Ancora in evidenza sulla stampa britannica il discorso di Theresa May, premier del Regno Unito e leader dei conservatori, al congresso annuale del suo partito. Secondo la lettura di “Bagehot”, la rubrica del settimanale “The Economist” dedicata agli affari interni, l’intervento segnala una svolta verso una direzione lontana dal pensiero liberale. Le sue parole hanno investito come un bulldozer un assunto della politica nazionale: la sinistra ha vinto le battaglie sociali degli ultimi decenni; la destra quelle economiche, col risultato di un liberalismo orientato al libero mercato combinato con tendenze culturali piuttosto progressiste. May sta portando i Tory a sinistra sull’economia; nel frattempo, socialmente, li sta spostando piu’ a destra. La svolta non piace all’editorialista del quotidiano conservatore “The Times” Philip Collins, secondo il quale il voto per la Brexit non da’ a May il mandato per imporre un nuovo programma e indulgere in politiche non liberali senza essere passata per una vittoria elettorale. Un editoriale non firmato di “The Telegraph”, altra testata conservatrice, esorta la premier a non colpire le imprese nel suo tentativo di rendere piu’ attraente il partito.