consiglio nazionale

“Di fronte alla pressione dei mercati e alla richiesta sempre piu’ pressante di sovranita’ da parte dei popoli occidentali, occorre riallacciare quel patto sociale nazionale che e’ fondamento stesso della politica e dello Stato e che vede come ultimo fine il benessere generale, presente e futuro, della nazione”. Cosi’, in un passaggio della sua relazione, il segretario generale dell’Ugl, Francesco Paolo Capone, ha aperto i lavori del Consiglio nazionale. “Benessere – ha spiegato – inteso come sicurezza economica e lavoro dignitoso, diritto alla salute e ad un ambiente sano, ricerca scientifica, innovazione tecnologica, crescita culturale e prospettive di vita dignitose e sicure”. Per Capone significa “continuare a combattere contro le delocalizzazioni selvagge, combattere l’ultra liberismo nella disciplina del lavoro semplificata nel Jobs Act, puntare sull’alternanza scuola-lavoro, contrastare l’austerity, gli sprechi e i privilegi. Tutto cio’ si puo’ fare solo con un ulteriore salto di qualita’ da parte nostra, individuando anche con quali forze trovare convergenze, ognuno nel rispetto del proprio ruolo ed e’ per questo che oggi ho deciso di partecipare alla manifestazione ‘Italia Sovrana’. Sara’ fondamentale – ha detto in conclusione Capone – l’avvio da febbraio della nostra Conferenza programmatica che rappresenta la necessaria fase di dibattito precongressuale per costruire una piattaforma di rilancio della Ugl. In questa stessa ottica va inquadrata la creazione di una Scuola di formazione con un progetto di sviluppo delle conoscenze e delle competenze dei nostri quadri sindacali all’altezza delle sfide che ci attendono”.

‘Il 90 per cento del paese e’ a rischio sismico, ma chiaramente tutta la fascia lungo la dorsale appenninica si trova in zona uno ed e’ piu’ problematica. Oggi per volonta’ del governo dovrebbe cominciare un percorso per pianificare le emergenze ed attuare una seria prevenzione”. Cosi’ Francesco Peduto, presidente del consiglio nazionale dei geologi, interpellato a margine della riunione a Palazzo Chigi per la messa a punto del progetto “Casa Italia”. Peduto spiega che i geologi suggeriscono “di cominciare dalla fascia sismica numero uno, quella a cavallo dell’Appennino. Man mano che ci sia allontana- osserva- diminuisce il grado di sismicita’ ed il rischio e’ teoricamente minore. Ma bisogna cominciare a lavorare da adesso”.  Per quanto riguarda le risorse di spesa pubblica che possono essere destinate al progetto, Peduto ricorda che “sono circolate tante cifre in questi giorni, che vanno dai 100 mld ai 300 mld, ma sono tutte virtuali perche’ basate su dati statistici e non su dati reali. L’importante- conclude- e’ la volonta’ politica di iniziare questo percorso, l’importante e’ partire, altrimenti ci troviamo sempre a dire le stesse cose”.