Danilo Toninelli

Il dialogo “va avanti per chi vuole andare avanti. Adesso li chiamiamo noi per il tavolo”. Lo ha detto ai cronisti Danilo Toninelli, capogruppo al Senato M5S interpellato sulle trattative per le presidenze delle Camere. Il dialogo va avanti “con tutte le forze politiche, a livello di gruppi parlamentari perché sono i gruppi a eleggere i presidenti delle Camere”, ha continuato il senatore pentastellato.

“Da cittadino e non da portavoce del Movimento cinque stelle mi chiedo come dopo 20 anni di Berlusconi, dopo che è stato condannato per frode fiscale, dopo 4 governi Berlusconi, si possa umanamente credere a Berlusconi. Oddio, umanamente lo trovo quasi simpatico, fa ridere, forse dovrebbe aggiornare le battute. Detto questo come si fa a credergli?”. Lo ha detto l’esponente del Movimento cinque stelle Danilo Toninelli intervistato da Rainews 24. “Berlusconi è incandidabile per il Parlamento, se votate quel simbolo dove c’è scritto ‘Berlusconi presidente’ dovete sapere che lui non potrà mai essere premier, vi sta prendendo per i fondelli” ha concluso Toninelli lanciando un appello agli elettori.

“Noi vogliamo che il capo della forza politica sia una persona specchiata”. Lo ha detto il deputato Danilo Toninelli (M5S) alla commissione Affari costituzionali della Camera, durante l’esame della legge elettorale ‘Rosatellum bis’. Toninelli ha presentato un emendamento, già etichettato ‘anti-Cav’, il quale prevede che non possa essere capo della forza politica chi è ineleggibile (come appunto Silvio Berlusconi). Toninelli ha ricordato peraltro che l’ex cavaliere non potrebbe comunque avere incarichi governativi, sempre per la legge Severino. “Ma manco in Corea del Nord fanno questa cosa! – ha tuonato Toninelli – Come si fa a indicare qualcuno che poi non può avere incarichi di governo?”.

“Di Maio è stato democraticamente eletto capo politico, sarà lui a presentare le liste, sarà lui a inserire il suo nome e cognome nei documenti, nei programmi e nelle liste che presenteremo. E’ il capitano di una squadra di ministri che andrà a scegliere, con cui noi ci presentiamo ai cittadini”. Lo dice a Radio Cusano Campus Danilo Toninelli, parlamentare M5S. “Di Maio è il responsabile dell’attuazione del programma, colui che indicherà la linea politica del Movimento Cinque Stelle. Beppe Grillo – sottolinea il deputato – rimane il garante dei principi e delle fondamenta di tutto quello che siamo”.

Sulla legge elettorale “Noi abbiamo la proposta giusta, una proposta che, tra l’altro, e’ del Pd”. Lo dice Danilo Toninelli, deputato M5S, intervistato da La Stampa. “La nostra proposta e’: votiamo il Legalicum con correttivi di governabilita’. Fondiamo le due proposte”, sostiene. “Dove sono finiti i Renzi e i Berlusconi che per anni si sono riempiti la bocca con il principio della governabilità?”. Per Toninelli, che sta seguendo il cammino della legge elettorale, “il ‘Verdinellum'”, proposta degli uomini di Verdini, e’ “impresentabile” perché “Uccide il sogno del cittadino che si candida per partecipare alla politica”. Continua il parlamentare: “Premia i potentati locali che avrebbero in ostaggio i collegi. Inoltre favorirebbe una deriva dittatoriale. Due esperti mi hanno gia’ detto che ha profili di incostituzionalita’ perche’, se un partito vince anche di poco ma in tutti i collegi, mette in mano a chi prende il 35% ma arriva primo, potenzialmente il 70% dei seggi”.

Matteo Renzi ha proposto di utilizzare una legge elettorale basata sul sistema tedesco: cosa ne pensa Danilo Toninelli, deputato M5S molto attivo su questo tema? Ospite di Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, Toninelli ha spiegato: “Finche’ la proposta di Renzi non arriva in commissione, per noi non esiste. Dal 4 dicembre il Pd ha presentato 9 proposte di legge elettorale diverse: noi come facciamo a scegliere?” Siete disposti a trattare col Pd sulla legge elettorale? “Siamo disposti a trattare con tutti”. Il premio di maggioranza e’ al 40%: vi interessa abbassarlo al 35%? “La cosa da cui partire e’ l’Italicum costituzionalizzato. Siamo disposti ad ammettere dei correttivi, ma vorrei dirli in commissione: le cose vanno dette nei luoghi giusti”.