Confalonieri

“Si tratta di una scalata ostile non solo dal nostro punto di vista, ma anche da quello della politica. Ci ha fatto molto piacere il sentirci appoggiati anche dalle istituzioni, perché si è capito che c’è della sostanza, qui non c’è in gioco solo l’italianità e l’inno di Mameli, ma anche l’interesse nazionale”. Così il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, parlando ai microfoni di Rainews24, a margine dell’appuntamento di Confindustria Piacenza “Conversazione con…”. “Avendo rotto questo contratto il titolo Mediaset in Borsa si è abbassato, Vivendi ha comprato azioni, e ha comprato a prezzo basso, e alla fine sono arrivati ad avere il 20% del capitale di Mediaset, ergo non mi sembra che sia cosi’ amichevole questo modo di procedere – spiega – Ci sono già delle mosse di Fininvest in Procura, è partita un’azione legale e vediamo cosa succederà: Fininvest si è difesa, raggiungendo il 38 per cento delle quote di Mediaset e vediamo poi cosa succederà”.

“Berlusconi si sta riprendendo bene”,  dovrebbe “tornare al suo ruolo di leader politico. So che tanti che gli sono vicini non la pensano cosi’, ma sono convinto che il Paese abbia ancora bisogno di lui”. Lo dice Fedele Confalonieri, presidente Mediaset e amico di lunga data di Silvio Berlusconi, in una intervista a La Stampa in cui, sulle voci di una sua gestione diretta di Forza Italia insieme con Gianni Letta e Niccolo’ Ghedini, minimizza: “Ma va’, tutte storie, non e’ vero niente”. Sulle condizioni di salute dell’ex premier, Confalonieri dice che “la ripresa e’ incoraggiante”. “Hanno abusato delle sue forze”, sottolinea, “facendogli fare comizi anche in piccoli centri quando gia’ aveva problemi alla valvola mitralica”. Per Forza Italia, Confalonieri dice di immaginare “un partito strutturato in maniera piu’ tradizionale, con un’organizzazione chiara, un congresso in cui far confrontare le varie posizioni. Un’arena in cui ci sia competizione e faccia emergere i piu’ capaci. Con Berlusconi a fare il coach, un po’ come Antonio Conte”. In questa fase, sottolinea, l’obiettivo dovrebbe essere quello di “sostenere il governo. Il Cavaliere non la pensa cosi’, ma io sarei per qualcosa che somigli al Nazareno. Per fronteggiare i grandi problemi che abbiamo ci vuole una base ampia. Chi, come noi, e’ di spirito liberale, in una fase come questa deve pensare al dialogo. Non mi spingo a evocare la ‘grosse koalition’ alla tedesca, ma guardiamo soltanto a che cosa succede in Spagna. Per uscire dalla paralisi i due partiti tradizionali dovranno lavorare insieme, e’ l’unica strada”. “Ho sentito D’Alema in tv, molto duro contro Renzi. Io invece dico che dovremmo dargli ancora fiducia, in fondo non ha fatto male”, aggiunge Confalonieri. “Penso ad esempio al Jobs Act. E poi, con tutti i comunisti che ha tolto dalla scena, quelli di Forza Italia dovrebbero ringraziarlo. Battute a parte, oggi governare e’ diventata un’impresa complicata , come districarsi nel Labirinto di Creta”. La Brexit? “Il problema dell’Europa e’ che si e’ allargata troppo. Mancano leader veri, dominano i funzionari, piccoli burocrati che si perdono intorno ai regolamenti perdendo di vista obiettivi piu’ alti”, “oggi personaggi inadeguati rischiano di sprecare tutto”.