democratici progressisti

”Ci sono dei momenti in cui ti scorrono davanti delle immagini, dei frammenti della tua vita. Questo, per me, è uno di quei momenti. Sono assalito da mille pensieri e rivedo, come in un film, tutta la mia storia politica vissuta nel partito in cui ho militato fino a ieri. Il partito mi ha consentito di vivere momenti belli, meno belli, di prendere decisioni importanti per le comunità. Il partito mi ha formato, ha profondamente inciso nella mia vita, non solo politica. Faccio parte di quella generazione che ha avuto l’opportunità di formarsi attraverso il partito. Ho fatto la classica trafila, le tappe amministrative, la segreteria nazionale, il parlamento. Il partito mi ha insegnato ad ascoltare e a resistere. Mi ha dato grandi soddisfazioni, mi ha recuperato quando ho perso, mi ha insegnato a comprendere meglio le idee e i comportamenti delle persone”. Lo sottolinea Davide Zoggia che spiega così le ragioni del suo ingresso nel Movimento Democratici e Progressisti. “Molti in questi giorni mi hanno chiesto perché non abbiamo provato a lottare dentro il Pd, per cambiare le cose, per rimotivare molti elettori delusi. A questi amici rispondo che noi abbiamo combattuto strenuamente in questi anni contro la deriva del Pd. Molti di noi (me compreso) non hanno votato il job-act, la buona scuola, la legge elettorale (Italicum), non hanno votato a favore della riforma costituzionale nel referendum confermativo – ricorda – Niente, Renzi e la sua maggioranza sono andati avanti senza la minima esitazione. Non si sono accorti del grido di dolore che proveniva da gran parte dell’elettorato di centrosinistra”. “Ci si nasconde dicendo: ma abbiamo la maggioranza! Abbiamo deciso in direzione con una maggioranza schiacciante! Insomma un partito governato con il metodo del centralismo democratico pur non essendo ormai più un partito – stigmatizza – Discussioni assenti, asfittiche, circoli aperti grazie alla buona volontà e all’impegno di bravi militanti. Per il resto deserto. Sconnessione con la vita reale. Il Pd e’ snaturato, io credo in maniera irrimediabile”.

“Il nostro nome ufficiale e’ ‘Articolo 1 – Movimento Democratici e Progressisti’, che e’ una novita’ nel panorama politico italiano, con il riferimento al primo articolo della Costituzione. Poi e’ chiaro che in meta’ dei consigli comunali italiani c’e’ un gruppo che si chiama Democratici e Progressisti, parole che evocano delle aree politiche piu’ che dei partiti”. Cosi’ Roberto Speranza, commenta la notizia che il Pd potrebbe sollevare questioni legali contro il nome del nuovo Movimento presentato ieri.

Gli elettori italiani della sinistra non potranno di certo lamentarsi: l’offerta politica e’ la piu’ varia e in grado di soddisfare i palati piu’ esigenti. Di partiti o di aree politiche, di movimenti o di contenitori che si rifanno alla sinistra, con varie tonalita’ di rosso, da quello porpora al rosso veneziano: Partito Democratico, Sinistra Italiana, Partito comunista italiano, Democratici e Progressisti, Sinistra Ecologia Libertà, L’Altra Europa con Tsipras, Rifondazione Comunista, i Verdi, Azione Civile, a DemA (gli arancioni) di Luigi De Magistris, ‘Possibile’ di Pippo Civati, a ‘Coesione sociale’ di Landini. Venghino compagni, venghino….

“Oggi e’ una bella giornata per la ricostruzione culturale, politica e di classi dirigenti della sinistra. E’ un passaggio per il quale siamo stati impegnati sin da quando abbiamo lasciato il Pd un anno e mezzo fa. In bocca al lupo al movimento Democratici e Progressisti. Sinistra Italiana guarda con attenzione e interesse. Avviamo da lunedi sedi strutturate di confronto programmatico a partire dai tre grandi temi indicati da Roberto Speranza: lavoro, scuola, ambiente. Puntiamo a costruire le condizioni per gli stati generali della sinistra da fare prima della pausa estiva”. E’ quanto ha dichiarato Stefano Fassina a margine dell’iniziativa che si e’ tenuta alla Citta’ dell’Altra Economia a Testaccio.