debito

La Grecia richiede alla Francia di recitare un ruolo storico nell’Ue a tre livelli: politica estera, sviluppo sostenibile e sociale, e stato di diritto. Lo ha affermato il presidente ellenico Prokopis Pavlopoulos, ricevendo oggi al palazzo presenziale di Atene il capo dello Stato francese Emmanuel Macron. Secondo quanto riferisce il profilo Twitter del segretariato generale per i media del governo greco, Pavlopoulos ha dato il benvenuto a Macron come “il successore dei leader francesi che hanno posto le basi per una forte amicizia tra Grecia e Francia”. “Le storie di Grecia e Francia sono intrecciate, ma anche il nostro futuro e’ comune”, ha dichiarato da parte sua Macron. “Continueremo i nostri sforzi per mantenere la Grecia nella zona euro e salutiamo positivamente le riforme portate avanti dal governo greco”, ha aggiunto il presidente francese. Macron, dopo l’incontro con Pavlopoulos, incontrera’ nel primo pomeriggio il premier ellenico Alexis Tsipras.

“Con un deficit al 3% l’Italia non sarebbe in grado di ridurre il suo altissimo debito pubblico”. Lo ha detto il commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici, in un’intervista all’Ansa. Per Moscovici l’Italia “ha invece bisogno di continuare a seguire quello che il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, chiama il ‘sentiero stretto’ tra la riduzione del deficit e il sostegno della crescita”. Secondo il commissario Ue, “il 3% è stato concepito come un limite, non un obiettivo”, ma “la buona notizia è che l’economia italiana è finalmente in ripresa e questo faciliterà la riduzione del debito”, la cui ampiezza “resta il principale punto debole” delle finanze pubbliche del Paese, ha aggiunto.

“Qualsiasi politica di controllo del debito attuata nel corso degli ultimi anni dai vari governi italiani e’ fallita miseramente. Lo certificano i dati della Banca d’Italia, che ha registrato il nuovo record di 2.281,4 miliardi toccato a giugno dalle amministrazioni pubbliche”. Lo denuncia in una nota il Codacons. “A lungo andare un debito di queste dimensioni e’ chiaramente insostenibile: eppure, nonostante questa evidenza, qualsiasi tentativo di ridurlo si e’ rivelato inefficace. In poco piu’ di 5 anni il nostro debito pubblico e’ cresciuto del 15 per cento: una prova evidente del clamoroso flop delle politiche economiche messe in campo finora. Proprio per questo motivo gli incoraggianti dati relativi al PIL dei giorni scorsi devono essere accolti con equilibrio e prudenza: festeggiare un aumento del PIL in presenza di questo trend legato al debito pubblico rappresenta infatti un esercizio surreale quanto inutile”. “Continua a crescere senza sosta il nostro debito pubblico, toccando (una volta di piu’) cifre monstre” – afferma il presidente del Codacons Carlo Rienzi. “Il debito pubblico italiano grava oggi per 37.646 euro sulle spalle di ogni cittadino, neonati compresi. A questo punto aspettiamo con ansia qualche soluzione credibile per invertire la tendenza”, conclude.

“Nonostante i segni di miglioramento, è chiaramente troppo presto per dichiarare vittoria” sul fronte dell’inflazione e anzi “al momento c’è ragione per essere cauti nel valutare quanto le prospettive d’inflazione si siano stabilizzate”. Lo ha detto Mario Draghi, presidente della Bce, a una conferenza a Francoforte, aggiungendo che “la continuazione del sostegno (monetario, ndr) è fondamentale” per sostenere la dinamica dei prezzi. Il presidente della Bce sottolinea comunque che “la ripresa sta migliorando e guadagnando forza”. “La ripresa – evidenzia – sta traendo spinta da un circolo virtuoso fra consumi in rialzo, crescita dell’occupazione e redditi da lavoro”. “La crescita nominale ora sta aiutando” a ridurre il debito, e praticamente per la prima volta dall’introduzione dell’euro “la spesa sale mentre l’indebitamento scende”, ha detto Draghi spiegando che per “il contributo della crescita nominale è sempre stato decisivo per il successo” del ‘deleveraging’, cioè della necessaria riduzione di un debito eccessivo.

“A differenza di 6 anni fa quando tocco’ a me, questa volta per la verita’ anche gli altri spread europei si sono alzati, anche quello della Germania. Ora penso che la situazione sia molto piu’ sicura, solida e stabile di un tempo”. Lo ha detto il senatore Mario Monti, ospite di Otto e mezzo su La7. “Il nostro e’ un Paese che negli ultimi anni ha cercato di tenere in ordine la finanza pubblica ma senza fare uno scatto per la sua definitiva sistemazione – ha aggiunto – Il Governo Renzi e’ stato molto buono nell’orientamento sulle riforme strutturali ma negativo nell’impostazione politica fiscale”. Ad una domanda sull’Europa a due velocita’ Monti ha detto: “L’Europa e’ gia’ a velocita’ differenziate. L’Italia fa parte del gruppo di testa dell’Europa, non abbiamo oggi i numeri ma ne abbiamo il potenziale. Ma solitamente questo Paese e’ riuscito sempre a raggiungere gli obiettivi che si e’ prefissato. Perche’ non diciamo che e’ l’Italia e’ l’unico Paese del Sud-Europa che e’ uscito dalla crisi finanziaria senza chiedere un solo euro in prestito?”

“Un incontro molto positivo e costruttivo, l’Italia ha beneficiato di molta flessibilita’ compresa quella per le catastrofi naturali, so che la situazione e’ ancora oggi drammatica con questo hotel distrutto dalle valanghe, ma l’Italia deve anche conformarsi alle regole comuni e noi lavoriamo per trovare delle soluzioni. La regola del debito va rispettata, perche’ e’ il criterio determinante e ho fiducia che arriveremo a delle soluzioni comuni”. Cosi’ il commissario europeo agli Affari economici, Pierre Moscovici, in un’intervista al Gr3 Rai. “Il fine della Commissione non e’ mai quello di mettere in difficolta’, ma sempre quello di trovare soluzioni comuni tramite il dialogo, un metodo sempre piu’ efficace della minaccia. Lo spirito del nostro dialogo – ha aggiunto – e’ assolutamente di questa natura, costruttivo, amichevole, sulla via di un buon accordo per ciascuna delle parti, nella conformita’ alle regole e nell’interesse della zona euro”. Moscovici ha poi concluso: “non abbiamo parlato delle misure cui sta pensando il governo italiano: con il mio collega Dombrovskis abbiamo scritto una lettera al ministro Padoan, sta a lui ora rispondere, ma in realta’ siamo in contatto costante, ci siamo visti tante volte nell’ultimo anno, ed e’ per me un piacere”.