Coronavirus

Pronto il documento della task force sulla fase tre: il comitato di esperti in materia Economica e Sociale, guidato da Vittorio Colao, ha consegnato oggi alla Presidenza del Consiglio il rapporto finale sul lavoro effettuato dalla data del suo insediamento lo scorso 10 aprile. E’ quanto annuncia un comunicato. “In questa seconda fase al Comitato è stato chiesto di suggerire visione, strategia e iniziative atte a facilitare e rafforzare la fase di rilancio post Covid19. Il precedente rapporto si era invece concentrato sulla metodologia da seguire e le condizioni da realizzare per le riaperture produttive avvenute nel mese di maggio. Il rapporto, che verrà illustrato nei prossimi giorni, propone obiettivi generali e sei ambiti fondamentali per il rilancio (Imprese e Lavoro; Infrastrutture e Ambiente; Turismo, Arte e Cultura; Pubblica Amministrazione; Istruzione, Ricerca e Competenze; Individui e Famiglie) e articola iniziative per ciascuno di questi”, continua la nota. “Il Comitato che – viene ricordato – ha operato su base volontaria e senza costo alcuno per la collettività, ha ringraziato il Presidente del Consiglio per l’opportunità offerta di mettere a disposizione delle istituzioni della Repubblica le proprie competenze. Un particolare ringraziamento va ai funzionari delle Istituzioni che nelle otto settimane di lavoro hanno contribuito, agevolato e supportato sul piano tecnico le attività del Comitato”.

Quella contro il coronavirus altro non è che una battaglia che si vince non facendosi trovare dal nemico. La strategia di contenimento, e quindi l’obbligo di restare a casa, si fonda sulla consapevolezza che un vaccino non potrà essere elaborato prima di diversi mesi e che in attesa di risposte mediche e farmaceutiche non resta alternativa diversa da quella di non aumentare i contagi, possibili soltanto da uomo a uomo. Si tratta, ovviamente, di una scelta dolorosa e drammatica per le ripercussioni che ne derivano sul fronte dell’economia e della tenuta sociale. Gli scienziati, del resto, sono pressoché unanimi nel ritenere imprescindibile questa misura drastica del contenimento. E’ la politica che si è divisa sulla opportunità di prolungare il periodo di obbligo per i cittadini – salvo le eccezioni contemplate – di non uscire da casa. Le strumentalizzazioni che quotidianamente vengono fatte in un senso o nell’altro, attengono al mondo della produzione, al blocco delle attivitá economiche, alla ripresa del Pil e non agli ammonimenti dei virologi che su questo sono stati molto chiari. Non è tempo per un ‘rompete le righe’ generalizzato e a dirlo sono i numeri, impietosi, dei decessi e dei contagi. E’ bene tenere ben presente la realtà, soprattutto per non creare confusione e incertezza nella popolazione che, sinora, a grandi linee, ha tenuto nella debita considerazione l’allarme lanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità e dalla nostra classe medica a cui, per l’impegno profuso, va tutta la nostra gratitudine, insieme a quella infermieristica, delle forze dell’Ordine e degli operatori impegnati in prima linea contro il virus.