Consip

“Noi di Mdp non voteremo mozione sfiducia del M5S per Lotti: giuridicamente non spetta a noi decidere, ma dal punto di vista dell’opportunita’ politica credo che per mettere in sicurezza il governo, sarebbe appropriato un passo di lato da parte del Ministro dello Sport”. Lo dice Davide Zoggia, ex Pd ora tra i fondatori del MDP, oggi al programma di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora, condotto da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari. Tanto per esser chiari: non voterete la sfiducia ma per voi Lotti si dovrebbe dimettere. Giusto? “Esatto, e’ corretto”.

“C’è un assedio continuo. Tutti i giorni. Anche alla mia vita privata. Ma io non sono nessuno. Non sono mai entrato nemmeno in politica”. Così Tiziano Renzi, intervistato dal Corriere della Sera sul suo coinvolgimento nell’inchiesta Consip, in cui è indagato per traffico di influenze illecite. “Scrivete cose che non esistono”, continua il padre dell’ex presidente del consiglio Matteo Renzi, “Uno si incontra per lavoro a Fiumicino con un possibile fornitore e che esce fuori? L’incontro segreto! L’uomo del mistero!”. Sull’incontro nell’area riservata dell’aeroporto, Tiziano Renzi spiega che “era un incontro di lavoro” e che il suo interlocutore “Si chiama Comparetto. Lo sa chi è? È il terzo gestore postale del Paese. La sua azienda, la Fulmine Group, riunisce 250 operatori del settore. Non è proprio un mister X”. Con lui, continua, ha parlato “di la-vo-ro. Io mi occupo anche di spedizioni porta-a porta. Lui è un mio interlocutore. Ma voi vedete il male ovunque».

“Essere garantisti non e’ un concetto astratto. C’e’ scritto nella Costituzione, articolo 27. Per questo mi fa ridere chi, come Speranza o Cuperlo, dice di Lotti: “Sono garantista, ma…”. Svendono un valore fondante della sinistra per colpire Renzi, ma non mi meravigliano: e’ gente abituata a cambiare spesso idea…”. Lo afferma a Repubblica Ernesto Carbone del Pd. Alla domanda se quanto emerso dall’inchiesta Consip non sia sufficiente per suggerire un passo indietro di Luca Lotti, Carbone replica: “Parliamo di politica o giustizia? Se parliamo di giustizia, ho gia’ detto. Se parliamo di politica, allora chiedo agli ex amici come Speranza: davvero il problema e’ un avviso di garanzia a Lotti? In questa vicenda, almeno a leggere i giornali, non c’e’ nulla: ne’ corruzione, ne’ giro di denaro, nulla. Chi militava nel nostro partito fino a tre giorni fa, oggi strumentalizza un’inchiesta: mi sembra un atto umanamente molto basso”.

“Penso che il ministro Luca Lotti, che io conosco e reputo una persona perbene, abbia diritto come tutti i cittadini italiani a essere riconosciuto innocente fino a prova contraria quindi non c’e’ nessuna ragione per cui si debba dimettere”. Cosi’ l’ex ministro alla Giustizia ed ex sindaco di Torino, Piero Fassino (Pd), parlando a margine di un incontro politico a Montelupo Fiorentino (Firenze), paese di origine di Lotti, dove in platea sedeva anche il padre del ministro, Marco. “Bisogna separare nettamente giustizia e politica – prosegue Fassino – i magistrati sono chiamati a compiere il loro lavoro, la politica invece deve occuparsi dei problemi del Paese. Nel Pd ognuno ha diritto di sostenere le opinioni che ritiene, ma a mio avviso il ministro Lotti non deve lasciare l’incarico. Tra l’altro le vicende di cui parliamo sono note da mesi e mesi, quindi non si capisce perche’ adesso si dovrebbe dimettere, visto che ha proseguito la sua attivita’ ministeriale con scrupolo e impegno, e nessuno ha avuto obiezioni su questo”.

