concessione

“L’opinione dell’Antitrust è che la separazione contabile tra servizio pubblico finanziato interamente col canone e programmi finanziati con la pubblicità abbia funzionato male e che sia difficile renderla efficiente dal punto di vista tecnico”. Lo ha detto Giovanni Pitruzzella, presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Antitrust), rispondendo ad Alberto Airola e al presidente Roberto Fico nell’’audizione in commissione di Vigilanza Rai nell’ambito dell’esame dello schema di dpcm sull’affidamento in concessione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale, con l’annesso schema di convenzione. Ha continuato Pitruzzella: “Bisognerebbe raggiungere una separazione societaria: due società distinte, con bilanci distinti, e consentiranno di verificare quali costi si sopportino, per quali obiettivi. In questo modo c’è una maggiore accountability nei confronti del pubblico, che saprà per quali finalità i suoi soldi sono spesi”.

“Dopo 22 anni approvata la nuova concessione Stato-Rai. Una occasione per rilanciare il servizio pubblico”. Lo ha scritto su Twitter il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, ha deliberato la concessione in esclusiva alla Rai, per una durata decennale, dell’esercizio del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale sul territorio nazionale e ha approvato l’annesso schema di convenzione, recante le condizioni e le modalita’ di tale esercizio, che sara’ successivamente stipulato tra il Ministero dello sviluppo economico e la societa’ concessionaria. Questi atti, unitamente alla relazione del Ministro dello sviluppo economico sugli esiti della consultazione pubblica avviata a maggio relativamente agli obblighi del servizio pubblico, saranno trasmessi alla Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, che dovra’ rendere il parere entro trenta giorni. “Alla Rai – si legge in una nota del sottosegretario allo sviluppo economico con delega alle Tlc, Antonello Giacomelli – e’ chiesto un nuovo piano editoriale con la riforma dell’informazione, piu’ sostegno alle produzioni italiane e alla loro valorizzazione internazionale, una razionalizzazione necessaria di reti e canali, produzioni e programmi in lingua inglese e per tutte le piattaforme. Su questi punti che riprendono le linee guida approvate nel 2015 dal governo Renzi deve finalmente prender corpo un nuovo progetto editoriale che punti ad un servizio pubblico innovativo e universale. Non meno importanti i precisi richiami ad un piu’ attento efficientamento dei costi, alla valorizzazione delle professionalita’ e delle risorse interne, ad un uso leale e corretto della pubblicita’”.