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“Tra Banca d’Italia e Consob un confronto si impone, abbiamo registrato incongruenze e visioni diverse, credo sia nell’interesse di tutti arrivare alla verita’ con un accertamento preciso del quadro delle responsabilita’. Lo ha detto a Firenze il presidente della Commissione d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario, Pierferdinando Casini, parlando con i giornalisti a margine della presentazione di un libro su Giorgio La Pira. “Questo non significa prefigurare le conclusioni ma avere chiarezza, questo si’ e’ necessario”, ha detto Casini che ha incontrato in giornata anche l’ex premier Matteo Renzi e segretario del Pd. Il colloquio, a porte chiuse nella sede del consiglio regionale della Toscana, è durato una ventina di minuti. Renzi non ha voluto dichiarare nulla ai giornalisti al termine dell’incontro.

“Ora che la polemica sul rinnovo del Governatore si e’ placata, spero sia finalmente chiaro a tutti il senso della posizione del Pd sulle banche. Perche’ noi su questa partita facciamo sul serio, senza incertezze, fino in fondo. Non accetteremo che la verita’ su questa pagina sia scritta dalle fake news”. Così su Facebook Matteo Renzi, segretario del partito democratico.
“Noi diciamo che troppe cose non hanno funzionato, e gia’ ieri, nell’audizione di Banca d’Italia e Consob a proposito delle banche popolari venete, e’ emerso con chiarezza – almeno nella parte della discussione pubblica – che il sistema tecnico di vigilanza e controlli non sempre e’ stato all’altezza”, aggiunge. “Il nostro Pd non ha scheletri nell’armadio: siamo talmente liberi che vogliamo la verita’. Solo la verita’. E la vogliamo per rispetto di chi ha perso il lavoro per la mancanza di credito”. Continua il segretario dem in uno dei passaggi del suo post: “Chi ha sbagliato, paghi: non e’ populismo, e’ giustizia. Sono certo che i lavori di questa Commissione di Inchiesta saranno molto utili. Per il passato e per il futuro”.

“L’enorme difficolta’ dell’accesso al credito ha fatto aumentare l’usura a livelli insopportabili per un Paese industrializzato come il nostro. Fino al paradosso di un sistema criminale che si alimenta di questa scriteriata politica economica”. Lo afferma il senatore di Direzione Italia, Tito Di Maggio, membro della commissione Antimafia. “Aver dato soldi in modo occhiuto, ad imprese e imprenditori collaterali al mondo della politica e del potere in generale, tanto da determinare il dissesto del sistema bancario e con esso la dissipazione dei risparmi degli Italiani – dice Di Maggio – non puo’ piu’ essere un alibi ne’ per le banche, ne’ per il governo, che deve dare gli indirizzi di una politica economica sana ed efficiente. Far partire la Commissione di inchiesta sulle Banche e’ diventata una priorita’ assoluta per ridare fiducia ai risparmiatori e ancor piu’ – conclude Di Maggio – per ridare fiducia al sistema bancario stesso, al fine di fargli riassumere quel rischio di impresa del quale oggi non si ha piu’ notizia”.

“A fronte di un partito, il nostro, che da mesi si è messo a disposizione per la creazione di una legge elettorale equilibrata e condivisa da tutti, questa settimana i nodi su questa legislatura sono venuti al pettine. Pd e Movimento cinque stelle continuano a essere attraversati da profonde crisi di identità interne che non le rendono forze politiche credibili ogni qual volta si deve fare un accordo. Tra franchi tiratori del Pd e deputati grillini che credono di far parte di un gioco, si è consumata una bruttissima pagina della storia politica italiana”. Così in una nota il senatore di Forza Italia, Renato Schifani, che continua: “Non tutto è perso però. Renzi dice che non ci sono più i margini di un accordo. Noi siamo convinti che se i deputati Pd fanno pace al loro interno, con un paziente lavoro in commissione, si può trovare una formula che soddisfi tutti”.

Domani si riunirà per la prima volta la commissione consultiva per il contrasto all’evasione, elusione e frodi fiscali. La commissione, presieduta dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. ha il compito di individuare le strategie più idonee nella lotta all’evasione. Tra i partecipanti all’incontro, che si terrà al Tesoro parteciperanno, tra gli altri, il direttore dell’Agenzia delle entrate, il direttore dell’agenzia delle Dogane e Monopoli, il comandante generale della Guardia di finanza.

