Daniela Santanché

“Apprezziamo il fatto che Stefano Parisi abbia chiarito che l’idea dell’Assemblea costituente non prefigura inciuci o larghe intese, ma i nodi che avevamo evidenziato negli scorsi giorni sono ancora tutti ben stretti. A iniziare da quello della leadership: non e’ piu’ tempo per autoproclamazioni. Rimproveriamo a Renzi di essere arrivato a palazzo Chigi passando dalle segrete stanze del Quirinale, ma almeno lui le primarie nel Pd le ha fatte. Parisi farebbe bene a verificare se ha il consenso dei nostri prima di dare vita a progetti faraonici e a parlare come se fosse lui la guida del centrodestra”. Cosi Daniela Santanche’, di Forza Italia.

Daniela Santanché non è una che le manda a dire. Il deputato era stato tra quelli, dentro Forza Italia, che spingevano per un accordo sul nome di Giorgia Meloni, da sostenere in modo unitario. I risultati le danno ragione. “A Roma sono stati commessi errori da tutti, da Meloni cosi’ come da Salvini. Pero’, siccome ho sempre grandi aspettative su Berlusconi, credevo che non cadesse anch’egli in questa trappola. Dal momento che e’ stato il piu’ grande federatore del Paese, credevo che non prevalessero le ‘impuntature educative’, come le ha definite il presidente Berlusconi stesso, ma che ci fosse un atto di altruismo e che pensasse prima di tutto ai romani, in secondo luogo al bene della coalizione, facendo quindi cio’ che era necessario per restare uniti”. Lo ha detto Daniela Santanché, Forza Italia, intervenendo ad Agora’, su RaiTre.