ddl caporalato

Il presidente della Camera Laura Boldrini ha incontrato i sindacati che sollecitano l’iter del disegno di legge sul contrasto al caporalato approvato al Senato. In una intervista ad Avvenire, la terza carica dello Stato afferma che il caporalato è uno “sfruttamento che danneggia aziende oneste, lavoratori italiani e stranieri”. Boldrini apprezza l’impegno delle organizzazioni confederali. Il progetto di legge per la lotta allo sfruttamento nei campi è un “ottimo esempio di collaborazione con le istituzioni”, sostiene e si augura il “coinvolgimento delle associazioni degli imprenditori agricoli, per creare un’alleanza che metta all’angolo chi – sottopagando i lavoratori – fa anche concorrenza sleale”. Il disegno di legge è assegnato alle commissioni Giustizia e Lavoro. Secondo l’ultimo rapporto della Cgil sono circa 80 i distretti agricoli da nord a Sud nel quale è presente il caporalato con diversi livelli di intensità. Sono circa 430mila le vittime – otto su dieci stranieri – il resto italiani con piu di 100 mila lavoratori in condizione di grave sfruttamento e vulnerabilità alloggiativa. Gli orari di lavoro vanno dalle 8 alle 12 ore, il salario in nero per questi braccianti oscilla tra 22 e 30 euro, inferiore rispetto a quanto previsto dai contratti. Le vittime sono sottoposte a violenze e ricatti. La giornata tipo la racconta il presidente della Camera racconta una testimonianza ricevuta da chi lavora nelle campagne pugliesi. Una giornata di donne che “comincia spesso alle 2 di notte, poi il viaggio di un’ora e mezzo su pulmini in condizioni di scarsa sicurezza, e il lavoro nei campi senza fermarsi se non pe pochi minuti per un panino, senza servizi igienici e per meno di 30 euro al giorno”.

Il ddl sul caporalato a settembre sarà all’attenzione della Camera dei deputati. Nelle scorse settimane è stato ‘licenziato’ dal Senato. I sindacati Fa, Flai e Uila chiedono tempi certi sui lavori parlamentari, e lo ribadiranno il 13 settembre nell’incontro con il presidente della Camera, Laura Boldrini. Al testo sì è lavorato dopo battaglie di tanti anni e soprattutto dopo le ultime morti di lavoratori avvenuti nei campi e nelle serre. Contro lo sfruttamento prevista la reclusione da uno a 6 anni e multe da 500 a mille euro per lavoratore reclutato. Nel caso di minacce e violenze la pena sale da 5 a 8 anni di carcere e multe da mille a 2 mila euro per lavoratore reclutato.

Con il via libera al ddl contro il caporalato “In Senato e’ stato compiuto un passo importante e decisivo per contrastare in maniera ferma un fenomeno sociale grave, che puo’ essere considerato senza troppi giri di parole una vera e propria piaga”. Lo dichiara la presidente di Area popolare Ncd-Udc al Senato, Laura Bianconi. “Il passaggio al Senato  – spiega – ha consentito di inasprire sul lato penale le norme, prevedendo l’arresto in flagranza e l’estensione della responsabilita’ degli enti, oltre la confisca dei beni. E’ stato fatto un lavoro importante e mi auguro che la Camera dei Deputati in maniera celere approvi il testo in via definitiva. Un Paese democratico, che come l’Italia ha combattuto in maniera coraggiosa la mafia, non puo’ consentire che migliaia di lavoratori e lavoratrici siano violati nei loro diritti e nelle loro prerogativa. Questo perche’ anche dalla tolleranza zero al caporalato passa la lotta alla mafia ed alla criminalita’ organizzata”.