consultazione popolare

”In politica estera i grillini danno fiato alle trombe delle fesserie. Dopo la figuraccia al parlamento europeo, oggi alcuni giornali affermano che i 5 Stelle sono pronti a lanciare un referendum per uscire dalla Nato. Capisco che Grillo debba distrarre il suo elettorato dai litigi interni al Movimento, ma ora si comincia ad esagerare”. Lo afferma il segretario e europarlamentare dell’Udc, Lorenzo Cesa. Critiche all’indirizzo del M5S da parte di altre forze politiche, che sottolineano il carattere ondivago del Movimento sulla materia Bruxelles.

Sembra che l’agenda politica si sia bloccata alla stessa pagina, quella del referendum costituzionale. Attendiamo l’esito del 4 dicembre con trepidazione e nel frattempo ci si sbrana con le appartenenze, con le ragioni piu’ o meno motivate del fronte del si’ e del no. Renzi divide: con lui o contro di lui? Ci sta simpatico o no? Ci conviene che resti o meno al governo? E intanto il Paese arranca, e ha paura non solo del futuro – fantasma che ci si vergogna perfino di evocare – ma persino dell’oggi. Il referendum appare una stupida arma di distrazione di massa! Li’ fuori accade di tutto: una barzelletta qual e’ Trump e’ presidente Usa, una Unione europea sempre piu’ arroccata sui suoi privilegi che pensa solo a sopravvivere, sorda ai richiami che provengono dai suoi eterogenei territori, una sfiducia dei cittadini italiani ed europei nelle istituzioni. Le mafie che proliferano insieme ai razzismi e la disoccupazione che avanza. E si va avanti, almeno questa e’ l’impressione, ma in realta’ si e’ fermi. Papa Francesco insiste con le sue grida disperate contro i mali, la corruzione e l’egoismo dell’uomo. Sergio Mattarella ci invita a ripensarci come comunita’ unita e solidale, ma noi continuiamo a curarci il nostro orticello senza acqua. E ci scanniamo sul referendum: da provinciali, quali siamo sempre stati.