Il presidente della Camera Laura Boldrini ha incontrato i sindacati che sollecitano l’iter del disegno di legge sul contrasto al caporalato approvato al Senato. In una intervista ad Avvenire, la terza carica dello Stato afferma che il caporalato è uno “sfruttamento che danneggia aziende oneste, lavoratori italiani e stranieri”. Boldrini apprezza l’impegno delle organizzazioni confederali. Il progetto di legge per la lotta allo sfruttamento nei campi è un “ottimo esempio di collaborazione con le istituzioni”, sostiene e si augura il “coinvolgimento delle associazioni degli imprenditori agricoli, per creare un’alleanza che metta all’angolo chi – sottopagando i lavoratori – fa anche concorrenza sleale”. Il disegno di legge è assegnato alle commissioni Giustizia e Lavoro. Secondo l’ultimo rapporto della Cgil sono circa 80 i distretti agricoli da nord a Sud nel quale è presente il caporalato con diversi livelli di intensità. Sono circa 430mila le vittime – otto su dieci stranieri – il resto italiani con piu di 100 mila lavoratori in condizione di grave sfruttamento e vulnerabilità alloggiativa. Gli orari di lavoro vanno dalle 8 alle 12 ore, il salario in nero per questi braccianti oscilla tra 22 e 30 euro, inferiore rispetto a quanto previsto dai contratti. Le vittime sono sottoposte a violenze e ricatti. La giornata tipo la racconta il presidente della Camera racconta una testimonianza ricevuta da chi lavora nelle campagne pugliesi. Una giornata di donne che “comincia spesso alle 2 di notte, poi il viaggio di un’ora e mezzo su pulmini in condizioni di scarsa sicurezza, e il lavoro nei campi senza fermarsi se non pe pochi minuti per un panino, senza servizi igienici e per meno di 30 euro al giorno”.