La bufera legata alle indagini sulla Consip continua a scuotere il Partito Democratico e di conseguenza anche il governo. A sostenerlo è l’Ansa. “Nonostante il premier Paolo Gentiloni continui a tenere ben separate le strade dell’esecutivo dalle vicende legate al suo partito (“sono concentrato sul governo, abbiamo una maggioranza solida e riforme da fare”, ha detto oggi a Catania) ed il ministro della Giustizia Andrea Orlando, sfidante di Renzi alla primarie, abbia difeso Luca Lotti (“deve restare al suo posto”), proprio tra i Dem qualche ‘crepa’ inizia ad intravedersi. Nessun distinguo, ma la richiesta di un “maggiore coinvolgimento della comunita’”. A chiederlo e’ Francesco Boccia, fedelissimo di Michele Emiliano che in un messaggio ad Ettore Rosato, capogruppo Dem alla Camera, propone che ci sia una riunione tra i deputati ed il ministro dello Sport Luca Lotti: “Una scelta di questo tipo sono convinto che potra’ aiutare tutti a capire meglio quello che e’ successo e a far percepire all’esterno che ogni nostra decisione e’ figlia di un confronto vero”. Ma, l’inchiesta Consip e l’interrogatorio ieri di Tiziano Renzi, aprono un altro fronte, che va oltre la politica e tocca in realta’ il piano personale dell’ex presidente del Consiglio. In un lungo post sul suo blog, Renzi intima a Beppe Grillo di “non permettersi di parlare” del suo papa’. Poche ore prima infatti il leader del Movimento Cinque Stelle aveva duramente criticato l’ex segretario del Pd per una frase detta proprio su suo padre nel corso della trasmissione Otto e Mezzo. Il riferimento e’ a quella “doppia pena” di cui aveva parlato l’ex segretario Dem nel caso di un’eventuale colpevolezza di suo papa’ Tiziano: “L’unica notizia vera – attacca il leader pentastellato – e’ la frase piu’ infelice e stupida della storia, quella del rottamatore che riusci’ a rottamare solo il padre”. Dura la replica dell’ex capo del governo: “Buttati come sciacallo sulle indagini, se vuoi, caro Grillo. Ma non ti permettere di parlare della relazione umana tra me e mio padre”. A fare quadrato intorno a Renzi e agli esponenti Dem ci pensano i ministri dell’Esecutivo. E oltre Orlando anche Maurizio Martina e’ pronto a fare muro: “Dobbiamo avere piena fiducia in Lotti”, mette in chiaro il ministro dell’Agricoltura. Sul piede di guerra invece i partiti di opposizione. Al di la’ di Forza Italia che si chiama fuori dalla conta per la sfiducia ricordando di non aver mai votato sfiducie individuali, il resto dell’opposizione e’ pronta a valutare diversi scenari. Il Movimento Cinque Stelle ha gia’ fatto sapere di voler depositare una mozione di sfiducia sia alla Camera che a palazzo Madama e Alessandro di Battista ribattezza il Giglio Magico “crisantemo morente”. Arturo Scotto di Democrazia e Progresso chiede che vengano “ritirate le deleghe a Lotti” e parla di “grave allarme” e di “preoccupazione molto forte per l’irresponsabilita’ di un Pd che non vede la grave frattura morale che rischia di aprirsi in relazione alle dichiarazioni sulla vicenda Consip”. E un invito a valutare il passo indietro del ministro dello Sport arriva anche da Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana” (fonte Ansa).

“Ormai il vero sindaco di Roma Beppe Grillo è costretto ogni giorno a raccontare frottole ai cittadini sul voto anticipato e sui vitalizi, che non esistono più, per distogliere l’attenzione dai disastri che sta provocando il M5s nella capitale. Una strategia disperata, che non servirà a nascondere l’immondizia, le buche, la criminalità dilagante e i disservizi che ogni giorno colpiscono i cittadini romani e stranieri. Il comico genovese alzi bandiera bianca e, per il bene di Roma, dica al vicesindaco Virginia Raggi di dimettersi. Se dobbiamo essere amministrati da un comico, meglio Crozza”. Lo ha dichiarato il deputato di Ala-Sc, Marco Marcolin.