“I giovani non credono che lo Stato sia piu’ efficiente, dinamico, deciso e forte della mafia. E questo e’ il dato che piu’ mi ha allarmato”. Cosi’ il presidente della commissione regionale antimafia Nello Musumeci, sintetizza i risultati di una indagine sulla percezione del fenomeno mafioso e del concetto di legalita’ che ha coinvolto circa 150 studenti della scuola media. Lo studio, condotto sul campione di preadolescenti di quattro comuni siciliani (Barcellona Pozzo di Gotto, Capizzi, Palagonia, Paterno’), e’ stato diviso in due fasce d’eta’, una relativa alla scuola media inferiore e un’altra sulla popolazione studentesca universitaria, i cui risultati saranno diffusi la prossima settimana. “I risultati saranno presentati ai parlamentari, al governo, a presidente dell’assemblea, ai Comuni, alle scuole”, ha aggiunto Musumeci. “Ne’ i ragazzi interpellati ne’ i professori – spiega – erano a conoscenza che a condurre l’indagine e’ stata la commissione antimafia, per non condizionare i risultati della rilevazione”. “Secondo il campione analizzato – dice Orazio Ricciardello, del dipartimento di scienze della formazione dell’Universita’ di Catania, che ha curato la ricerca – il pizzo e’ considerato un comportamento piu’ grave del furto in un negozio, ma se si guarda alla risoluzione delle controversie quotidiane la mafia e’ considerata piu’ rapida, efficiente, decisa e forte dello Stato, nei confronti del quale i ragazzi hanno un atteggiamento misto a neutralita’ e indifferenza. Scarsa importanza, poi, viene attribuita al pagamento delle tasse”. Musumeci ha specificato che l’indagine e’ stata condotta, a titolo gratuito, salvo un rimborso spese per tre esperte che hanno collaborato alla fase successiva dell’indagine sul campione di 18-22 anni, “perche’ la politica e’ sobrieta’”, ha commentato.

L’Italia non ha presentato alcuna richiesta di proroga per la risposta alla lettera con cui Bruxelles ha chiesto all’Italia aggiustamenti di bilancio per rispettare il Patto di stabilita’ nel 2017. Così Annika Breidthardt, portavoce della commissione Affari economici dell’Ue, durante un incontro con i giornalisti. “Siamo ancora in attesa di una replica dettagliata alla lettera”, ha aggiunto riguardo alla risposta che dovrebbe arrivare entro il primo febbraio. Sempre a febbraio “la commissione europea presentera’ un’analisi paese per paese”, ha detto Valdis Dombrovskis vice presidente della Commissione Ue parlando nella conferenza sul semestre europeo al Parlamento. Secondo Dombrovskis il deficit della zona euro e’ passato “dall’1,8% all’1,5% quest’anno e senza ulteriori misure sara’ allo stesso livello nel 2018”. Per il commissario per gli Affari monetari Pierre Moscovici: “L’eredita’ della crisi continua a pesare sulla situazione occupazionale che migliora ma rimane critica specialmente tra i giovani”.

La commissione antimafia svolgerà audizioni sul calcio per fare chiarezza sulle infiltrazioni della criminalità organizzata. I parlamentari ascolteranno i presidenti di Federazione italiana gioco calcio (Figc), della Lega di serie A, della Lega di serie B e della Lega Pro e il presidente dell’Associazione italiana calciatori (Aic). Figc, Aic, Lega di serie A, Lega di serie B e Lega pro.
Il Comitato “Mafia e manifestazioni sportive” il 7 febbraio audirà la Procura di Torino. I pm, nel quadro dell’inchiesta ‘Alto Piemonte’ sulla ‘ndrangheta nel Nord-Ovest, hanno indagato sul business del bagarinaggio. “Al termine di quell’audizione decideremo se ascoltare i vertici della Juventus, non vogliamo ci sia alcun tipo di strumentalizzazione né vogliamo ovviamente sovrapporci al lavoro della giustizia ordinaria”, ha detto il coordinatore Marco Di Lello, deputato del Pd e segretario della Commissione Antimafia, come riporta l’Ansa. Il Comitato svolgerà anche un approfondimento sulla morte del ciclista Marco Pantani.

Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni incontrera’ a Palazzo Chigi, la Commissione di studio sul fenomeno della radicalizzazione e dell’estremismo jihadista. Alle termine dell’incontro, il ministro dell’Interno, Marco Minniti e il coordinatore della Commissione, Lorenzo Vidino, terranno una conferenza stampa alla presenza del presidente del Consiglio. La tematica e’ tra quelle considerate prioritarie dal governo. Nelle ultime settimane il governo ha potenziato i controlli e le collaborazione proprio per agire sul fronte della prevenzione oltre che su quello della professione