condanna

Una serie di riscontri tecnici, non smontati dai consulenti di parte, oltre a una serie di sms e mail” provano il furto, allo scopo di venderle, delle foto scattate nel 2010 alla festa per il 32esimo compleanno di Elisabetta Canalis nella villa sul lago di Como di George Clooney. Lo ha spiegato il pm di Milano Grazia Colacicco, che oggi, al termine della requisitoria, ha chiesto che i blogger Gianluca Neri, Selvaggia Lucarelli e Guia Soncini, accusati di avere rubato segreti e immagini a personaggi dello spettacolo attraverso presunti accessi abusivi nei loro account di posta elettronica, vengano condannati, rispettivamente, a un anno e due mesi, a un anno, e a dieci mesi di reclusione. L’inchiesta era nata dalla denuncia di sottrazione di un set di immagini – scattate quasi 7 anni fa alla festa per i 32 anni dell’ex fidanzata di Clooney – presentata da Felice Rusconi, marito della showgirl Federica Fontana. Foto che, secondo l’accusa, sarebbero state sottratte in modo fraudolento per tentare di essere poi rivendute, alla cifra di 120 mila euro, al settimanale ‘Chi’. Secondo il pm, mentre Soncini era coinvolta “dal punto di vista morale, ma senza il dolo specifico”, sia Lucarelli sia Neri hanno partecipato “attivamente” alla tentata vendita delle foto. In particolare il ruolo di Neri, noto blogger conosciuto come ‘Macchianera’, secondo Colacicco, è stato “predominante dal punto di vista tecnico, nonostante non ci sia la pistola fumante, ovvero la prova forense del suo accesso all’account di Federica Fontana”. Gli avvocati Marco Tullio Giordano e Giuseppe Vaciago, legali delle parti civili Federica Fontana ed Elisabetta Canalis, hanno chiesto una provvisionale di diecimila euro per il risarcimento dei danni. L’udienza è stata rinviata al 27 marzo per gli interventi delle difese.

“Nel Tribunale d’appello c’era un giudice che era stato in politica per 20 anni, Giannicola Sinisi, parlamentare dello schieramento opposto al mio, che e’ stato anche sottosegretario nel governo Prodi e quando al governo c’era Napolitano, dico Napolitano, come ministro dell’Interno. Ed e’ stato proprio lui il giudice che mi ha di fatto condannato, capovolgendo la sentenza di primo grado e aumentando la pena per farmi incorrere nella legge Severino” che prevede la decadenza dal mandato di parlamentare in caso di condanna a piu’ di due anni per reati contro la Pubblica Amministrazione.  A sottolinearlo e’ il senatore di Fi Augusto Minzolini durante l’udienza pubblica della Giunta per le Immunità del Senato che a breve dovrà pronunciarsi sulla revoca del suo mandato di senatore perché condannato a due anni e sei mesi per peculato. “Come si puo’ accettare che un magistrato che e’ stato in politica torni a giudicare un suo avversario? – chiede Minzolini quando gli viene data la parola per difendersi – Violante non si e’ mai sognato di tornare in magistratura. La questione e’ anche quella di preservare il potere politico da quello giudiziario”. Minzolini poco prima aveva ricordato come tra il primo grado in cui venne assolto dall’accusa di peculato per aver usato la carta aziendale della Rai per “fini personali” e il secondo in cui venne condannato avvennero vari fatti tra cui quello di essere stato “eletto in Parlamento”; che “il giudice del lavoro aveva obbligato la Rai a restituirmi i soldi”; aveva “polemizzato con Napolitano teorizzando il suo impeachment”; “avevo votato contro le riforme Renzi in contrasto con il mio gruppo”.

Il tribunale di Ivrea ha condannato a 5 anni e due mesi Carlo De Benedetti imputato nel processo per le morti da amianto fra gli ex operai Olivetti. L’accusa aveva chiesto nei suoi confronti 6 anni e 8 mesi per omicidio colposo e lesioni. Il giudice Elena Stoppini ha pronunciato in tutto 13 condanne. A Franco Debenedetti ha inflitto 5 anni e due mesi. All’ex ministro Corrado Passera un anno e 11 mesi. Fra i tre assolti figura Roberto Colaninno, che era chiamato in causa per un solo caso di lesioni colpose. Si avvicinano ai due milioni gli indennizzi – a titolo provvisorio – alle parti civili del processo Olivetti terminato oggi a Ivrea. E’ quanto si ricava dal dispositivo della sentenza del giudice Elena Stoppini. Le somme dovranno essere versate “in solido” dagli imputati condannati, a seconda delle singole posizioni, e da Telecom, chiamata in causa come responsabile civile. Le provvisionali (un acconto sul risarcimento complessivo) sono state attribuite alle persone fisiche e all’Inail, per la quale il totale supera i 710 mila euro. Le altre parti civili, fra cui enti territoriali, sindacati e associazioni, potranno attivare una causa giudiziaria. De Benedetti, parla di sentenza ingiusta – “Sono stupito e molto amareggiato per la decisione del Tribunale di Ivrea di accogliere le richieste manifestamente infondate dell’accusa. Sono stato condannato per reati che non ho commesso”. Così Carlo De Benedetti commenta la sentenza del processo Olivetti. De Benedetti annuncia che presenterà ricorso in appello, “fiducioso della totale estraneità rispetto ad accuse tanto infamanti quanto del tutto inconsistenti”. “Sono stato condannato per reati che non ho commesso – afferma De Benedetti – come ha dimostrato l’ampia documentazione prodotta in dibattimento sull’articolato sistema di deleghe vigente in Olivetti e sul completo e complesso sistema di tutela della sicurezza e salute dei lavoratori, da me voluto e implementato fin dall’inizio della mia gestione. I servizi interni preposti alla sicurezza e alla salute dei lavoratori e alla manutenzione degli stabili non mi hanno mai segnalato situazioni allarmanti o anche solamente anomale in quanto, come emerso in dibattimento, i ripetuti e costanti monitoraggi ambientali eseguiti in azienda hanno sempre riscontrato valori al di sotto delle soglie previste dalle normative all’epoca vigenti e in linea anche con quelle entrate in vigore successivamente. E’ stato inoltre ampiamente dimostrato in dibattimento che la società non ha sicuramente acquistato talco contaminato da fibre di amianto fin dalla metà degli anni ’70”. “Sono vicino alle famiglie dei lavoratori coinvolti ma ribadisco ancora una volta che durante la mia gestione l’Olivetti ha sempre tenuto nella massima considerazione la salute e la sicurezza in ogni luogo di lavoro”.