenti spiacevoli, ma non possiamo nemmeno recitare la parte di Alice nel paese delle meraviglie”. Così il presidente Pier Ferdinando Casini, in un’intervista su ‘La Stampa’ di oggi.
“Abbiamo indagato sui due istituti veneti, domani inizieremo con Montepaschi di Siena, cioè il caso più rilevante sul piano sistemico”, dichiara Casini per il quale “Il nostro sistema bancario non può diventare terreno di conquista per la finanza internazionale”. Il presidente della commissione aggiunge che occorre “evitare che l’accertamento dei fatti diventi terreno di scontro da campagna elettorale, con tutta la strumentalità del caso” e in particolar modo “capire cosa non ha funzionato nella gestione degli istituti bancari coinvolti, se l’attività di vigilanza è stata idonea e tempestiva, fornire indicazioni per prevenire altri casi”.

“Dalla audizione di oggi con l’ex amministratore ora commissario liquidatore Viola emerge con chiarezza l’assoluta non credibilità del fatto che la procedura di offerta delle due banche venete sia stata aperta e trasparente”. Lo sostiene Enrico Zanetti, segretario di Scelta Civica e componente della commissione d’inchiesta sulle banche. “Sono i tempi stessi di apertura e chiusura della data room e di predisposizione e pubblicazione in gazzetta ufficiale di un decreto molto complesso a rendere evidente quello che ha combinato in quei giorni il Ministro Padoan dopo aver perso mesi su mesi”, aggiunge.