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“L’Italia deve ritrovare coesione sociale a partire dai sindaci che sono gli altoparlanti della popolazione. Come primi cittadini non chiediamo soldi allo Stato ma la possibilita’ di governare in autonomia. E rispetto”. Lo ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, intervenendo ad Aosta ad una tavola rotonda organizzata nell’ambito della Scuola per la Democrazia, promossa da Consiglio regionale della Valle d’Aosta e dall’associazione ItaliaDecide. “Oggi per fare il sindaco – ha aggiunto – ci vuole coraggio, passione, competenza e amore per il proprio territorio. Per applicare la Costituzione ci vuole coraggio. A Napoli in sei anni siamo riusciti a recuperare importanti spazi senza avere risorse a disposizione”. Riguardo alle disposizioni introdotte per le manifestazioni, il sindaco di Napoli ha osservato: “Il nostro Paese non puo’ rinunciare alla cultura, alle feste popolari, e quindi la ricaduta politica finisce sugli amministratori che devono assumersi enormi responsabilita’”. Infine parlando delle Citta’ Metropolitane, Luigi de Magistris ha portato l’esempio delle sua citta’ “che ha soldi in cassa ma che non puo’ spenderli: cosi’ abbiamo deciso di sfidare il Governo svincolando l’avanzo libero per mettere in sicurezza strade e scuole, coinvolgendo tutte le forze politiche”.

“Il 50 per cento dei Comuni in dissesto finanziario, un sindaco espulso pochi mesi dopo le elezioni, due indagati per abuso d’ufficio su otto, faide interne: il quadro che emerge dalle amministrazioni targate M5s in Sicilia è disastroso e mostra quali sono le credenziali del partito di Beppe Grillo nel momento in cui aspira a governare la Sicilia. Per questo Cancelleri, Di Maio e Di Battista si vergognano dei loro sindaci e li tengono lontano dalla campagna elettorale. La conferma arriva da un’inchiesta del Sole 24 Ore, che ha scavato sull’attività dei sindaci cinque stelle siciliani e ha svelato la totale inadeguatezza della classe dirigente locale M5s”. Lo scrive su Facebook il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi, a proposito dell’inchiesta del Sole 24 Ore intitolata “Sicilia, gli otto comuni a Cinque Stelle tra dissesti e faide interne”. “Su 9 Comuni vinti dai cinque stelle in Sicilia – aggiunge Anzaldi – 4 sono in dissesto finanziario (Bagheria, Porto Empedocle, Favara e Augusta), due primi cittadini sono sotto inchiesta della magistratura per abuso d’ufficio (Alcamo e Bagheria), il sindaco di Gela è stato espulso e quindi continua a governare disconosciuto dal suo stesso partito, a Ragusa si sono dimessi già tre assessori e la Giunta si regge per un solo voto dopo faide e scontri interni. A Bagheria il sindaco, cresciuto in una casa abusiva e con un assessore dimesso proprio per un’inchiesta per abusivismo, si è dovuto scusare dopo un servizio delle Iene, ma il partito lo ha premiato: il suo regolamento per garantire sanatorie a chi vive in una casa abusiva è diventato il modello M5s a livello nazionale! Altro che ambientalismo, sicurezza delle abitazioni e tutela del paesaggio. Ad Augusta il sindaco M5s ha dato il via libera all’hot spot per i migranti, andando nella direzione opposta rispetto alla linea predicata da Grillo e Di Maio: e la campagna di Cancelleri lo ha escluso dal tour elettorale. Insomma: a livello nazionale e nelle trasmissioni tv dicono una cosa, ma quando poi sono chiamati a governare in prima persona fanno l’opposto. Esattamente come a Roma con Virginia Raggi”.

“I Comuni italiani e Anci sono contenti per l’approvazione di una legge aspettata e necessaria per garantire la salute di tutti i piccoli cittadini e cittadine che frequentano le scuole italiane”. Cosi’ Cristina Giachi, presidente commissione Istruzione dell’Anci e vicesindaca di Firenze, che aggiunge: “Avremmo voluto che alcune delle nostre richieste fossero state accolte. Si trattava di emendamenti che avrebbero reso piu’ semplice per le famiglie presentare la certificazione e la documentazione necessaria. Purtroppo nessuno e’ stato accolto”. “Faremo del nostro meglio per rispettare il dettato normativo, ma non vi e’ dubbio che siamo in seria difficolta’ per quanto riguarda i tempi e le modalita’ previste dal decreto convertito; per questo – conclude Giachi – speriamo che si definiscano modalita’ attuative che sgravino i troppi compiti assegnati ai comuni”.

