Davigo

“Il Dibba che fa ? Ne parliamo dal 25 settembre. Siamo sempre stati una grande squadra, tutti siamo chiamati a dare una mano nei prossimi mesi…”. Luigi Di Maio non si sbilancia ancora sui nomi che potranno comporre la squadra con cui il M5s si candida a governare il Paese. “Se sara’ lei il candidato premier chiamera’ Davigo?” gli chiede Massimo Giannini intervistandolo su Radio Capital. E Di Maio ripete: ” non faccio nomi”. Anche a proposito di un coinvolgimento nel governo di Barbara Lezzi, la senatrice che aveva sostenuto che l’aumento del PIL fosse dovuto al caldo, Di Maio insiste: “Lezzi e’ in grado? Non faccio nomi sui ministri e comunque Lezzi ha fatto un buon lavoro in Commissione, ha scoperto un sacco di cose…”. In ogni caso profilo del candidato ideale per un governo 5 stelle dovra’ essere quello di ” un candidato che deve avere una sensibilita’ politica e capacita’ tecnica. Personalmente non ho mai creduto nella differenziazione del ruolo tra tecnico e politico”.

“Negli ultimi 25 anni la classe politica, per quanto riguarda in particolare le indagini e i processi in tema di corruzione si e’ data molto da fare, non per stroncare la corruzione ma per stroncare le indagini e i processi, facendo leggi che impedivano le indagini e azzeravano le prove acquisite e creavano enormi difficolta’”. Lo dice il presidente dell’associazione nazionale magistrati, Piercamillo Davigo, in una intervista rilasciata al senatore M5s Nicola Morra e pubblicata sul blog di Beppe Grillo. “Con una certa differenza fra centrodestra e centrosinistra- aggiunge-. Il centro destra ne ha fatte cosi’ grosse e cosi’ male che di solito non hanno funzionato, o sono state dichiarate incostituzionali o comunque ne e’ stata data una interpretazione che consentiva di limitarne i danni. Mentre il centro sinistra le ha fatte molto mirate, ottenendo risultati. Per quanto riguarda poi l’andamento generale della giustizia, non sono state fatte riforme che la rendano piu’ efficiente, sono state fatte riforme che di solito non hanno inciso per niente, qualche volta peggiorative”.

“Il ministro Orlando ha cercato in tutto questo periodo di combinare insieme le esigenze di una riforma della Giustizia fondata sul superamento della situazione precedente nel rispetto dell’autonomia reciproca della politica e della magistratura. L’attacco frontale che oggi gli rivolge Davigo ha un solo significato: che l’Anm vuole in modo ferreo ribadire quella supremazia della magistratura sulla politica che e’ stata denunciata addirittura da Monsignor Galantino”. Cosi’ Fabrizio Cicchitto, deputato di Area Popolare e presidente della commissione Esteri.