crisi dei mercati

“L’ultima cosa di cui abbiamo bisogno e’ una crisi politica in Italia. La vittoria del no creerebbe un po’ di turbolenza sui mercati. Dal punto di vista politico, invece, ci aspetteremmo un governo tecnico che porti a elezioni anche se l’esecutivo potrebbe restare in carica a lungo prima di arrivare alle urne”. Cosi’ Jean-Michel Six, managing director Chief economist Emea di Standard & Poor’s Global Ratings riguardo i possibili esiti della consultazione referendaria del 4 dicembre parlando durante un evento organizzato dall’agenzia. “Ma sugli spread non succedera’ come nel 2010. – ha poi aggiunto – La differenza e’ che abbiamo sopra la testa l’ombrello nucleare del whatever it takes di Draghi: questo fa una grossa differenza, in particolare l’Omt, il programma di acquisto bond, una misura eccezionale che non e’ stata ancora usata”. “Non ho idea di quale potra’ essere l’esito del referendum: quello che preoccupa i mercati sono le banche e una soluzione per gli Npl: una vittoria del no probabilmente ritarderebbe la soluzione di questi problemi ancora di piu’, perche’ il focus si sposterebbe dalle banche alla politica”, ha poi concluso.