La Camera dei Comuni del Regno Unito ha approvato la legge che autorizza il governo britannico ad avviare i due anni di negoziati per l’uscita dall’Ue. La legge è stata approvata con 494 voti a favore e 122 contrari. Il testo passerà adesso al vaglio della Camera dei Lord.

Al via la distribuzione del bonus di 500 euro ai Comuni per ogni richiedente asilo ospitato, come prevede il decreto fiscale che stanzia complessivamente 100 milioni di euro. Per Matteo Biffoni, sindaco di Prato e delegato Anci all’Immigrazione, il provvedimento è “un segno di attenzione che il Governo Renzi ha dato ai sindaci, che ogni giorno si assumono la responsabilita’ della gestione di un fenomeno complesso”. Ai Comuni le somme sono assegnate calcolando le presenze in tutte le diverse tipologie di centri di accoglienza rilevate alla data del 24 ottobre scorso. Risorse aggiuntive vengono riconosciute ai Comuni sede di porti di sbarco e di hotspot. Il contributo deciso dallo scorso Governo è nato con l’obiettivo di incentivare i Comuni all’accoglienza, un numero basso al momento.

“Non si puo’ dire Italia senza dire campanile, senza dire piazza, municipio, comune, non si puo’ dire Italia senza dire sindaco. Il sindaco e’ la homepage del nostro Paese. Il cittadino quando pensa allo Stato subito vede il sindaco”, dice il ministro dell’interno Angelino Alfano, in aula a Montecitorio durante l’incontro con i primi cittadini sulle emergenze da affrontare nel Paese, organizzato dalla Camera dei deputati in collaborazione con l’Anci. E nel suo intervento parla anche dell’immigrazione che molti comuni vivono in primo piano. “C’e’ stato un giorno di tre anni fa in cui scegliere che l’Italia essere – dice il ministro – Quando sono morte al largo di Lampedusa piu’ di 300 persone. “Potevamo essere – ricorda Alfano – l’Italia dell’indifferenza, dell’ignavia, dell’accidia. Abbiamo scelto di essere un’altra Italia: quella del lavoro e della fatica del coraggio. Lo abbiamo scelto perche’ ci sono momenti in cui tra una cosa utile per te, ma sbagliata, e la cosa giusta che magari ti fa perdere voti, tu scegli la cosa giusta, ma non quella sbagliata. Per noi la vita umana viene prima di ogni altra cosa”, dice il ministro, e a proposito della questione migranti rivolto ai sindaci aggiunge: “Credo che anche un piccolo comune di 1000 abitanti possa reggere 2-3 migranti. Cosi’ come credo che uno di 10.000 possa reggerne 20-30. E’ cio’ che stiamo chiedendo. Nulla di piu'”. Il titolare del Viminale riserva una stoccata all’Unione europea: “L’Europa aveva preso l’impegno a prendersi 50mila migranti dall’Italia. Non lo ha fatto, sono amareggiato ma da europeista convinto non credo che l’Europa possa essere abbandonata”.

“Si tornerà a fare i concorsi, una cosa che è mancata in questi anni”, Così il presidente del Consiglio Matteo Renzi all’assemblea dei sindaci Anci a Bari in cui ha parlato della Legge di stabilità. “Possiamo immaginare di avere tra infermieri, forze ordine e spero medici, 10 mila unità. C’è fame di lavoro”, ha detto il premier, spiegando che “Ci sono palazzi romani in cui il turn over va bene al 25 per cento ma per le forze dell’ordine e per gli infermieri, professioni così impegnative, un segnale ci sarà”. Nel suo intervento ha fatto un riferimento al cambiamento culturale nella pubblica amministrazione, prendendo spunto dall’attore comico Checco Zalone: – “Una delle sfide più importanti – ha detto Renzi – è il rapporto con la Pa e i nostri dirigenti, la fiducia è fondamentale. Deve essere un valore servire lo Stato, l’impiegato pubblico deve sentire l’onore del servizio. Va rottamata la filosofia Checco-Zaloniana e sfidare chi lavora con noi, dicendo che devono sentire l’orgoglio di servire il tricolore. Chiaro, poi bisogna anche sbloccargli i contratti ma va rovesciato l’approccio che c’è stato finora”.