Corea del Nord

Han Song Ryol, direttore generale per gli affari statunitensi del ministero degli esteri nordcoreano, ha dichiarato ieri che Washington ha “varcato una linea rossa” ponendo il leader nordcoreano Kim Jong Un nella lista degli individui soggetti a sanzioni internazionali, dichiarando di fatto guerra a Pyongyang. Il funzionario nordcoreano ha avvertito che la guerra potrebbe divampare davvero nella Penisola nordcoreana il mese prossimo, se Usa e Corea del Sud terranno le loro esercitazioni militari congiunge come da programma. La Corea del Nord ritiene che la natura di tali manovre militari periodiche sia ormai palesemente aggressiva, in quanto il programma delle esercitazioni include simulazioni di invasione della capitale nordcoreana e di “decapitation strike”, vale a dire attacchi mirati tesi a eliminare la leadership del paese. Washington ha inserito il dittatore nordcoreano Kim Jong Un nella lista degli individui soggetti a sanzioni lo scorso 6 luglio, una mossa senza precedenti che secondo Pyongyang rende impossibile risolvere qualunque questione aperta al di fuori delle leggi di guerra.

Nordcorea esclude una ripresa dei negoziati su programma nucleare: “Usa mantengono loro politica ostile, non riprendiamo colloqui” La Corea del Nord a guida Kim Jong Un ‘non ha intenzione” di riprendere i colloqui sul suo programma nucleare, secondo quanto annunciato da un suo alto diplomatico, malgrado i ripetuti appelli della Cina, suo principale alleato. Il governo nordcoreano ha lasciato nel 2009 il tavolo dei negoziati, che vedeva riuniti con Pyongyang anche Cina, Corea del Sud, Stati uniti, Russia e Giappone. In un contesto in cui gli Stati uniti mantengono la loro politica ostile la Corea del Nord non sarebbe intenzionata a discutere di denuclearizzazione della penisola coreana. Il Consiglio di sicurezza dell’Onu, nelle scorse settimane, ha adottato le sanzioni più dure mai inflitte ai danni della Corea del Nord.