Davide Zoggia

Mps ad oggi “ha bruciato circa 20 miliardi di capitale azionario”: “La politica, quella del potere, delle nomine e del credito facile, e’ stato ed e’ un male da estirpare. Ma la politica che si preoccupa del destino di un’azienda e soprattutto di decine di migliaia di lavoratori non puo’ e non deve rimanere “muta”. Per troppo tempo una, ormai sedicente, sinistra, rimasta senza parole, ha osservato silente l’aumento delle diseguaglianze determinate anche da operazioni di macelleria sociale. E’ venuto il momento di dire basta e di cambiare rotta, mettendosi dal lato degli ultimi e non dei vincenti e dei poteri economici e finanziari”. Lo afferma in una nota il deputato di Mdp Davide Zoggia. “Peraltro, mentre altri Paesi europei salvavano le loro banche a suon di miliardi di euro dei contribuenti, l’Italia si e’ girata dall’altra parte negando i problemi e accettando ciecamente regole che chiudevano la possibilita’ di interventi del genere e introducevano per il futuro pesanti penalizzazioni, cosa che oggi ci mette in una condizione di subordinazione piena nel contesto europeo rispetto alla questione MPS e soprattutto al destino dei suoi lavoratori. Lavoratori che hanno gia’ pagato, che sono stati gli unici a pagare per una crisi divenuta ormai insopportabile e che, se si concludesse con operazioni di esuberi per migliaia di unita’ – come si legge nella girandola delle indiscrezioni giornalistiche – rischierebbe di distruggere l’azienda stessa. Una banca come MPS, delle sue dimensioni, non puo’ sperare di poter competere sul mercato senza la sua forte ed efficiente rete commerciale, vicina ai risparmiatori”. “Chiediamo che, nella specifica vicenda MPS, prevalga un’Europa sociale, che metta al primo posto anche il lavoro e non soltanto il valore del capitale. Capitale e lavoro devono trovare un nuovo equilibrio nell’Europa che dobbiamo ancora costruire. Lo Stato italiano, infine, chiamato alla ricapitalizzazione pubblica precauzionale, vigili attentamente su questi passaggi, non subisca ne’ la logica puramente finanziaria della remunerazione del capitale a breve termine, ne’ quella di un pezzo di Europa sempre piu’ lontana dai valori del lavoro”, conclude.

”Ci sono dei momenti in cui ti scorrono davanti delle immagini, dei frammenti della tua vita. Questo, per me, è uno di quei momenti. Sono assalito da mille pensieri e rivedo, come in un film, tutta la mia storia politica vissuta nel partito in cui ho militato fino a ieri. Il partito mi ha consentito di vivere momenti belli, meno belli, di prendere decisioni importanti per le comunità. Il partito mi ha formato, ha profondamente inciso nella mia vita, non solo politica. Faccio parte di quella generazione che ha avuto l’opportunità di formarsi attraverso il partito. Ho fatto la classica trafila, le tappe amministrative, la segreteria nazionale, il parlamento. Il partito mi ha insegnato ad ascoltare e a resistere. Mi ha dato grandi soddisfazioni, mi ha recuperato quando ho perso, mi ha insegnato a comprendere meglio le idee e i comportamenti delle persone”. Lo sottolinea Davide Zoggia che spiega così le ragioni del suo ingresso nel Movimento Democratici e Progressisti. “Molti in questi giorni mi hanno chiesto perché non abbiamo provato a lottare dentro il Pd, per cambiare le cose, per rimotivare molti elettori delusi. A questi amici rispondo che noi abbiamo combattuto strenuamente in questi anni contro la deriva del Pd. Molti di noi (me compreso) non hanno votato il job-act, la buona scuola, la legge elettorale (Italicum), non hanno votato a favore della riforma costituzionale nel referendum confermativo – ricorda – Niente, Renzi e la sua maggioranza sono andati avanti senza la minima esitazione. Non si sono accorti del grido di dolore che proveniva da gran parte dell’elettorato di centrosinistra”. “Ci si nasconde dicendo: ma abbiamo la maggioranza! Abbiamo deciso in direzione con una maggioranza schiacciante! Insomma un partito governato con il metodo del centralismo democratico pur non essendo ormai più un partito – stigmatizza – Discussioni assenti, asfittiche, circoli aperti grazie alla buona volontà e all’impegno di bravi militanti. Per il resto deserto. Sconnessione con la vita reale. Il Pd e’ snaturato, io credo in maniera irrimediabile”.