“La vicenda Romeo e Tiziano Renzi, Consip, l’arresto dell’imprenditore con l’accusa di corruzione sono fatti gravi. Per noi vale, come sempre, il principio di presunzione di innocenza, sancito all’art 27 della Costituzione. Alla magistratura, di cui rispettiamo il lavoro, chiediamo di fare presto, di evitare frasi generiche e generalizzazioni che esulano il perseguire doveroso di reati puntuali con prove evidenti”. Lo afferma il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, fondatore del Movimento Democratici Progressisti, in un post su Facebook. “Ma dal punto di vista politico – sostiene Rossi – non si può che avere un sentimento di amarezza e dolore. Emerge, se i fatti verranno confermati, un quadro di rapporti opachi, di relazioni distorte e improprie tra affari e politica, dove a fare la parte della vittima è il principio di imparzialità nell’operato della pubblica amministrazione, sancito anch’esso nell’articolo 97 della Costituzione”. “La politica deve stare lontana dalle gare, dalle aste pubbliche e dai concorsi. Deve proporsi di non interferire – dichiara Rossi – Deve avere un sacro timore della possibilità, anche solo con comportamenti sbagliati e superficiali, di violare le leggi che regolano il corretto funzionamento della cosa pubblica”.

Arresto per l’imprenditore campano Alfredo Romeo in relazione ad un episodio di corruzione nell’ambito dell’inchiesta Consip. Ad eseguire il provvedimento cautelare in carcere i militari del comando carabinieri per la tutela dell’ambiente, del comando provinciale carabinieri di Napoli e del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Napoli. La misura è stata emessa dal gip del tribunale di Roma su richiesta della procura capitolina. Eseguita a Napoli, a quanto si è appreso, è in corso il trasferimento nel carcere romano di Regina Coeli. L’arresto dell’imprenditore è l’ultimo sviluppo dell’inchiesta, aperta dalla Procura di Napoli e trasferito per competenza a quella di Roma, su presunte irregolarità negli appalti della Consip, la società per azioni del ministero dell’Economia incaricata dell’acquisto di beni e servizi delle amministrazioni pubbliche. L’indagine vede diversi indagati tra cui anche l’ex sottosegretario alla presidenza del consiglio Luca Lotti.

Il ministro dello Sport, Luca Lotti, è stato sentito dai pm della procura di Roma per la vicenda degli appalti Consip. Il ministro, assistito dal suo legale Franco Coppi, rispondendo alle domande del pm Mario Palazzi, avrebbe affermato di non essere a conoscenza delle indagini relative alla Consip e quindi non avrebbe potuto rivelare circostanze sull’inchiesta. Lotti è indagato per favoreggiamento e rivelazione di segreto d’ufficio. Il ministro avrebbe anche affermato, riferendosi all’amministratore delegato di Consip, Luigi Marroni, di “non frequentarlo” e di “averlo visto solo due volte nell’ultimo anno”. Marroni, sentito come persona informata sui fatti dai magistrati di Napoli, secondo Il Fatto Quotidiano avrebbe fatto il nome dell’allora sottosegretario e oggi ministro. “E’ stato un interrogatorio molto sereno”, ha detto l’avvocato Coppi all’Agi, “Il ministro ha negato qualsiasi responsabilità, fornendo ai magistrati anche dei riscontri che saranno approfonditi nelle prossime settimane”.

Il ministro dello Sport Luca Lotti del governo Gentiloni, che detiene anche le deleghe all’Editoria e Cipe risulterebbe indagato – come ha scritto Il Fatto Quotidiano – per rivelazione di segreto e favoreggiamento nell’ambito di un’indagine della Procura di Napoli sulla corruzione in Consip. L’ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ha respinto le accuse e ha chiesto di essere ascoltato dai magistrati ribadendo la sua “assoluta estraneità ai fatti, come prospettati dai giornali”. Il legale del ministro, l’avvocato Franco Coppi, si sarebbe messo in contatto con la Procura per conoscere le eventuali ipotesi di reato che sarebbero mosse a Lotti.