comunali 2012

‘Tutti i nodi vengono al pettine. Quando c’e’ il pettine’. Cosi Leonardo Sciascia. E per il M5S quella dello scandalo delle firme false al Comune di Palermo e i primi interrogatori dei Pm sono di certo una bella pettinata. Sono giovani i seguaci di Grillo e i capelli li hanno tutti. Certo, trincerarsi nel silenzio e avvalersi della facolta’ di non rispondere e’ un loro diritto. Ma per chi si impegna in politica e ha fatto della diversita’ e del binomio trasparenza-onesta’ la propria ragione sociale, il silenzio appare come una ammissione di colpevolezza. La peggiore. Chissa’ che questa vicenda non possa agevolare per il M5S il percorso verso il garantismo e il rispetto nei confronti degli altri. Ce lo auguriamo.

Oggi i primi interrogatori davanti ai pm dei primi indagati del Movimento 5 Stelle nell’ambito dell’indagine sulle firme false a Palermo per le comunali 2012. Si tratta di almeno otto pentastellati, tra cui alcuni parlamentari nazionali e regionali. Beppe Grillo nei giorni scorsi aveva invitato a dimettersi coloro che avessero ricevuto avvisi di garanzia. All’appello del leader M5S ha risposto un altro deputato dell’Assemblea regionale siciliana, Giorgio Ciaccio, il secondo dopo Claudia La Rocca, la parlamentare testimone del caso Palermo che ha collaborato con i magistrati e si e’ sospesa alcuni giorni fa. Ciaccio e La Rocca sono stati eletti all’Ars nel 2012. Intanto scoppia un altro caso Palermo. Convocati dai pm che indagano sul ‘caso M5s’, due testimoni, i cui dati si trovano negli elenchi delle firme copiate alle comunali per un errore nella lista, e quindi considerate false, avrebbero riferito di avere firmato nei banchetti dei pentastellati per il referendum sull’acqua del 2011 e non per il sostegno alle liste delle comunali del 2012.