commissione di vigilanza Rai

“Come volevasi dimostrare, i vertici Rai in audizione in Commissione di Vigilanza continuano a sostenere di aver rispettato la legge sulla par condicio. Mi dispiace doverlo dire, ma avevo ragione a chiedere l’approvazione di precisi correttivi al regolamento sulla par condicio in vista del referendum costituzionale del 4 dicembre per garantire in concreto, attraverso modalita’ e procedure coerenti con la normativa, quella parita’ di accesso agli spazi informativi sino ad oggi palesemente squilibrati a favore di una sola parte, quella del Si’, prepotentemente rappresentata in ogni dove dalla propaganda pervasiva del governo”. Lo dichiara in una nota il senatore Luigi d’Ambrosio Lettieri (CoR), componente Commissione Vigilanza Rai. “Per questo avevo presentato alcuni emendamenti orientati in questa direzione – prosegue -, ma anche convintamente sottoscritto in sede di esame del regolamento in Commissione di Vigilanza Rai, insieme ai colleghi Crosio e Brunetta, la risoluzione a prima firma del collega Gasparri, che impegnava da subito le testate del servizio pubblico e tutti gli spazi informativi della Rai a tenere fuori dalla informazione sull’attivita’ di governo la propaganda per il si’ al referendum. La consueta ripartizione dei tempi relativi alla informazione politica secondo uno schema che assegna rispettivamente a governo, maggioranza e minoranze 1/3 degli spazi, infatti, non garantisce, come si e’ visto, di per se’ parita’, considerato che tutto il governo non perde occasione per sostenere le ragioni del Si’ al referendum, di qualunque argomento si tratti. I correttivi non ci sono stati e anche per questo il mio e’ stato un voto di astensione, non condividendo in toto il merito, ma anche il metodo adottato. I fatti non mi smentiscono. Anzi”.

La commissione parlamentare di Vigilanza Rai ha approvato la delibera di regolamento della par condicio nelle trasmissioni radiotelevisive del servizio pubblico per la consultazione referendaria del 4 dicembre. Il regolamento garantisce parita’ di accesso alle ragioni del Si’ e del No. La delibera entrera’ in vigore il giorno dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale. “Esprimo soddisfazione per l’approvazione all’unanimita’, oggi in Commissione di Vigilanza Rai, del regolamento sulla par condicio”. Cosi’ in una nota Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, che da giorni aveva sollevato la questione della parità di accesso alle trasmissioni Rai da parte dei diversi schieramenti a favore o contro la riforma costituzionale. “Quello che pero’ dobbiamo segnalare, – ha aggiunto – e’ il comportamento completamente spudorato della Rai che invece di aspettare l’approvazione del regolamento in Commissione di Vigilanza, ha consentito al premier Renzi di accomodarsi in esclusiva e senza contraddittorio nel salotto di Giletti della domenica di RaiUno. Era tanto difficile rispettare le regole per la Rai? Evidentemente si’”. Nei giorni scorsi il capogruppo azzurro a Montecitorio ha chiesto l’intervento del Consiglio d’Europa e dell’Osce, affinché venga svolto un monitoraggio sulla campagna referendaria che si concludera’ con la consultazione del 4 dicembre.

‘Il responsabile della sicurezza della Rai è stato selezionato e assunto grazie ad una società di cui è socio il padre, si tratta di un fatto gravissimo”. E’ quanto dichiara il deputato del partito democratico e segretario della Commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi, in un intervista al sito del quotidiano ‘Il Tempo’. “L’assunzione del chief security officer -prosegue Anzaldi, in riferimento a quanto scritto oggi dal ‘Fatto Quotidiano’- dell’azienda di Viale Mazzini è piena di punti che vanno verificati. E’ stato selezionato da una piccola società di cui il padre è socio. Sarebbe interessante sapere cosa pensa di questo Cantone, che certamente dovrà intervenire”. Per l’onorevole, riferisce il quotidiano, si tratta di una “parentopoli della quale dovranno rispondere il presidente, Monica Maggioni, e il consiglio di amministrazione”. E “non appena riprenderanno i lavori parlamentari -aggiunge Anzaldi- su questa vicenda tutta da chiarire farò una interrogazione parlamentare”.