Corrado Passera

“No, perchè io sto dentro il centrodestra”. Stefano Parisi, intervistato dal quotidiano “il Dubbio” rifiuta seccamente l’etichetta di nuovo Corrado Passera del centrodestra, eclissatosi dalla scena politica dopo il fallimento del movimento politico da lui fondato e della campagna elettorale alle Comunali per palazzo Marino. “Non sono nè rammaricato, nè offeso con Silvio Berlusconi”, dice Parisi sulla scomunica ricevuta dall’ex Cav. Convinto che “Forza Italia ha un bivio davanti: farsi guidare da Salvini oppure stare con i liberali popolari che è il nostro mondo”. Un mondo che Parisi è convinto essere rappresentato da lui e al quale chiama anche “i leghisti moderati”. “Si devono – dice di loro- farsi sentire”. Perchè “la Lega che io conosco ha un’anima riformista ed è composta da gente di governo, da amministratori con lunga esperienza”. Infine, ha precisato Parisi, “non  ho mai detto che farò come Trump ma di guardare a Trump che vinto senza l’appoggio del partito repubblicano”, restando convinto che “i partiti non hanno futuro”.

Italia Unica si scioglie. Sulla decisione ha influito anche l’esito delle elezioni a Milano. “Non tutto è andato come avremmo voluto”, dice Corrado Passera, fondatore, due anni fa, del movimento politico. “Portiamo avanti le idee dove il terreno è fertile”, annuncia l’ex ministro del Governo Monti, in vista di una partecipazione alla Festa del No per il referendum organizzata da Gaetano Quagliarello a Matera (8 e 9 settembre).